spelacchio

1. ”TUMULATELO AL PANTHEON” - “SE LA RAGGI SI FOSSE OCCUPATA DI ME QUANTO LA BOSCHI SI È OCCUPATA DI BANCA ETRURIA, ADESSO SAREI UN BAOBAB” (MATTIA FELTRI ) – “A VIRGI’, MICA VORREI FARE PURE IL PRESEPE?” - LA RETE S'ATTIZZA PER LA MORTE DELL'ULTIMO EROE DI ROMA 2. 'SPELACCHIO CREDEVA NELLA REINCARNAZIONE, ORA SI FA CHIAMARE SPELACCHIO MAGIQUE' - VIDEO

 

Immagine di apertura tratta dal quotidiano ""Il Tempo"

 

LA MORTE DI SPELACCHIO

 

Clarida Salvatori per il Corriere della Sera - Roma

 

SPELACCHIO

«Spelacchio» e la sua triste vicenda continuano a tenere banco sui social e non solo. Ieri il suo nomignolo era il secondo nella classifica dei trend italiani, dopo quello del governatore di Bankitalia Ignazio Visco. E del defunto abete rosso di piazza Venezia, il primo che non è arrivato rigoglioso al giorno di Natale (e, stando a FI, nemmeno le luminarie del centro ci arriveranno), è tornato a occuparsi anche il Codacons che ha intimato al Comune di «rimuovere immediatamente la pianta» e ha annunciato di aver consegnato un esposto alla Corte dei Conti perché apra un' indagine «per danni erariali per la collettività». Intanto su Facebook c' è chi dà appuntamento al 25 dicembre per celebrare il funerale.

spelacchio

 

Ma lui, «Spelacchio», continua a vivere nel cuore dei romani e nelle memorie di chi soprattutto su Twitter continua a postare foto, elaborazioni grafiche e dediche in sua memoria. Gente comune, ma anche volti noti del mondo dello spettacolo. Oltre ad ironici quanto laconici «R.I.P.», gli utenti si sperticano in cinguettii di tutti i tipi, legandoli anche alle ultime notizie di cronaca: dalla legge di fine vita all' ipotizzato trasferimenti della salma di Vittorio Emanuele III di Savoia al Pantheon. Eccone alcuni.

 

spelacchio osho

Légge fine vita , Radicali choc: «Aiuteremo #Spelacchio ad andare in Svizzera» A sto punto vorrei candidare il mio gatto a sindaco di Roma.

 

Uccide l' albero pure lui, ma almeno è puccioso @virginiaraggi mi è seccato il bonsai, è possibile avere una commissione d' inchiesta anche per me?

 

Vorrei vedere voi se vi strappano e trasportano nudi da casa vostra per cinquecento chilometri in autostrada All' Angelus di questa domenica sarà canonizzato San #Spelacchio da piazza Venezia, protettore di quelli che pensano di avere il pollice verde, martire del Natale dei porelli Ma non è che #Spelacchio è vittima delle scie chimiche?

 

#Spelacchio credeva nella reincarnazione ed ora si fa chiamare Spelacchio Magique Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno #Spelacchio Se n' è andato in silenzio. Ha rifiutato anche le cure palliative. Manco una flebo di clorofilla R.i.p . #Spelacchio ora va ed insegna agli abeti come prendere gli schiaffi durante i servizi di Striscia #Spelacchio de tu' colleghi ce scorderemo subito e a te t' arricorderemo sempre. Daje, diccelo che era tutta 'na tattica pe fasse vole' bene!

 

spelacchio ironie

Gna fatta . #Spelacchio Le ultime parole di #Spelacchio prima di esalare l' ultimo respiro di Co2: "Ah stronzi, sfottete me, ma vi faccio notare che voi state messi pure peggio eh?

" #Spelacchio più spoglio del conto corrente in #BancaEtruria di un risparmiatore qualunque!

 

Je suis #Spelacchiò Non hanno resistito alla tentazione di twittare su Spelacchio neanche due vip di casa nostra come Alessandro Gassman e Rossella Brescia, che rispettivamente hanno dedicato al povero abete rosso un pensiero. L' attore: #Spelacchio ma nun se potrebbe mette n' arbero finto che nun more, magari fatto de materiale riciclabbile, così lo riusamo ogni anno, nun ammazzamo na pianta e nun spennemo 50.000 euri ogni vorta?!

 

Mentre per la ballerina e conduttrice radiofonica: E se costa troppo non va bene e se costa poco non va bene...e se ci sono troppe palle non va bene e se ci sono poche palle non va bene...e se non c' è il puntale non va bene e se c' è il puntale non va bene... Ora pro nobis #Spelacchio.

 

2. L' ULTIMO SALUTO DI SPELACCHIO

Mattia Feltri per la Stampa

 

«Bene, mi avete dichiarato ufficialmente morto ma prima di andarmene due paroline ve le vorrei dire. Il mio nome è Spelacchio, me lo avete dato voi perché sono arrivato a Roma per fare l' albero di Natale che ero già mezzo stronco. Ma in Val di Fiemme, dove m' avete preso, ero un bijou. E poi guardatevi le vostre teste, le vostre gambette pallide, spelacchioni. Ora il sindaco apre un' inchiesta per sapere di chi è la colpa. E il Codacons vuole il danno erariale. Ma che v' è preso? Sono costato 50 mila euro, 0.017 euro per ognuno di voi romani. Ma quanto siete diventati micragnosi? Ma pagate le tasse, altro che 50 mila euro.

 

Assenteisti. Falsi invalidi. Sempre inutilmente rabbiosi.

spelacchio ironie

Continuate a votare e non vi va mai bene chi avete votato.

Poi mi sono anche divertito, eh? Chi mi voleva tumulare al Pantheon, chi mi ha chiesto se mi aveva portato Cappato.

 

Ce la siamo spassata, dài. Però un sacco di gente ci ha montato sopra una rogna. Con tutti i problemi che abbiamo, dicevate, state a discutere di un abete? E sant' Iddio, si scherzava. Questa è mia: se Raggi si fosse occupata di me quanto Boschi si è occupata di Banca Etruria, adesso sarei un baobab. Ma quelli che dicevano che figura che ci fa Roma? Che penseranno i turisti? Avete una città buia, caotica, lercia, buttate tutto a terra, non funziona niente e coi turisti sarebbe colpa mia? Vabbè, ragazzi, Buon Natale. Quest' anno è andata così, il prossimo andrà meglio, visto che io non ci sarò... Ah, un' ultima cosa, guardate che non sono io la metafora dell' Italia. Siete voi».

 

 

 

 

 

3. SE UN ABETE ROSSO AGONIZZANTE SI RITROVA A ESSERE L’EROE DELLA CITTA’

Goffredo Buccini per il Corriere della Sera - Roma

 

Basta. Abbiamo subìto fin troppo.

L' hanno deriso e umiliato. Russia Today lo ha ribattezzato «toilet brush», spazzolone da gabinetto.

Sulla francofona Radio Canada hanno cercato invano di renderne la scarna bruttezza («dépouillé?», «galeux?

raggi opera

», «miteux?», spoglio, rognoso, misero?) prima di arrendersi all' intraducibile unicità del romanesco. Il Codacons vorrebbe trascinarlo davanti alla Corte dei conti, con tanto di rami striminziti e chiome cadenti, come fosse un banale mariuolo di Rimborsopoli. Facebook, Twitter e Instagram l' hanno spernacchiato, mettendone a confronto l' esangue profilo con il tronfio alberone di piazza San Pietro, quell' antipatico di Rigoglio (certo aiutato dall' Alto e dunque avvantaggiato). Ma sì, stiamo parlando di Spelacchio, il grande (si fa per dire) protagonista di questo Natale capitolino, l' umile abetino che la giunta Raggi ha fatto piantare in piazza Venezia tirandosi addosso frizzi e lazzi delle opposizioni incontentabili e dei soliti cronisti assoldati dalla Spectre . Beh, è ora di dirlo: Spelacchio non è un albero, è un lampo di genio identitario. È tutti noi.

spelacchio osho

A lcuni analisti l' avevano del resto suggerito alla sindaca sin dalle prime battute della consiliatura: essendo Roma quasi irriformabile, sarebbe forse convenuto puntare su una scelta forte e simbolica che desse ai cittadini il senso della comunità e della condivisione, attendendo tempi migliori e più lunghi per qualche intervento strutturale in grado di fermare il triste declino della Capitale (chessò, volando bassi, un appalto per i carri attrezzi contro le soste in doppia fila, che pure verrebbero tanto utili in certi giorni di caos luciferino). Lei ci ha messo un po', giusto quell' annetto e mezzo che serve, si sa, per fare esperienza. Ci ha provato seriamente con la Congiura dei Frigoriferi, quando ha fatto notare ai cronisti che l' arrivo dei Cinque Stelle al governo della città aveva prodotto un sospetto intensificarsi nell' abbandono di rifiuti pesanti ai bordi delle strade. Ci ha riprovato arrampicandosi (col fido Romeo) sul tetto del Campidoglio nella pausa pranzo, regalando agli occhiuti paparazzi (che sempre la molestano) una storica immagine pop a metà tra Peynet e Wonder Woman.

piazza venezia 19

Niente. Né il minaccioso profilo da elettrodomestico dei Poteri Freddi né quello leggiadro della Sindaca Funambola hanno scalfito il cuore di noi romani indurito da anni di banale mala amministrazione con Alemanno e Marino. Continuavamo a sentirci soli, storti e inciprigniti in ogni buca, ogni pozza d' acqua, ogni trappola urbana. Ci voleva un' ideona, un' immagine. Virginia e i suoi l' hanno trovata infine in Val di Fiemme: un albero più inciprignito e storto di noi.

 

Così non ci si venga a dire, adesso, che quell' abete sfigato sia stato un errore. Non ci si tedi, ora, con uggiose questioni contabili (il povero abete rosso è costato la bellezza di 48 mila euro). Per rappresentare agli occhi del mondo tre milioni di dannati che ogni giorno fanno i conti con mezzi pubblici introvabili e immondizia padrona, rom in ogni cassonetto e periferie fuori controllo, voragini stradali e strade buie, municipalizzate nel baratro e vigili fantasma, Spelacchio, con la sua agonizzante presenza-assenza, era l' unico testimonial possibile. Ora provano persino a dirci che è morto, come se potessero morire Che Guevara o Batman. #IoStoConSpelacchio.

spelacchio

Giù le mani dal nostro eroe eponimo.

albero piazza veneziaalbero piazza venezia 25

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…