olio di semi di girasole piselli

DRAGHI DICE CHE DOBBIAMO PREPARARCI A UN’ECONOMIA DI GUERRA E SUGLI SCAFFALI DEI SUPERMERCATI INIZIANO A SCARSEGGIARE ALCUNI PRODOTTI. MANCA L’OLIO DI GIRASOLE (L'ITALIA NE IMPORTA DA KIEV IL 63% DI QUANTO NE USA) –  PROBABILI, QUINDI, AUMENTI DEL PREZZO DEI PISELLI DEL 20%. LE AZIENDE INIZIANO AD AVERE CARENZA DI CARTONE PER GLI IMBALLAGGI E ALCUNE CATENE DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE CHIEDONO DI NON COMPRARE PIÙ DI DUE CONFEZIONI DEI PRODOTTI DI CUI C'È SCARSA DISPONIBILITÀ...

Carlo Ottaviano per il Messaggero

 

supermercati scaffali vuoti

Non è come nella prima settimana del lockdown da pandemia Covid, ma molto ci riporta a quel marzo di due anni fa (proprio in questi giorni). Ieri mattina nei supermercati di tutta Italia gli scaffali dedicati a farine e pasta erano mezzi vuoti, lo stesso per gli oli vegetali e per le conserve (principalmente di tonno e altri pesci) che necessitano di olio. Alcune catene della grande distribuzione (come Md) hanno chiesto di non comprare più di due confezioni dei prodotti di cui c'è scarsa disponibilità.

 

Questa volta, però, il problema non è chi fa incetta di cibo, ma la minore produzione delle industrie alimentari, fortemente limitate negli approvvigionamenti di materia prima. Gli industriali del settore sono seriamente preoccupati.

 

olio di semi di girasole

L'ultimo a lanciare il grido d'allarme è stato ieri Roberto Fiorentini, uno dei leader italiani nel comparto degli snack bio salutistici, che potrebbe fermare già nelle prossime ore lo stabilimento di produzione a Trofarello, alle porte di Torino. Manca l'olio di girasole, in questo momento il problema forse più grave dell'industria di trasformazione alimentare italiana. «E' un ingrediente spiega Fiorentini - impiegato in una stragrande varietà di prodotti alimentari, dalle patatine ai panificati, che molte industrie hanno scelto per sostituire il tanto criticato olio di palma. Sostituire ora l'ingrediente significa cambiare la ricetta, e non è una cosa veloce».

 

L'Ucraina con una quota vicina all'80% è il maggiore produttore mondiale di olio di girasole. L'Italia ne importa da Kiev il 63% di quanto ne usa e con la propria produzione (100 mila tonnellate di olio) non copre neanche un decimo del fabbisogno. Il blocco dei porti del Mar Nero, lo stop all'export di grano e mais dai paesi in guerra e l'imprevisto e contestato protezionismo ungherese e bulgaro che hanno bloccato le esportazioni, stanno avendo effetti pesanti su tutta l'industria alimentare italiana (pasta, dolci da forno e allevamenti in primo luogo).

 

girasole

IL BLOCCO Come se non bastasse, le aziende iniziano ad avere carenza di cartone per gli imballaggi, perché produrlo non è più conveniente. «Vendiamo la carta a 680 euro a tonnellata ma per produrla oggi occorrono 750 euro soltanto per il gas», ha spiegato Bruno Zago, presidente del gruppo Pro-Gest di Treviso quando ha deciso di fermare l'attività dei suoi sei stabilimenti in Italia. Nel settore alimentare non mancano i record dei prezzi a livello mondiale, come nel caso delle polveri di latte e delle uova che si avvicinano pericolosamente ai livelli del 2017, anno della contaminazione da fipronil.

 

Nei prossimi giorni potrebbero anche iniziare a mancare i piselli. L'allarme l'ha dato ieri Aretè, società di analisi dei mercati agricoli. «Nella campagna corrente Russia ed Ucraina spiega in un suo report - avevano fino ad ora parzialmente compensato la limitata offerta nordamericana».

 

Probabili, quindi, aumenti di prezzo dei piselli del 20%. Altri prezzi dell'ortofrutta lievitano invece in modo ingiustificato nei negozi al dettaglio. Ieri mattina, infatti, nei mercati all'ingrosso i commercianti lamentavano (dal loro punto di vista) una flessione delle vendite e conseguentemente dei prezzi. «Il mercato è quasi fermo ha dichiarato all'agenzia specializzata Italiafruit Giuseppe Zarba, presidente dei concessionari del mercato di Vittoria in Sicilia anche perché le famiglie decidono di risparmiare sul cibo e invece che acquistare il pomodoro ciliegino, optano per la latta di passata». «Da inizio mese aggiunge Gianpaolo Forcina, uno dei maggiori operatori della centrale ortofrutticola di Fondi - i mercati si sono bloccati: sono scese le richieste dell'export e le vendite di tutti gli ortaggi in generale, situazione che ha portato ad un abbassamento dei prezzi».

piselli

 

Stessa cosa a Nord dove, per esempio al mercato generale di Brescia, i prezzi di molti prodotti sono in calo del 20%. Incredibilmente (e immotivatamente in molti casi), però, lo scontrino della spesa diventa sempre più caro per i consumatori finali.

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....