donald trump stretto di hormuz guerra iran

TRUMP HA IL PISTOLINO SCARICO – IL TYCOON FA SAPERE CHE ASPETTA PER OGGI UNA RISPOSTA DA TEHERAN SULLA PROPOSTA DI PACE AMERICANA, ALTRIMENTI RIPARTIRÀ L’OPERAZIONE MILITARE PER SCORTARE LE NAVI NELLO STRETTO DI HORMUZ. MA L’IRAN PRENDE TEMPO – LA TREGUA È DI FATTO SALTATA: GLI USA COLPISCONO DUE PETROLIERE BATTENTI BANDIERA IRANIANA NEL GOLFO DELL'OMAN CHE STAVANO “VIOLANDO IL BLOCCO USA”. LA REPLICA DEL REGIME DEGLI AYATOLLAH: “DA WASHINGTON AVVENTURISMO CAPRICCIOSO E COMPORTAMENTO SCONSIDERATO” – UNA VASTA CHIAZZA DI PETROLIO SI STA ALLARGANDO NEL GOLFO PERSICO, AL LARGO DELL'ISOLA DI KHARG, IL PRINCIPALE TERMINAL IRANIANO PER L'EXPORT DI GREGGIO. GLI ANALISTI STIMANO UNA PERDITA DI OLTRE TRE MILA BARILI DI ORO NERO…

donald trump

1. TRUMP, ASPETTO PER OGGI UNA RISPOSTA DALL'IRAN

(AGI/EFE) - Washington, 9 mag. - Donald Trump spiega di attendere per oggi una risposta dall'Iran sull'ultima proposta per mettere fine alla guerra, e allo stesso tempo ha spiegato ai giornalisti, mentre lasciava la Casa Bianca, che in caso contrario riattivera' l'Operazione Liberta' per la scorta militare delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz.

 

2. IRAN: TENSIONE A HORMUZ, USA COLPISCONO 2 PETROLIERE. TEHERAN, AVVENTURISMO SCONSIDERATO

(LaPresse) Di Andrea Capello - Nonostante il fragile cessate il fuoco fra Stati Uniti e Iran resti ancora in vigore aumentano gli scontri fra Teheran e Washington nello Stretto di Hormuz. Il Comando centrale americano infatti ha fatto sapere di aver colpito due petroliere battenti bandiera di Teheran nel Golfo dell'Oman che stavano "violando il blocco statunitense in corso".

 

STRETTO DI HORMUZ - PETROLIERE

Le due imbarcazioni - ha spiegato il Centcom - erano vuote e si dirigevano verso un porto iraniano. Secondo le forze armate americane in totale sarebbero oltre 70 le petroliere a cui è stato impedito di "entrare e uscire" dai porti iraniani. Navi che - in totale - hanno la capacità di trasportare "oltre 166 milioni di barili di petrolio iraniano, per un valore stimato di oltre 13 miliardi di dollari".

 

Dura la risposta iraniana. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha parlato di "avventurismo capriccioso" e "comportamento sconsiderato" da parte degli Stati Uniti che è ormai "evidente al mondo intero".

 

donald trump - crisi energetica e petrolio - illustrazione di andrea calogero

Gli Usa - come confermato dal segretario di Stato, Marco Rubio, nel corso della sua visita a Roma - sono in attesa della risposta di Teheran alla loro ultima proposta per giungere a un accordo. L'Iran però prende tempo.

 

"La proposta è al vaglio e, una volta raggiunta una conclusione definitiva, la annunceremo sicuramente", hanno affermato le autorità iraniane mentre negli Usa il vicepresidente JD Vance ha incontrato il premier del Qatar, lo sceicco Mohammed Al Thani. Doha - come ha affermato un funzionario americano ad Axios - rappresenta infatti "un canale di comunicazione riservato fondamentale nei negoziati per un accordo che ponga fine alla guerra".

post di donald trump sulla morte di khamenei e la distruzione delle forze armate iraniane

 

La domanda che gli Stati Uniti - per bocca di Marco Rubio - pongono alla comunità internazionale in merito alla situazione dello Stretto di Hormuz è sempre la stessa: "E' accettabile che l'Iran dica di controllare acque internazionali? Cosa è disposto a fare il mondo a questo riguardo?".

 

Se la risposta fosse diversa da quella auspicata da Washington allora - ha avvertito il capo della diplomazia Usa - "preparatevi perché altri 10 Paesi lo faranno ed è una cosa inaccettabile".Il futuro di Hormuz è stato anche al centro dei colloqui avuti da Rubio con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

 

Il titolare della Farnesina ha insistito sulla necessità di arrivare a un "accordo forte che garantisca pace e stabilità" con la diplomazia come scenario prediletto. Allo stesso tempo Tajani ha fatto sapere che l'Italia ha dato disponibilità a partecipare a missioni internazionali a Hormuz "una volta raggiunto il cessate il fuoco" inviando "dei dragamine" che potrebbero essere prima dislocati nel Mar Rosso e successivamente "qualora si decidesse di partecipare alla missione internazionale" potrebbero essere "trasferiti" nello strategico braccio di mare.

 

3. LE CREPE DI HORMUZ

Estratto dell’articolo di Fabiana Magrì per “La Stampa”

 

isola di Kharg in iran - produzione di petrolio

Nei mari arabici regna un caos calmo. Lo sguardo vigile dei satelliti individua una vasta chiazza di petrolio che si sta allargando nel Golfo Persico, al largo dell'isola di Kharg, il principale terminal iraniano per l'export di greggio.

 

Gli analisti stimano una perdita – di oltre 3 mila barili di petrolio – le cui cause non sono chiare. Tra le ipotesi: danni alle infrastrutture colpite negli ultimi mesi; una perdita da vecchi oleodotti sottomarini; o problemi legati alla saturazione dei depositi iraniani.

 

RAID AMERICANI SULL ISOLA DI KHARG

Se così fosse, il sistema petrolifero del regime sarebbe arrivato a quel livello di saturazione critica che era l'obiettivo del blocco americano.

 

Ad agitare le acque si mettono tre petroliere in zavorra, battenti bandiera iraniana, che tentano di forzare il blocco americano e di attraccare in un porto della Repubblica islamica, nel Golfo dell'Oman. I caccia F/A-18 Super Hornet della Marina statunitense si alzano in volo dalle portaerei USS George H.W.

Bush e USS Abraham Lincoln.

 

donald trump

Con le loro munizioni di precisione colpiscono i fumaioli della Sea Star III e della Sevda e danneggiano il timone della Hasna. […]

 

Secondo il Wall Street Journal, sono decine le petroliere che non possono entrare o uscire dai porti iraniani come effetto del blocco navale americano.

 

Teheran accusa Washington di violazioni del cessate il fuoco e di «atti aggressivi». E se la prende con gli Emirati Arabi, attaccati più volte dall'Iran – accusa il ministero della Difesa che denuncia anche tre persone ferite – con missili e droni.

 

CARTELLONE SULLA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ A TEHERAN

«Ogni volta che una soluzione diplomatica è sul tavolo, gli Stati Uniti optano per un'avventura militare sconsiderata», li rimbrotta il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, mentre il regime è impegnato a formulare una risposta alla bozza di accordo prodotta dai negoziatori di Trump. E precisa: «Gli iraniani non si arrenderanno mai alle pressioni».

 

Poi sbertuccia la Cia che, in un dossier per l'Amministrazione Trump trapelato sui media, aveva valutato l'inventario missilistico e la capacità di lancio iraniani al 75% rispetto al 28 febbraio: «La cifra corretta è del 120%. E per quanto riguarda la nostra prontezza a difendere il nostro popolo: 1000%». [...]

donald trump - stretto di hormuzMEME SU DONALD TRUMP E LA GUERRA ALL IRANstretto di hormuzisola di kharg

 

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