SENZA VERGOGNA - HUW EDWARDS, 64ENNE EX ANCHORMAN DELLA BBC CONDANNATO PER POSSESSO DI MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO, HA SPORTO RECLAMO CONTRO UNA DOCUFICTION DI CHANNEL 5 CHE RICOSTRUISCE LA VICENDA: “HANNO REALIZZATO UN'OPERA DESTINATA DIFFICILMENTE A RISPECCHIARE LA VERITÀ DI CIÒ CHE È ACCADUTO" - PUR ESSENDOSI RICONOSCIUTO COLPEVOLE IN TRIBUNALE DI ALCUNE DELLE ACCUSE, L'EX ANCHORMAN NEGA DA SEMPRE IL CONTESTO DESCRITTO DAI SUOI ACCUSATORI E...
(ANSA) - Svergognato l'anno scorso da una condanna per possesso di materiale pedopornografico (e da accuse di presunte molestie sessuali ai danni di ragazzi), Huw Edwards, 64enne ex anchorman simbolo della Bbc e per anni volto popolarissimo nelle case di milioni di britannici, non intende a dispetto di tutto darsi per vinto.
Tanto da non esitare a sporgere reclamo nei confronti di una docufiction tv dedicata alla vicenda della sua caduta, in onda a partire da domani sera sull'emittente privata Channel 5 con Martin Clunes chiamato a vestire i suoi panni.
Finito in disgrazia in seguito a denunce emerse a scoppio ritardato nel 2024, dopo essere stato una figura di grande potere nel mondo del giornalismo televisivo d'oltre Manica e la voce di numerosissime notizie importanti (incluso lo storico annuncio al Paese della morte dopo 70 anni di regno della regina Elisabetta II, l'8 settembre 2022), Edwards ha contestato dalle colonne del Daily Mail la ricostruzione del "dramma fattuale" intitolato 'Power: The Downfall of Huw Edwards'.
I produttori e gli autori, a suo dire, "non hanno fatto alcun tentativo di controllare" con lui la veridicità dei fatti e di confrontarsi col suo punto di vista; l'accusa, che potrebbe sfociare anche in un ricorso legale o amministrativo, è di aver realizzato un'opera destinata "difficilmente a rispecchiare la verità di ciò che è accaduto".
prima pagina del sun su huw edwards
Pur essendosi riconosciuto colpevole a suo tempo in tribunale di alcune delle accuse, l'ex anchorman della Bbc nega da sempre il contesto descritto dai suoi accusatori, limitandosi ad ammettere di aver scambiato immagini, non atti concreti. E giustificandosi in parte dietro presunti problemi di salute mentale.
Rinfaccia inoltre alla produzione di essersi "rifiutata di rivelare" se le vittime che lo avevano denunciato, consultate per la sceneggiatura, "siano state pagate per il loro contributo". Lamentele che tuttavia non sembrano in grado di poter incidere sull'uscita, né sulla prevedibile audience dell'attesissima docufiction.




