scarpe fuori casa

BENVENUTO, TI PUOI TOGLIERE LE SCARPE PRIMA DI ENTRARE IN CASA? - OBBLIGATORIO IN GIAPPONE, IMPENSABILE IN SPAGNA: CHIEDERE AGLI OSPITI DI LASCIARE LE PROPRIE SCARPE ALL’INGRESSO PUÒ CREARE PARECCHI PROBLEMI - E SE HAI I CALZINI BUCATI? I PIEDI PUZZOLENTI? E SE TI DANNO PANTOFOLE FETIDE DA INDOSSARE? ECCO COME SI DIVIDE IL MONDO

 

Margarita Gokun Silver per The Atlantic

Traduzione di Giusy Muzzopappa per www.internazionale.it

 

 

Io accumulo pantofole, quelle di spugna dalla suola sottile che molti alberghi mettono a disposizione per i loro clienti. Ne ho la casa piena e alcune sono ancora avvolte nella bustina di plastica. Sono calzature che possono essere usate solo in casa, ma sono troppo preziose per sbarazzarmene.

 

scarpe fuori casascarpe fuori casa

Sono cresciuta in Unione Sovietica, dove c’era l’abitudine di indossare le tapochki, le pantofole. Ci toglievamo le scarpe appena rientravamo a casa, per lasciare fuori la sporcizia. Portavamo le pantofole a scuola, dove i nostri compagni – su richiesta del preside – ci controllavano gli zaini per vedere se avevamo lo smenka, il cambio di scarpe. I musei fornivano contenitori pieni di pantofole di feltro, così i visitatori potevano indossarle sugli stivali prima di entrare nelle sale. E sapevamo che quando andavamo a trovare un amico, ci avrebbe accolto con un paio di pantofole pronte per l’occasione. Camminare in casa, in qualsiasi casa, con le scarpe ai piedi era un gesto di maleducazione.

 

L’origine di quest’abitudine è misteriosa, ma le tapochki occupano un posto importante nella società russa. Il motivo è chiaro (la pulizia), ma il vero beneficio è simbolico.

 

 

scarpe  fuori casascarpe fuori casa

Nel 2006 a Ulyanovsk, in Russia, è stato collocato un monumento a Oblomov, il personaggio del famoso romanzo di Ivan Goncharov che racconta la storia di un apatico nobiluomo russo. Il monumento mostra il divano di Oblomov con sotto le pantofole. Nel romanzo, Ilya Ilich Oblomov trascorre gran parte del tempo in vestaglia, steso sul divano, senza fare niente.

 

L’intento del romanzo era politico: fu pubblicato due anni prima dell’abolizione della servitù della gleba in Russia ed è ritenuto, da alcuni, un ritratto dell’apatia generalizzata diffusa tra la nobiltà russa. La vestaglia di Oblomov, il divano e le pantofole rappresentano l’indifferenza dell’eroe nei confronti della vita esterna. Simboleggiano però anche lo spazio domestico, la sensazione di lasciare fuori le preoccupazioni del mondo, e la sicurezze e la comodità che solo una casa può offrire.

 

Separare l’interno dall’esterno

Nei quadri europei si trovano elementi che separano l’ambiente esterno da quello interno già dal quindicesimo secolo. Nel Ritratto dei coniugi Arnolfini (1434) Jan Van Eyck include due paia di zoccoli di legno. Anche nell’incisione del 1514 San Girolamo nella cella di Albrecht Dürer ci sono delle scarpe che sembrano indicare un uso domestico: un paio di ciabatte in primo piano, posate sotto una panchina insieme a libri e cuscini. Non sappiamo se sono lì per indicare un loro uso esterno o l’inizio dell’abitudine di usare delle pantofole. Tuttavia, proprio come nell’opera di Van Eyck, un paio di scarpe accantonate in un angolo potrebbe indicare l’affermarsi di una nuova abitudine: quella di distinguere le calzature in base all’uso.

scarpe   fuori casascarpe fuori casa

 

 

Più o meno in questo periodo, le conquiste dell’impero ottomano portavano in Europa le abitudini orientali. “La maggior parte degli ottomani indossava scarpe da esterno sopra scarpe da interno, come galosce”, spiega Lale Görünür, la curatrice del museo Sadberk Hanim di Istanbul. “Tuttavia non entravano mai in casa indossando le scarpe: le toglievano all’ingresso”. Ancora oggi le pantofole sono comuni in paesi come la Serbia e l’Ungheria.

 

“Abbiamo la tradizione delle pantofole perché siamo stati dominati dagli ottomani”, conferma Draginja Maskareli, curatrice del dipartimento per i tessuti e i costumi del museo delle arti applicate di Belgrado. Quando era una studente, all’inizio degli anni novanta, Maskareli è andata a Parigi per trovare dei cugini di origine serba, portandosi dietro le pantofole. “Non riuscivano a credere che avessi delle scarpe da casa”.

 

Sebbene i parigini di fine ventesimo secolo sembrassero molto incuriositi all’idea, i loro predecessori adoravano le pantofole. “Nel diciassettesimo secolo gli uomini si facevano ritrarre in un ambiente domestico con le pantofole ai piedi”, spiega Elizabeth Semmelhack, una curatrice del museo della scarpa di Bata a Toronto. “Nel diciottesimo secolo, quando i momenti di intimità diventarono una parte importante della cultura, si cominciano a vedere più quadri che raffigurano donne in pantofole”.

 

Gli spagnoli non si tolgono le scarpe

scarpe   fuori  casascarpe fuori casa

L’era vittoriana aggiunge un tocco particolare all’infatuazione per le pantofole. Le donne usavano il punto Berlin, uno stile di ricamo molto in voga all’epoca, per realizzare la parte superiore delle pantofole dei loro mariti. “Poi le portavano a un calzolaio che aggiungeva la suola. Regalavano le pantofole ai mariti, che le indossavano mentre fumavano la pipa, la sera davanti al camino”, dice Semmelhack.

 

Nei ritratti di ricchi russi del diciottesimo e diciannovesimo secolo spesso i protagonisti hanno pantofole in stile ottomano o scarpe sottili da casa. Le cose erano differenti per i poveri. I contadini e i braccianti o sono scalzi o in valenki, il tradizionale stivale di feltro russo. Forse per questo legame con il tempo libero dei ricchi, le tapochki furono snobbate dopo la rivoluzione russa del 1917. Non c’era posto per gli oggetti del vecchio mondo nel nuovo paradigma sovietico. Ma questo sentimento durò poco: sebbene meno stravaganti o decorate, presto le tapochki tornarono nelle case sovietiche, offrendo ai proprietari un po’ di comodità dopo una lunga giornata trascorsa a costruire il paradiso comunista.

 

 

Oggi l’abitudine di togliere le scarpe a casa dipende dai posti. Un amico italiano mi ha detto che in Italia è considerato da maleducati andare in giro scalzi per casa, e un amico spagnolo ha sgranato gli occhi quando gli ho offerto un paio di pantofole: “Gli spagnoli non si tolgono le scarpe”.

scarpe   fuori  casa scarpe fuori casa

 

In Giappone, dove le pantofole sono state introdotte dagli occidentali, la maggior parte delle persone si toglie le scarpe prima di entrare in casa. Jordan Sand, un professore di storia giapponese all’università di Georgetown, sottolinea che è l’architettura a consentire quest’abitudine. “I giapponesi vivono in case con pavimenti rialzati. È comune, anche negli appartamenti moderni, trovare uno spazio all’ingresso”, spiega. “Quando si entra dalla porta c’è un piccolo atrio e uno scalino, e il resto della casa è più alto rispetto all’esterno. Lì si lasciano le calzature. In una casa tradizionale la maggior parte dello spazio interno è coperto da tatami”. I giapponesi di solito camminano scalzi o in calzini sui tatami, ma ci sono delle eccezioni. Dove non c’è il tatami (per esempio in cucina, corridoio o bagno) si indossano le ciabatte. Ci sono un paio di pantofole apposta per il bagno.

 

Quando mi sono trasferita negli Stati Uniti nel 1989, le pantofole sono sparite dal mio mondo. Gli americani non tolgono mai le scarpe, e la moquette – che spesso va da una parete all’altra – porta le tracce delle scarpe. Non riuscirò mai ad abituarmi all’idea. Ogni volta che entro in casa tolgo le scarpe e ho chiesto ai miei ospiti di fare lo stesso. L’assortimento di pantofole di spugna che mi sono procurata negli alberghi è sempre a disposizione.

scarpe fuori dall ingressoscarpe fuori dall ingresso

 

Per quanto mi riguarda, accanto alla porta mi aspetta il mio paio di pantofole. Quando le indosso, i piedi sono più liberi, il pavimento è pulito e io mi sento davvero a 

Ultimi Dagoreport

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”