VANNONI NON MOLLA: “MERITO IL NOBEL. STAMINA PUÒ SALVARE MILIONI DI PERSONE” - MA IL PROCESSO PER TRUFFA VA AVANTI. LA MADRE DI UNA BAMBINA MALATA: “ABBIAMO PAGATO 40MILA EURO PER CURE INUTILI. E LUI ANDAVA IN TV A DIRE CHE ERANO GRATIS”


1. VANNONI RILANCIA: "TRUFFATORE? MERITO IL NOBEL"
Lodovico Poletto per ‘La Stampa'

«Altro che truffatore. Io sono una persona onesta. E Stamina è da premio Nobel per la medicina».

Scusi, Vannoni, per quale ragione il premio Nobel?
«Perché la metodica messa a punto dai due scienziati ucraini può salvare la vita a un milione e mezzo di persone in italia e chissà quanti in Europa. Perché il sistema funziona davvero: abbiamo le prove. Ho tutto qui, tutto documentato: una stanza zeppa di documenti che porterò in tribunale. Voglio proprio vedere se mi condannano».

Ma la Procura va giù pesante su di lei. E poi si è messo un bel po' di soldi in tasca. Non è vero?
«Ma quali soldi? Ho più di 360 mila euro di debiti con Equitalia. Io non ho mai preso un euro che sia uno dai pazienti. Ho fatto debiti, ma non ci ho mai guadagnato».

Guariniello dice che la sua terapia è segreta, che il protocollo del cosiddetto metodo Stamina non è mai stato consegnato. Questo sa molto di truffa o quantomeno di terapia raffazzonata, non crede?
«Ma cosa dice? Sono i Nas che non hanno acquisito la documentazione, quando sono andati a fare l'ispezione a Brescia. E il ministero ha tutto in mano. Qui non c'è nulla di segreto».

E non è da truffatore far credere ai pazienti che c'erano elevate possibilità di guarigione? Lo dice la Procura che l'ha fatto?
«Anche questo è falso. Ai pazienti abbiamo fatto firmare un consenso informato nel quale si spiegava tutto per filo per segno. Anche che non sapevamo se avrebbe fatto effetto. Ed eventuali gravi conseguenze. Qui non è stato preso in giro nessuno».

Scusi, ma come ha fatto a diventare da un giorno all'altro da gestore di call center a medico che sa tutto di staminali?
«Io non mi sono mai spacciato per medico».

Ma a Lugano si è presentato o no come ricercatore dell'università di Brescia?
«Questo è falso. Io insegnavo a Udine, e non dovevo convincere nessuno. Erano quelli del cardiocentro che mi volevano. Non il contrario».

Per lei è tutto uno sbaglio, degli altri. Ma ci sono tre medici che hanno fatto retromarcia sulle loro relazioni agiografiche su Stamina. Come se lo spiega?
«Me lo spiego dicendo che è una follia che tre medici disconoscano le loro relazioni. E poi con quelle motivazioni, roba del tipo mi sono fatto suggestionare».

Sì ma lei con la medicina non c'entra nulla. E per caso un giorno ha scoperto la terapia delle terapie.
«Mi sono curato con le staminali create da quei due ricercatori Ucraini».

Lo sa che sa molto di truffa, vero?
«Ma è tutto verissimo. Se avessi voluto truffare qualcuno organizzavo viaggi della speranza per i malati. Mi facevo dare due o tremila euro e li mandavo su a Kiev. Io non avrei rischiato nulla e mi sarei fatto dei bei soldi. Invece ho trovato questi professionisti eccellenti e mi sono impegnato».

Per guadagnarci?
«No per i malati. E questo è stato il guaio. Le lobby farmaceutiche ci stanno facendo la guerra».

E magari pure il Ministro Lorenzin, non è vero?
«La Lorenzin fa come gli struzzi e nasconde la testa sotto la sabbia. Se tutti avessero fatto il loro dovere non saremmo a questo punto».

E adesso che farà?
«Vado avanti con le infusioni. Ci sono 180 giudici che le hanno ordinate. Il 5 maggio, a Brescia, noi riprendiamo».

Poi arrivano le elezioni. Se la condannano lei cosa fa, se ne sta in Europa al sicuro?
«Non mi condanneranno. Ma se lo faranno mi dimetto subito».


2. ABBIAMO PAGATO 40MILA EURO MA PER NOSTRA FIGLIA SOLO CURE INUTILI
Sarah Martinenghi per ‘La Repubblica'

«Ho creduto in lui per quattro anni, fino all'autunno del 2013. Ma quando ho visto Vannoni in tv che diceva che le cure erano gratis, mi è caduto il mondo addosso, ho capito che era tutta una truffa: io gli avevo appena staccato un assegno da 40 mila euro». Grazia Neri è la mamma di Nicole, la bimba di 11 anni affetta dalla nascita da una paralisi celebrale infantile e per questo sottoposta a un ciclo di cure con le cellule staminali cominciato nel 2009. Ma quando lei ha detto basta, è iniziato un vero calvario: un video della figlia pubblicato senza il suo consenso su Youtube, e poi, addirittura, minacce telefoniche.

Signora Neri, l'inchiesta su Vannoni e il suo staff è chiusa. Contro di lui ci sono accuse pesanti.
«Io ora voglio solo la verità. Arriverà un processo e si accerterà come sono andate le cose. Per noi questa storia è stata terribile, abbiamo sofferto molto e la cosa peggiore è che ho costretto mia figlia a subire una terapia inutile. Ho speso un sacco di soldi, che spero di poter riavere indietro»

Oltre ai 40 mila euro, lei ha avuto problemi per il video di sua figlia e per le minacce subite. Cosa è successo?
«Io avevo acconsentito a fare quel video in cui Vannoni visitava mia figlia per un uso che ritenevo avesse dei fini medici, non certo per essere pubblicato su Internet o in televisione. È stato un vero shock, è stato come se mi avessero rubato mia figlia, mettendo in piazza la nostra sofferenza. L'hanno fatto come dispetto, per dichiarazioni che non gli erano piaciute».

Negli atti dell'inchiesta c'è anche la frase "non avremo pietà, ve la faremo pagare": a pronunciarla sarebbe stato Marino Andolina, braccio destro di Vannoni.
«Si, i tabulati telefonici hanno confermato la telefonata. Ma da lui non me lo sarei mai aspettata: avevamo un buon rapporto...».

La terapia per sua figlia è stata così terribile?
«Era una sofferenza, le hanno praticato infusioni anche senza anestesia. L'ultima volta è stata così male che ha avuto una brutta crisi e l'ho dovuta attaccare all'ossigeno: non era mai successo ».

Che cosa le dicevano i medici quando raccontava loro che Nicole stava facendo le cure di Vannoni?
«Il neurologo dell'ospedale Infantile Regina Margherita mi aveva subito detto di non coltivare false speranze con questa terapia: "Lei è mamma, io la capisco, ma non succederà nulla". Aveva ragione».

Nessun miglioramento con le cure?
«Io ci speravo: Vannoni mi aveva detto che Nicole presto avrebbe potuto camminare. Subito dopo le prime infusioni mi è sembrato che potesse essere un po' più resistente, che si ammalasse meno.

Poi mi sono resa conto che non era così e che se c'erano stati dei miglioramenti era anche grazie al fatto che io grazie a tutte le speranze che avevo avuto dai discorsi di Vannoni, avevo iniziato a vedere il mondo a colori. Avevo cominciato a sottoporre mia figlia a tanti stimoli diversi, come l'ippoterapia, ad esempio. Più dai stimoli a questi bambini, più puoi avere delle risposte ».

Ma lei si era lamentata della mancanza di progressi?
«Tante volte ho provato a telefonare, perché mia figlia stava male o peggiorava. Vannoni mi rimandava ad Andolina. Ma mi facevano sentire in colpa: dicevano "sua figlia è la paziente che mi preoccupa di meno, ce ne sono altri che stanno per morire...". Così io mi sentivo a disagio perché invece, tutto sommato, mia figlia non era così grave. E mi dicevo: forse posso aspettare».

Come sta ora sua figlia?
«Abbiamo passato un periodo non facile e dovremo affrontare a giugno un intervento pesante alla schiena. Se penso che Vannoni diceva che presto avremmo potuto toglierle tutte le medicine... Ora ricorriamo alla medicina ufficiale».

 

 

davide vannoni metodo stamina vannoni stamina r STAMINA large Luigi Contu col Ministro Beatrice Lorenzin LORENZIN E QUAGLIARIELLO MANGIANO IL GELATO FOTO LAPRESSE lorenzin Raffaele Guariniello

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…