SANTERIA PORTACI VIA - UCCIDE LA SANTONA E LA BADANTE DELLA MADRE E POI SI DA’ FUOCO: DIETRO LA STRAGE DELL’EX POLIZIOTTO L’OMBRA DELLA SETTA: “ME LO HANNO ORDINATO LE DIVINITA’ DELLA SANTERIA”

Marco Bardesono per il “Corriere della Sera”

 

giancarlo bossolagiancarlo bossola

«Mia moglie è morta due anni fa, dopo una lunga malattia e mi ha lasciato solo». In questura ad Alessandria dove per trent’anni ha prestato servizio come poliziotto, lo credevano vedovo, così come i conoscenti e i vicini di casa in via Pascoli, nel quartiere popolare a sud della città.

 

In realtà Maria, la moglie di Giancarlo Bossola, ex sovrintendente delle volanti, pensionato (avrebbe compiuto 60 anni a luglio), è viva e vegeta e dal 2013 abita, dopo la separazione dal marito, lontano da Alessandria. Se ne era andata dopo che era entrata nella vita del poliziotto un’altra donna: Norma Rivera Ramirez, 52 anni, cubana: la santona, maestra in santeria . 
 

santeriasanteria

La credenza religiosa che ha contagiato Bossola, inducendolo prima ad allontanare la moglie e poi, nei giorni scorsi, a compiere la mattanza, uccidendo la maga, un’altra sua amante, Rosalina Redofi, 46 anni (badante della madre novantenne del poliziotto) e a farla finita dandosi fuoco all’interno di un’auto presa a nolo all’inizio del mese. 
 

Un progetto omicida pianificato nel dettaglio e ispirato, secondo quanto lasciato scritto dall’ex sovrintendente, dalla stessa santona: «Lei ha parlato con la divinità — si legge nel testamento confessione —, io devo portare a compimento l’azione divina». Il cadavere della donna è stato trovato poco dopo le 23 di martedì, nel trilocale al quarto piano della palazzina in via Pascoli.

giancarlo bossola 1giancarlo bossola 1

 

È stato Bossola ad avvertire con una telefonata la centrale operativa della questura di Genova: «Andate e troverete la mia santona morta, ma fate attenzione». Un’avvertenza alla prudenza. «Lo ha detto — ha spiegato il capo della mobile di Alessandria Mario Paternoster — come se ci invitasse a prestare un rispetto religioso verso il corpo della vittima». 
 

santeria 2santeria 2

Il cadavere è stato trovato composto nel letto di casa: «La donna era completamente nuda — riferiscono in questura —, indossava solo una collana girocollo, forse un amuleto». Norma Rivera Ramirez non presentava segni di violenza, solo l’autopsia disposta dalla procura di Alessandria, chiarirà le cause e il momento del decesso. 
 

Quando Bossola ha telefonato per autodenunciarsi e per annunciare un nuovo delitto, già si trovava lontano dalla sua città, in viaggio verso la morte a bordo di una potente Audi che nei giorni precedenti aveva spacciato come l’ultimo suo acquisto. Un’auto imbottita di taniche di benzina, sulla quale viaggiavano lui e Rosy Redolfi e che è andata a fuoco lungo l’Autostrada dei Fiori, nei pressi del viadotto di Orco Feligno, poco prima di Finale Ligure.

 

strage alessandriastrage alessandria

I rilievi effettuati dalla Polstrada avrebbero accertato che l’Audi, dopo aver tamponato leggermente l’auto che la precedeva, avrebbe rallentato e si sarebbe accostata al guard rail. «Al termine della corsa — sospetta la Stradale — Bossola ha dato fuoco all’abitacolo ormai saturo di fumi di benzina». Nella lettera lasciata bene in vista sul tavolo della cucina di casa, l’ex poliziotto prima cita la santona, poi la «mia Rosy» e ciò che lui avrebbe dovuto fare come «strumento nelle mani delle divinità della santeria». 
 

Non ci sono altri nomi, «di possibili vittime o di presunti complici», concludono gli investigatori: «Resta il gesto folle di uomo contagiato irrimediabilmente dal fanatismo di una setta». Eppure in via Pascoli nessuno sospettava l’ossessione dell’ex agente di polizia: «Passava le giornate con Rosy, le sere con quella signora cubana o con altre donne — raccontano Mara e il suo compagno tunisino che vivono sullo stesso pianerottolo —. Più volte abbiamo bussato alla sua porta in piena notte perché da quella casa giungevano urla disumane». 

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