donald trump ali khamenei iran

"L'IRAN VUOLE FARE UN ACCORDO. HO FISSATO UNA DEADLINE? SOLO LORO SANNO CON CERTEZZA” – TRUMP E IL GIALLO DELL’ULTIMATUM: “SPERO DI FARE UN ACCORDO. SE LO FACCIAMO BENE, ALTRIMENTI VEDIAMO COSA SUCCEDE” - LA MACCHINA MILITARE DEGLI STATI UNITI È IN MOVIMENTO, LE OPERAZIONI PROSEGUONO CON LO SPOSTAMENTO DI MEZZI E DELLA “ARMADA” NEL GOLFO PERSICO – DA TEHERAN APERTURA CON PALETTI AI NEGOZIATI SUL NUCLEARE E BORDATE ALLA UE DOPO IL COLPO SUBITO DALL'EUROPA CON LA DESIGNAZIONE DEI PASDARAN COME ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA: "PER NOI I VOSTRI ESERCITI SARANNO FORZE TERRORISTE" - IL REGIME DEGLI AYATOLLAH CERCA SOSTEGNO IN TURCHIA E RUSSIA. IL CREMLINO VUOLE SCONGIURARE UN CAMBIAMENTO DEL SISTEMA DI POTERE A TEHERAN…

 

Estratti da adnkronos.com

 

Donald Trump ha inviato un ultimatum all'Iran? "Lo sanno solo loro". L'attacco degli Stati Uniti contro Teheran rimane un'opzione concreta dopo le risposte evasive del presidente alla Casa Bianca. Trump, nello Studio Ovale, replica ai giornalisti senza sbilanciarsi. "L'Iran vuole fare un accordo. Ho fissato una deadline? Solo loro sanno con certezza" se c'è un ultimatum "per il raggiungimento dell'intesa. Spero di fare un accordo. Se lo facciamo bene, altrimenti vediamo cosa succede", dice il presidente. La macchina militare degli Stati Uniti è in movimento, le operazioni proseguono con lo spostamento di mezzi e risorse nella regione del Golfo Persico.

ali khamenei trump

 

"Abbiamo una grande armata che in questo momento si sta dirigendo verso l'Iran, ancora più grande di quella che avevamo in Venezuela. Non voglio parlare di qualcosa che abbia a che fare con quello che facciamo a livello militare. Abbiamo le forze armate più potenti al mondo", taglia corto Trump, meno loquace del solito davanti alle domande dei media.

 

Iran, apertura (con paletti) ai negoziati

Washington rimane in attesa di un segnale, mentre analizza le dichiarazioni che arrivano da Teheran tra aperture apparenti e paletti chiari. "L'Iran non ha accolto e non accoglierà la guerra in alcun modo e non la considera nell'interesse di alcuna parte. Tuttavia le parti occidentali hanno dimostrato con le loro azioni che, nonostante le loro affermazioni, non rispettano i principi del diritto internazionale", dice il presidente Masoud Pezeshkian, ribadendo che "l'approccio della Repubblica Islamica dell'Iran si basa sull'interazione e sul dialogo nel quadro del diritto internazionale, sul rispetto reciproco e sull'astensione dalle minacce e dall'uso della forza per risolvere i problemi".

ali khamenei trump

 

L'IRAN RISPONDE ALLA UE "PER NOI I VOSTRI ESERCITI SARANNO FORZE TERRORISTE"

Gabriella Colarusso per larepubblica.it - Estratti

 

Teheran muove le sue carte, dopo il colpo subito dall'Europa con la designazione dei Pasdaran come organizzazione terroristica, e sotto la minaccia costante di un attacco americano: gli eserciti europei verranno considerati "terroristi", annuncia il capo del consiglio supremo di sicurezza, Ali Larijani, prima di volare a Mosca dall'alleato Putin.

Nello stesso giorno, la Repubblica islamica invia due suoi alti funzionari all'estero, in Russia e in Turchia, nel tentativo di costruire una risposta diplomatica e difensiva alla pressione dell'amministrazione Trump.

MEME SU DONALD TRUMP E L IRAN

 

(…) «Gli Stati Uniti hanno ripetutamente richiesto di avviare negoziati con noi tramite vari intermediari, non abbiamo problemi a impegnarci in negoziati, ma non possono iniziare con le minacce», dice il ministro. La seconda riguarda l'oggetto di una possibile trattativa: «Siamo pronti ai negoziati, ma siamo pronti anche alla guerra. I missili iraniani e il sistema di difesa non saranno mai un tema di negoziato».

 

Per l'amministrazione Trump, che ha messo sul tavolo le sue condizioni – niente arricchimento dell'uranio, stop al programma missilistico e al sostegno alle milizie regionali – è un non-inizio. Washington continua a rafforzare il dispositivo militare nel Golfo ma, com'è successo già prima della guerra di giugno, Trump manda segnali contrastanti, dice che spera di non dover usare la "beautiful armada", che «gli iraniani vogliono un accordo», ma chissà, «vedremo cosa succede, solo loro sanno qual è la deadline».

 

trump

Teheran osserva, ascolta, non si fida. Legge i segnali bellici e sa che le possibilità di un attacco militare sono alte. Per la Repubblica islamica questa non è una nuova guerra ma la continuazione di un conflitto che dura da giugno. La minaccia, questa volta, è esistenziale, perché incrocia due fattori: la pressione esterna e la ribellione interna. Questo spiega perché l'establishment ha pianificato una risposta a tutto campo in caso di un attacco Usa cercando di decentralizzare le strutture di comando missilistico, di doppiare la catena di comando e controllo e di «disperdere l'autorità decisionale politica e militare» per consentire al sistema di sopravvivere, spiega l'analista Hamidreza Azizi. E provando a rafforzare le sue alleanze.

 

portaerei usa lincoln

Mentre Araghchi era a Istanbul, Larijani ha incontrato Putin a Mosca. I russi non hanno interesse ad aprire un nuovo fronte con gli americani per difendere militarmente la Repubblica islamica, l'hanno già dimostrato con la guerra di giugno.

 

Ma allo stesso tempo il Cremlino vuole scongiurare un cambiamento del sistema di potere a Teheran, che gli è stato così prezioso nell'assalto contro gli ucraini. L'aiuto è discreto, indiretto, finora ha riguardato il nucleare civile e gli strumenti della repressione. Resta da vedere se con un attacco americano Putin deciderà di alzare la posta in gioco.

donald trump e ali khameneiun gruppo di navi iranianeDONALD TRUMP POSTA UN VIDEO-PARODIA DI BOMB IRAN SU TRUTH

 

 

 

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