federico rampini donald trump

COSA SUCCEDE SE L’EPIDEMIA SI DIFFONDE NEGLI STATI UNITI? RISPONDE FEDERICO RAMPINI: “L'AMERICA NON HA UN SISTEMA SANITARIO. HA UNA GIUNGLA DI SISTEMI, A SECONDA DI QUAL È LA TUA ASSICURAZIONE PRIVATA, E A SECONDA DELLO STATO IN CUI ABITI. POICHÉ SUBISCO DA VENT ANNI LE INEFFICIENZE E I COSTI ESORBITANTI DELLA SANITÀ AMERICANA, SONO PESSIMISTA. LAGARDE? DISASTROSA - TUTTE LE REGOLE DEL PATTO DI STABILITÀ VANNO SOSPESE PERCHÉ LO SHOCK ECONOMICO DURERÀ A LUNGO. LA CINA? SAPPIAMO SOLO QUELLO CHE IL GOVERNO VUOLE FARCI SAPERE. L’UE? UNA PROVA COME QUESTA PUÒ ESSERE FATALE”

Gianluca Veneziani per “Libero quotidiano”

 

L'emergenza coronavirus non svela solo l' impotenza di ogni individuo, ma mette a nudo anche fragilità e limiti delle Grandi Potenze. Quelle che Federico Rampini, giornalista e scrittore, corrispondente da New York per Repubblica, a lungo corrispondente da Pechino, conosce molto bene. E che rispondono al nome di Cina e Usa.

FEDERICO RAMPINI DONALD TRUMP

 

Rampini, nel libro La seconda guerra fredda. Lo scontro per il nuovo dominio globale (Mondadori, pp. 228, euro 19) lei teorizza lo scoppio della seconda guerra fredda, quella tra Usa e Cina. Dopo la guerra commerciale su dazi e tecnologie, il coronavirus è il nuovo oggetto di scontro. Quale delle due forze vincerà?

«Ogni giorno che passa l' intreccio fra coronavirus e guerra fredda diventa più stringente. Trump lo chiama "virus straniero" per sottolineare l' origine cinese, Pechino autorizza fake news su una mano dell' America dietro l' epidemia. Le due superpotenze hanno ben chiara l' enorme posta in gioco, anche strategica. Guai a chi canta vittoria troppo presto, mentre la pandemia è ancora in corso».

FEDERICO RAMPINI - LA SECONDA GUERRA FREDDA

 

Con il coronavirus molti Paesi si sono chiusi nei confini. È uno dei sintomi di quella che, nel libro, lei definisce «la ritirata della globalizzazione»?

«Certo. La globalizzazione aveva già inserito la retromarcia. La guerra commerciale Usa-Cina era solo un aspetto di quella ritirata, ad essa si aggiungevano nuove tensioni sulla tecnologia, il 5G, lo spionaggio, i furti di segreti industriali. Molte multinazionali stavano ripensando le loro catene produttive e logistiche per essere meno dipendenti dalla Cina.

La pandemia ha reso ancora più visibile la vulnerabilità di quelle catene produttive troppo estese, dove un incidente dall' altra parte del mondo paralizza tutto».

 

Ma il nostro Paese non corre il rischio di "cinesizzarsi" ancora di più, dovendo dire grazie alla Cina per gli aiuti sanitari?

«Gli aiuti sanitari sono un gesto molto bello, la gratitudine è doverosa. Però sono l' altra faccia di un fenomeno inquietante: non solo l' Italia, tutto l' Occidente (America inclusa) è eccessivamente dipendente dalla Cina anche per i principi attivi dei medicinali, e per molte apparecchiature mediche. Dopo aver ringraziato i cinesi dovremo tutti quanti in futuro ripensare la sicurezza sanitaria: è pericoloso che la salute di un paese dipenda da farmaci prodotti in zone lontanissime, i cui arrivi possono interrompersi in caso di crisi grave».

 

federico rampini foto di bacco (1)

Trump ha dichiarato lo stato di emergenza e stanziato 50 miliardi di dollari per contrastare virus. Sta agendo in modo opportuno?

«Lo stato di emergenza dichiarato negli Usa per adesso non comporta restrizioni alla mobilità. È un atto che consente al presidente di sbloccare fondi e velocizzare certe procedure, per esempio per l' acquisto di kit diagnostici (tamponi) e altre forniture mediche. Altre misure sono in discussione al Congresso e gli aiuti economici ai settori in crisi sono destinati ad aumentare».

 

Molti hanno rimproverato a Trump di aver sottovalutato l' emergenza. È un' accusa corretta o ingenerosa?

«Gli stessi esperti sanitari dell' Amministrazione Trump ammettono che la reazione americana è tardiva, piena di lacune e di incoerenze. 48 ore dopo l' embargo sugli arrivi dall' Europa, molti aeroporti americani non fanno neppure i controlli sanitari sui viaggiatori. Anche i governi europei sembrano aver reagito con lentezza, si sono illusi che l' Italia fosse un caso estremo. Finché la Merkel ha tirato fuori (in una riunione a porte chiuse) quello scenario del 70% di contagi».

CHRISTINE LAGARDE

 

Se il virus si diffondesse negli Usa come da noi, quale sarebbe l' impatto su un Paese che non ha un sistema sanitario pubblico come il nostro?

«L'America non ha un sistema sanitario. Ha una giungla di sistemi, a seconda di qual è la tua assicurazione privata, e a seconda dello Stato in cui abiti. Poiché subisco da vent' anni le inefficienze e i costi esorbitanti della sanità americana, sono pessimista. D' altronde, nessuno è mai riuscito a riformare questo sistema sanitario in modo soddisfacente. La riforma di Obama è piena di difetti e Trump ha tagliato fondi a destra e a manca».

 

La Cina ha attuato misure draconiane per contenere il virus. È fuori pericolo o è presto per dirlo?

BORIS JOHNSON DONALD TRUMP

«Ricordiamoci che sulla Cina noi sappiamo prevalentemente quello che il governo di Pechino vuole farci sapere. Se le notizie ufficiali sono vere, e se non scoppia qualche nuovo focolaio, dovremo riconoscere che il metodo cinese ha funzionato. È un punto a favore dell' autoritarismo? Io direi un punto a favore del confucianesimo, perché la democrazia sudcoreana ha avuto una risposta almeno altrettanto efficace del regime cinese. Grazie a un forte senso di disciplina civica. Confuciana è una società dove l'individuo ha dei doveri verso la comunità, prima di avere dei diritti».

 

Venendo all' Europa, il coronavirus rischia di segnare la fine dell' Ue?

«La prima a fallire miseramente il test è stata Christine Lagarde, disastrosa. Ma anche la solidarietà inter-governativa è ai minimi storici. L'unica attenuante per l' Ue è il fatto che Bruxelles ha poteri pressoché inesistenti in campo sanitario. Però una prova come questa può essere fatale, visto che di fronte al pericolo ognuno si ritira dietro le frontiere nazionali, e il paese vicino diventa un potenziale nemico-untore da cui proteggersi».

bilaterale donald trump boris johnson al g7 di biarritz

 

Considerato l' atteggiamento della Lagarde, sarà ancora più difficile per l' Europa riprendersi dalla crisi economica?

«La recessione è ormai quasi una certezza. La crisi economica diventerà rapidamente la seconda emergenza, non appena saremo usciti dalla pandemia. L'Eurozona è arrivata a questa prova già debole, con una stagnazione ultra-decennale, ampie fasce sociali in preda all' impoverimento, tagli al Welfare e alla sanità in tutti i paesi. A parte l'inettitudine di Lagarde, la Bce comunque aveva quasi esaurito le munizioni. Tocca alla politica di bilancio attutire il colpo: meno tasse e più spesa pubblica. Tutte le regole del Patto di stabilità vanno sospese non solo durante la pandemia ma anche dopo, perché lo shock economico durerà a lungo».

UNIONE EUROPEA

 

Boris Johnson annuncia ai suoi concittadini: «Molti vostri cari moriranno». È l' unico leader che dice la verità?

«Il governo britannico forse è quello che ha evidenziato in termini più realistici e crudi lo scenario dell' emergenza estrema in cui gli ospedali saranno costretti ad abbandonare alcuni anziani per salvare persone più giovani, a causa della penuria di apparecchiature. Però il realismo non basta, dai governi aspettiamo soluzioni. Il fatto che Trump abbia esteso anche al Regno Unito l' embargo sui voli è la conferma che le misure di contenimento sono insufficienti anche a Londra».

Ultimi Dagoreport

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….