giuseppe conte giovanni tria

UNO, DUE E...TRIA: “IL GOVERNO NON HA ALCUN PIANO. E LO DICE PURE. LE QUESTIONI MPS, ALITALIA, AUTOSTRADE E ILVA? GESTITE MALISSIMO…” – L’EX MINISTRO DEL CONTE 1 BASTONA "GIUSEPPI": “PENSA DI ESSERE PIÙ FORTE SE FA TUTTO DA SOLO. MA CREDO CHE QUESTO SIA UN SEGNO DI DEBOLEZZA. IL RECOVERY PLAN? SONO STATI PERSI SEI MESI A SCRIVERE NON SI CAPISCE COSA A PALAZZO CHIGI. NON C'È ANCORA NULLA. PERCHÉ ALTRIMENTI È IMPOSSIBILE CHE LA SPESA PER LA SANITÀ PASSI IN UNA SETTIMANA DA 9 A 18 MILIARDI" – COSA SPAVENTA DI PIU’ GLI INVESTITORI INTERNAZIONALI

Sandro Iacometti per “Libero quotidiano”

 

GIOVANNI TRIA

«Il presidente del Consiglio pensa di essere più forte se fa tutto da solo. Ma credo che questo sia un segno di debolezza».

 

No, non è un renziano a parlare. Il ritratto impietoso di un esecutivo allo sbaraglio e di un premier che si ostina ad accentrare tutto pur non sapendo dove mettere le mani è di uno che l' avvocato del popolo lo conosce bene.

 

Fino ad un anno e mezzo fa a combattere quotidianamente con Giuseppe Conte c' era lui, Giovanni Tria, che nel suo anno di mandato al ministero dell' Economia, malgrado le sbandate politiche, è miracolosamente riuscito a tenere i conti a posto. «Non avevo voce in capitolo su tutto», spiega l' economista, «ma ho detto chiaramente che non avevo alcuna intenzione di uscire di strada alla prima curva. E su quello ho deciso io».

MOAVERO CONTE TRIA

Con il Covid, però, non era facile tenere la macchina in carreggiata.

 

E il governo è stato costretto a raschiare oltre 100 miliardi dal debito pubblico per fronteggiare la crisi...

«A marzo sono stato tra i primi a sostenere che bisognasse fare più debito possibile per sostenere l' economia».

 

Allora è contento...

«Non proprio. Gran parte dei soldi non è stata utilizzata per provvedimenti emergenziali, per le finalità che emergono solo adesso con i ristori».

 

Cosa bisognava fare?

«Due cose, principalmente. Una, rimborsare immediatamente e in maniera massiccia le imprese che erano stato penalizzate dal lockdown. Si doveva dare subito alle aziende la possibilità di compensare i ricavi persi e di pagare direttamente stipendi, affitti, contributi e tasse. Poi bisognava rafforzare il sistema sanitario per eliminare il senso di incertezza che ha bloccato consumi e investimenti»

 

E invece, cosa è successo?

«È stata messa in moto una quantità enorme di procedure su singoli sussidi che ha fatto saltare la burocrazia italiana».

 

giovanni tria foto di bacco (2)

Si riferisce ai problemi dell' Inps con la cassa integrazione?

«Quello è un caso limite. Ma il problema non è l' inefficienza degli enti. E' quello di chi scrive norme inattuabili».

 

Si spieghi meglio...

«I decreti non hanno tenuto conto della capacità degli uffici di reggere l' urto. C' è stata una inconsapevolezza da parte di chi stilava leggi a ripetizione senza rendersi conto che non era possibile applicarle».

 

Possibile che al ministero dell' Economia siano talmente incompetenti?

«Non so quanto il ministero dell' Economia sia responsabile. C' è stato un problema nel processo decisionale, che si è disperso tra i vari dicasteri e soprattutto negli uffici di Palazzo Chigi, che hanno operato senza coinvolgere il Parlamento e con una certa superficialità. Le strutture competenti sono state estromesse».

 

Sta dicendo che il ministro Gualtieri non si è fatto rispettare?

tria

«No. Il problema viene da lontano. Negli anni c' è stato un progressivo spostamento a Palazzo Chigi di organismi tecnici. Un percorso partito con la decisione di Romano Prodi nel 2007 di togliere la Programmazione economica a Via XX Settembre».

 

Quindi il Conte bis non ha colpe?

«Intanto ci sono scelte sbagliate».

 

Ad esempio?

«Quella di far indebitare le imprese. Garantire prestiti al 100% è una decisione azzardata. Le garanzie andranno in escussione e il costo per lo stato potrebbe arrivare anche a centinaia di miliardi. In più la liquidità creata è rimasta ferma, perché nel clima di incertezza totale creato dal governo nessuno ha investito»

 

E poi?

LA SOLITUDINE DI GIOVANNI TRIA

«Poi questo esecutivo ha la responsabilità di aver accentrato tutto a Palazzo Chigi ancor più di prima. L' idea del premier di tenere tutto sotto controllo nell' ultimo anno è diventata quasi un' ossessione. È questo il vero problema».

 

Però con una maggioranza così riottosa forse era l' unico modo per mostrare i muscoli...

«Al contrario. Il presidente del Consiglio è forte non perché fa tutto da solo, ma perché spetta a lui il coordinamento generale e la decisione finale. Vuole avere tutto sotto di se è un segno di debolezza. E poi se i risultati non ci sono diventi ancora più debole».

 

Però sul Recovery Plan c' è stato un lavoro collegiale...

tria di maio salvini conte

«Lei dice? A quanto mi risulta sono stati persi sei mesi a scrivere non si capisce cosa nelle segrete stanze di Palazzo Chigi. E solo ora la pratica sembra sia stata messa nelle mani del ministero dell' Economia, per cercare di mettere ordine. Ma si parte da zero».

 

Dopo il pressing di Matteo Renzi è stato elaborato un nuovo documento...

«Io ho visto un elenco di obiettivi e una rimodulazione delle risorse. Sulla carta spostare i soldi da una parte all' altra è facile. Ci si mette a tavolino e si fa. Questo non significa aver fatto un piano. Anzi, si dimostra che non c' è ancora nulla. Perché altrimenti è impossibile che la spesa per la sanità passi in una settimana da 9 a 18 miliardi. Siamo ancora alla fase dell' attribuzione delle risorse».

GIOVANNI TRIA

 

Però ci sono più di 200 miliardi sul piatto. Qualcosa uscirà fuori...

«Per ora nei documenti che sono stati diffusi si riporta che l' utilizzo del Recovery plan che dovrebbe cambiare il volto al Paese porterà nel 2026 il Pil ad aumentare di 40 miliardi. Nell' ultima versione di cui il Mef ha diffuso poche pagine l' impatto arriverebbe a poco più di 50 miliardi. Ma stiamo scherzando?»

 

Troppo poco?

«Questa è la sintesi dell' inconsistenza. La cosa che mi ha più stupito è che queste cose siano state scritte. Sul documento non c' è stata neanche una valutazione politica. Rendere pubblica una cosa del genere è come spararsi un colpo in testa».

 

La crescita viene ridotta anche a causa della decisione di utilizzare una buona fetta delle risorse per progetti già programmati, per evitare di gonfiare ulteriormente il debito pubblico...

GIOVANNI TRIA

«Ma questa è un' altra conferma della sfiducia nella capacità dell' Italia di utilizzare queste risorse per mettere veramente in moto l' economia. Se io vedo la spesa solo come un incremento di debito è chiaro che meno si spende e meglio è. Se invece penso che gli investimenti saranno fatti bene allora avere il debito al 160 o al 165% cambia poco. Se il Paese cresce il debito sarà comunque più sostenibile».

 

Insomma, siamo messi male?

«Sì, se continuiamo ad utilizzare i miliardi con disinvoltura. Non è possibile usare 5 miliardi per il cashback, che oltretutto è una misura immorale, perché significa restituire soldi a chi già ce l' ha».

GIUSEPPE CONTE E GIOVANNI TRIA

 

È contento di come stanno procedendo le quattro grosse partite industriali Mps, Alitalia, Autostrade e Ilva?

«Sono state gestite malissimo. E in molti casi il governo è intervenuto a gamba tesa in società quotate o spa disinteressandosi dello stato di diritto e delle regole del mercato. È questa la cosa che spaventa maggiormente gli investitori internazionali».

renzi conte triagiovanni tria giancarlo giorgettisalvini triatriatria zzzzzmario monti saluta giovanni triaMARIO DRAGHI E GIOVANNI TRIA

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO