bus dortmund

“TUTTI GLI ATLETI, I CANTANTI E GLI ATTORI SONO NELLA LISTA DI MORTE DELL'ISIS” – DOPO L’ATTACCO AL BUS DEL BORUSSIA DORTMUND, IL TERRORISMO JIHADISTA MINACCIA I VIP – NON PIÙ SOLO KAMIKAZE MA ANCHE ORDIGNI CONTRO LE CELEBRITÀ

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Gian Micalessin per il Giornale

 

«T utti gli attori pagani, i cantanti, gli atleti ed altre celebrità in Germania e in altre nazioni crociate sono sulla lista di morte dello Stato islamico.

 

 

E sarà così fino a quando non saranno rispettate le seguenti condizioni: ritirare i Tornado dalla Siria, chiudere la base aerea di Ramstein». La minaccia capace di far tremare i polsi è contenuta in uno dei volantini ritrovati non lontano dai tre ordigni esplosi martedì sera al passaggio del bus con a bordo la squadra del Borussia Dortmund diretta all'incontro di Champions league con il Monaco.

BARTRABARTRA

 

Se la rivendicazione è autentica allora la Germania deve prepararsi a fare i conti con un terrorismo islamico nuovo nella forma e nei metodi. Un terrorismo più sofisticato nella scelta degli obiettivi e tecnologicamente più evoluto nella realizzazione dei propri ordigni. Ma questo inatteso cambio di regia rende anche assai cauti gli inquirenti inducendoli a non ignorare altre piste o il rischio di un depistaggio. «Il retroterra terroristico è probabile», ma «il vero motivo dell'attacco non è ancora chiaro», sottolinea la magistratura federale tedesca.

 

 

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In quelle due frasi si condensano dubbi, misteri e incognite dell'inchiesta. Se di terrorismo si tratta, come indica l'arresto di un sospetto islamista iracheno, allora siamo di fronte a una cellula jihadista capace di operare con obiettivi e modalità completamente diversi rispetto a quelli seguiti fin qui dall'Isis. L'unico precedente di attacchi a simboli sportivi è quello del 13 novembre 2015 quando due degli attentatori suicidi mandati a colpire Parigi si fanno esplodere all'esterno dello stadio dove giocano le nazionali di Francia e Germania. Il duplice attacco è, in verità, un diversivo studiato per fare convergere la polizia nell'area dello stadio e sguarnire la zona del Bataclan dove è stata pianificata la parte più sanguinosa dell'attacco.

 

A Dortmund il bus dei calciatori del Borussia è, invece, il principale obiettivo dell'attacco. La novità non costituirebbe un'anomalia. Nell'ottica islamista di stampo wahabita il calcio è un'attività assolutamente «haram» (proibita). Da un punto di vista ideologico l'obiettivo sarebbe quindi perfettamente «halal» (lecito). Induce alla perplessità, invece, la rivendicazione affidata a dei volantini. I documenti inizierebbero con il rituale «in nome di Allah il compassionevole, il misericordioso», ovvero con quella prima shura del Corano, la Fatiha, che precede qualsiasi dichiarazione di leader o movimenti islamisti. Nei passi successivi la rivendicazione si rivolge direttamente alla cancelliera Angela Merkel accusata di avere autorizzato l'utilizzo dei Tornado tedeschi nelle operazioni di ricognizione sopra i territori dello Stato islamico.

 

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Se la cellula agisce in nome e per conto dell'Isis non si capisce perché s'affidi a degli anacronistici volantini anziché a quei canali Telegram, o a quell'agenzia Amaq, diventati il marchio di garanzia per tutte comunicazioni del Califfato su internet. Un'anomalia ancora più rilevante è l'impiego di «tubi bomba», apparentemente telecomandati, pieni di chiodi, frammenti metallici ed esplosivo.

 

I «tubi bomba» non rappresentano una novità nel campo del terrorismo islamista perché già utilizzati diffusamente da Hamas o dalle Brigate Al Aqsa negli attentati contro Israele. E chiodi biglie e frammenti metallici sono da sempre lo sciame di morte nascosto nei giubbotti esplosivi dei kamikaze. L'utilizzo di questi ordigni comandati a distanza rende però superflua la presenza, fin qui assolutamente iconica e simbolica, dell'attentatore suicida pronto a immolarsi o a farsi uccidere al compimento dell'atto terroristico.

 

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L'evoluzione è tutt'altro che rassicurante. Se, nonostante le anomalie, la pista jihadista verrà confermata gli inquirenti tedeschi dovranno prepararsi a fronteggiare una cellula tecnologicamente e operativamente assai più evoluta dei terroristi «veicolari», protagonisti delle stragi di Nizza, Londra e Berlino. Una cellula in grado di utilizzare esplosivi di buona qualità e di trasformarli in ordigni efficaci. Una cellula capace, soprattutto, di metter a segno più operazioni anziché auto neutralizzarsi dopo il primo e singolo colpo.

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