arazzo medioevo

“’STIAMO TORNANDO AL MEDIOEVO’ È UNA FRASE FATTA CHE INFASTIDISCE CHI IL MEDIOEVO LO STUDIA E TENTA DI INSEGNARLO” – LO STORICO GIUSEPPE SERGI SMONTA IL LUOGO COMUNE DEL “RITORNO AL MEDIOEVO”, SPIEGANDO CHE L’USO DISPREGIATIVO DEL TERMINE SI FONDA SU STEREOTIPI E FAKE NEWS STORICHE: “CI SONO DUE CATEGORIE: QUELLA DEL RICORSO DEFORMANTE AL MILLENNIO MEDIEVALE VOLUTO E INTENZIONALE: LA FALSIFICAZIONE DELLA STORIA IN GENERALE È RITENUTA IN GRAN PARTE INEVITABILE PERCHÉ È GIUDICATO TROPPO COMODO L'USO RETORICO-DIMOSTRATIVO DI MATERIALE ATTINTO ALL'IDEA PIÙ SEDIMENTATA DI PASSATO. LA SECONDA È…”

 

giuseppe sergi

Estratto dell’articolo Giuseppe Sergi per "la Stampa"

 

Giuseppe Sergi «Stiamo tornando al medioevo»: è una frase fatta che, in quanto tale, dovrebbe infastidire tutti, ma è evidente che dispiace soprattutto a chi il medioevo lo studia e tenta di insegnarlo. […]

 

Il tempo presente riserva molta attenzione ai luoghi comuni. Da un lato con un atteggiamento diffuso che tende a perdonarli, ricorrendo a una sorta di buon senso teso a valorizzare il fondo di verità che in essi sempre ci celerebbe. Dall'altro con l'accentuarsi delle riflessioni sociologiche e psicologiche sui pregiudizi riscontrabili in vari campi e sulle ragioni della loro permanente tenuta.

 

I richiami continui e abbondanti al presunto "medioevo" e all'aggettivo "medievale" non contengono invece pressoché mai quel fondo di verità. Ha certamente molto peso la "deformazione prospettica" che, conducendo a incontrare prima ciò che del passato è più vicino a noi, induce a individuare in tutto il lungo medioevo alcuni caratteri del Tre-Quattrocento, cioè del medioevo finale, rispetto al quale l'età moderna appare come sviluppo o rottura.

 

Complessivamente prevale nelle conoscenze correnti un medioevo immaginario che finisce con il cancellare quello reale. […] è certo un pezzo di storia della cultura che ha una sua autonomia e che è giusto sia approfondito. Di medievalismo le pagine che ho scritto nel mio nuovo libro non si occuperanno, o lo faranno solo incidentalmente.

 

stiamo tornando al medioevo di giuseppe sergi

Mi propongo infatti di illustrare, per grandi temi, ciò che il millennio medievale ha davvero contenuto, sfruttando i giudizi spesso unanimi della ricerca medievistica – il dibattito c'è sempre, ma è per lo più su argomenti di dettaglio che arrivano poco al grande pubblico – e partendo dalla correzione degli errori più tenaci, che si possono ascrivere a due grandi categorie.

 

Individuiamole, trascurando il ricorso alle definizioni medievaleggianti che vogliono indicare tutto ciò che non è attuale ed è giudicato severamente come superato e non riproponibile. Spesso con effetti assurdi e involontariamente comici: è "da medioevo" insistere sul mantenimento delle auto a benzina, creare ostacoli agli scioperi, vietare l'uso dell'intelligenza artificiale nelle scuole, rinunciare ai supporti tecnologici per verificare il fuorigioco nelle partite di calcio o per controllare gli abbonamenti sugli autobus.

 

La prima categoria è quella del ricorso deformante al millennio medievale voluto e intenzionale: questo ricorso è indubbiamente agevolato anche dall'ignoranza, ma è chiaro che in questo caso lo "stereotipo medioevo" fa comodo così com'è. Da parte di chi? Di istituzioni e individui per valorizzare il progresso successivo, per definire le premesse della modernità, per cercare radici inventate di nazioni o di circoscritti ambiti di civiltà, per organizzare manifestazioni in costume, per rifuggire da un "prima" condannabile oppure, all'opposto, nostalgicamente rievocabile. […] La falsificazione della storia in generale è ritenuta in gran parte inevitabile perché è giudicato troppo comodo l'uso retorico-dimostrativo di materiale attinto all'idea più sedimentata di passato.

 

La seconda categoria è la più insidiosa e la più difficile da correggere: quella corrispondente a una cultura diffusa che è ferma a ciò che si sapeva di medioevo nella prima metà del Novecento.

feste nel medioevo 5

 

È stata perpetuata da divulgatori, da storici locali, in qualche caso anche da studiosi di discipline diverse dalla medievistica e, soprattutto, da troppi manuali scolastici. Nei corsi di storia, quando la parte medievale era aggiornata e ben fatta, è stata spesso sostituita nel giro di pochi anni, perché gli insegnanti lamentavano […] la mancanza proprio di ciò che era giusto non ci fosse: ad esempio lo schema della curtis compatta e concentrica, chiusa all'esterno (per giustificare la vecchia idea ottocentesca dell'economia fondata sul baratto), oppure la piramide feudale, ormai da oltre cinquant'anni famigerata per i medievisti professionali.

medioevo

 

Entrambe le categorie non comportano solo piccoli vizi lessicali, ma anche insidiose trappole contenutistiche: per questo è doveroso spiegare come stavano davvero le cose, in coerenza con gli intenti della collana «Fact Checking».

 

vita pubblica nel medioevomedioevo bordelli

 

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...