penny umbers e mark bethel

LA STORIA D’AMORE PIÙ FORTE DEL RAZZISMO TRA PENNY UMBERS E MARK BETHEL – I DUE SI SONO CONOSCIUTI NEGLI ANNI SETTANTA QUANDO LUI AVEVA 17 ANNI E LEI 16, MA IL PADRE DI PENNY E IL RETTORE DELLA SUA UNIVERSITÀ LO COSTRINSERO AD INTERROMPERE LA RELAZIONE, MINACCIANDOLO DI SOSPENDERE LA SUA BORSA DI STUDIO - LA SEPARAZIONE FU UN TRAUMA, AL PUNTO CHE PENNY TENTÒ IL SUICIDIO - I DUE NON SI SONO MAI DIMENTICATO L’UNO DELL’ALTRO E NEL 2018 SI SONO RINCONTRATI GRAZIE A...

penny umbers e mark bethel 6

Chiara Bruschi per “il Messaggero”

 

Come Romeo e Giulietta, ma con un lieto fine. È la storia tutta vera di Penny Umbers e Mark Bethel, che oggi hanno 61 anni. Si sono innamorati da adolescenti, frequentati per qualche anno e detti addio per colpa del padre che, razzista, aveva fatto di tutto per di evitare il matrimonio della figlia bianca con un ragazzo di colore.

 

Dopo essersi lasciati, Penny e Mark si sono amati per 40 anni nel silenzio di ogni giorno, nonostante vivessero a 5mila chilometri di distanza e non sapessero più nulla l'uno dell'altra. Un vita vissuta arrancando in matrimoni senza speranza e senza felicità, barcamenandosi in unioni prive di quel sentimento che solo una volta nella loro vita avevano provato e con cui avevano misurato ogni relazione successiva. Ma l'incredibile destino, nel 2019 li ha riuniti e ora stanno per sposarsi.

 

penny umbers e mark bethel 2

Tutto comincia negli anni Settanta quando Penny, figlia di un manager di Leeds, si imbatte in un giovane atleta intento a festeggiare la vittoria della sua squadra di cricket in un pub di Nottingham. Mark è originario delle Bahamas, ma il padre si era laureato a Oxford e vuole che anche il figlio venga istruito in Gran Bretagna. Così a sei anni lo iscrive a una scuola nel Warwickshire, contea nell'ovest dell'Inghilterra. «Mi chiamavano n***o ma non sapevo nemmeno cosa volesse dire», ha raccontato al Daily Mail.

 

penny umbers e mark bethel 5

All'età di 17, quando rimane folgorato da Penny, un anno più giovane, Mark è un alunno del Trent College nel Derbyshire ed è un abile giocatore di tennis, rugby e cricket. Tra i due è amore a prima vista: «Era alto, meraviglioso e aveva un sorriso che mi ha sciolto», ha ricordato Penny nel descrivere il loro primo incontro, mentre Mark l'ha definita la persona più dolce e adorabile che avesse mai conosciuto. E appena la vede, anche il suo «cuore si scioglie». I due si mettono insieme.

 

penny umbers e mark bethel 3

Tre anni più tardi però, la doccia gelata: Mark viene rintracciato dal padre di Penny che insieme al rettore della sua università lo intima di interrompere la relazione con la figlia. «Lascerai Penny, non le spiegherai il perché, andrai avanti e non menzionerai mai più questa conversazione», gli dice l'uomo facendogli capire «molto chiaramente» che in caso contrario avrebbe interrotto la sua borsa di studio e Mark sarebbe dovuto tornare alle Bahamas. Una minaccia che per il giovane, già duramente provato dal clima ostile e razzista di quegli anni, rappresenta la goccia che fa traboccare il vaso.

penny umbers 3

 

Quelle parole lo fanno sentire «completamente distrutto». Il timore di deludere il padre è troppo forte e così Mark decide di fare quello che gli è stato chiesto. La ragazza lo vede voltarle le spalle e andare via, scoppia in lacrime, incredula. Un addio inspiegabile che la conduce verso una spirale di depressione. Alcuni mesi più tardi la sua disperazione la spinge a tentare il suicidio con un'overdose di medicinali.

 

LA LUNGA SEPARAZIONE

penny umbers 2

 Il tempo passa e Penny, diventata un'assistente di direzione, sposa un uomo gentile che tuttavia non ama. Il matrimonio dura meno di un anno. Pure il secondo è senza sentimento, ma va avanti dieci anni perché Penny non vuole un secondo fallimento. E anche Mark, che nel frattempo lavora negli hotel di tutto il mondo in posizioni di prestigio e vive alle Bahamas, si sposa. Ma anche la sua è un'unione «infelice» perché si sente «vuoto».

 

Negli anni Novanta, dopo il divorzio si mette alla ricerca di Penny. Prova perfino a rintracciarla contattando la sua vecchia scuola, ma il tentativo fallisce. Nel 2018 la trova su Facebook. «Era bellissima come sempre e quando ho visto la sua foto mi sono innamorato di nuovo».

penny umbers e mark bethel 1

 

Le scrive più volte ma Penny, poco avvezza alla tecnologia, legge questi messaggi solo nell'aprile 2019. La scintilla riaccende un amore mai sopito e dopo 40 anni sentono nuovamente le loro voci al telefono. E piangono. Lui le confessa la verità sul padre, che ora è malato di Alzheimer. «Mark ha gridato Umbers nell'aeroporto e ci siamo stretti in un abbraccio», ha raccontato Penny al tabloid nel rievocare il primo incontro, «è stato come se non ci fossimo mai lasciati». Presto si sposeranno e vivranno finalmente insieme.

penny umbers 1mark bethelpenny umbers e mark bethel 4

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…