coronavirus - isolamento bambini

IL VIRUS HA COLPITO ANCHE CHI NON SI E' AMMALTO – LO PSICOANALISTA MASSIMO AMMANITI: “IL LOCKDOWN HA CREATO UNA SINDROME DI DEPRIVAZIONE SOCIALE NEI BAMBINI. LA LORO IDENTITÀ È LEGATA A RITMI, ABITUDINI, RITI DELLA VITA QUOTIDIANA E AI SUOI AMBIENTI, PER CUI, VENENDO MENO QUESTI ELEMENTI, I RISCHI SONO  DISORIENTAMENTO E INSICUREZZA. I GENITORI AVEVANO PROBLEMI PER SMARTWORKING, SFERA ECONOMICA, PAURA DEL VIRUS E QUESTO HA..."

 

Adalgisa Marrocco per www.huffingtonpost.it

 

coronavirus isolamento bambini 2

Cristian frequenta la terza elementare e in questi mesi ha imparato che “il coronavirus è una malattia che ti fa stare molto male” e che “per non prenderla bisogna stare lontani”. “Per questo durante la primavera abbiamo fatto la quarantena, che mi ha stancato e annoiato tanto - dice - facevamo le lezioni sul computer e io non mi ci trovavo molto bene: vedevo le maestre e i miei amici sullo schermo e mi mancavano.

 

stress quarantena famiglie 12

Un’altra cosa che ancora mi manca tanto è la libertà di uscire quando voglio, di giocare con gli altri bimbi al parco, di andare dai miei cugini che hanno la mia stessa età e abitano lontani”. Cristian è uno dei tanti bambini che nei mesi della pandemia sono stati, come noi adulti, costretti a casa, privati della loro quotidianità, di spazi e rituali, dei rapporti scolastici.

bambino chiuso in casa a melbourne

 

I più piccoli, ma anche gli adolescenti, hanno vissuto tra le mura domestiche in un clima difficile, tra incertezze quotidiane e preoccupazioni di mamma e papà per il virus e per il lavoro. Bambini cresciuti senza altri bambini, soprattutto: la generazione che sta vivendo il Covid è stata privata delle feste di compleanno, degli incontri di gioco e, in qualche caso di età prescolare, perfino dell’asilo per i timori di contagio provati dai genitori.

 

coronavirus isolamento bambini 3

“A scuola siamo tutti lontani e senza il compagno di banco. Durante la ricreazione mangio seduto e con gli altri gioco poco, perché le maestre ci hanno spiegato che dobbiamo sempre mantenere la distanza e quindi non ci possiamo muovere molto”, dice ancora Cristian. E sul suo Natale: “Quest’anno sarà diverso dagli altri perché io, mamma e papà non lo potremo festeggiare coi nonni, gli zii e i miei cugini. Vorrei abbracciarli e divertirmi insieme a loro, ma non si può”.

 

stress quarantena famiglie 8

“Noi genitori cerchiamo di proteggere i nostri figli, ma sappiamo bene che per i bimbi non esiste solo il rischio legato al Covid: tenerli in una ‘bolla’ forse ci rassicura, ma li espone a una forma di isolamento sociale”, racconta Claudia, 34 anni, mamma di Cristian e della piccola Mia, che ha spento la sua terza candelina proprio durante il lockdown di primavera, senza poter festeggiare con gli amichetti.

 

“Durante questi mesi, la mia figlia minore ha avuto spesso crisi di pianto, mostrando disturbi del sonno mai avuti prima e scarsa propensione a parlare. Quando io e mio marito dobbiamo uscire di casa sembra addirittura impaurita. Era una bambina abituata a stare all’aria aperta e a divertirsi coi coetanei, ora pare costantemente alla ricerca di rassicurazioni e dello sguardo di mamma e papà”.

massimo ammaniti

 

A raccontare una storia di socialità spezzata giunge anche Alessandro, papà di Gaia, che di anni ne ha 5: “Nei mesi del confinamento mia figlia ha lamentato spesso la mancanza della sua amichetta del cuore, con la quale era solita incontrarsi nel parco del nostro quartiere. Ricordo ancora quando ad aprile, in pieno lockdown, l’ho scoperta a disegnare in bianco e nero, senza pastelli, un parco giochi deserto e triste in cui al posto dei bambini c’erano grandi fiori e alberi distanziati”.

coronavirus isolamento ragazzi

 

Per comprendere meglio la condizione dei bambini dalla vita sociale sospesa a causa del Covid, abbiamo parlato con Massimo Ammaniti, psicoanalista dell’età evolutiva, professore onorario di Psicopatologia dello sviluppo presso la facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università di Roma e membro della International Psychoanalytical Association.

 

Ammaniti, reduce dalla pubblicazione del saggio E poi, i bambini. I nostri figli al tempo del coronavirus (Solferino, 2020), afferma che “il lockdown, con le scuole per l’infanzia chiuse e i bambini rimasti in casa, ha rappresentato un periodo di sacrificio che ha posto numerosi problemi.

 

coronavirus bambini 10

Prima di tutto, è stato complicato spiegare ai bambini perché non potessero più uscire, andare a scuola o al parco, incontrare i loro amici o anche solo giocare sul marciapiede davanti casa. In particolare non è stato semplice spiegarlo ai bambini in età prescolare: a tre anni non è facile capire perché da un giorno all’altro ci si ritrovi costretti in casa. Nella migliore delle ipotesi, si può provare a dire che fuori è pericoloso, ma c’è il rischio che il bambino inizi a vedere il mondo esterno come una minaccia”

 

coronavirus tampone bambina

“In secondo luogo - sottolinea il professor Ammaniti - sono mancati esperienze e stimoli sociali fondamentali: svegliarsi la mattina, prepararsi, essere accompagnati dai genitori, incontrare gli insegnanti e i coetanei. L’identità dei bambini è molto legata ai ritmi, alle abitudini, ai riti della vita quotidiana e ai suoi ambienti, per cui, venendo meno questi elementi, i rischi sono il disorientamento e l’insicurezza.

 

La quotidianità, infatti, rassicura i bambini e li conferma nella loro identità e nel fatto di vivere in un ambiente mediamente prevedibile. Queste mancanze, insieme all’assenza di altri stimoli importanti (il confronto con altri bambini, i giochi di gruppo, le attività scolastiche), hanno creato una vera e propria sindrome di deprivazione sociale”.

LO PSICHIATRA MASSIMO AMMANITI

 

“Sappiamo che, soprattutto in età prescolare, per i bambini è importante l’attaccamento ai genitori, che però è anche base per l’esplorazione e la ricerca del mondo, venute meno durante la pandemia. Questo genera conseguenze sia sul piano psicologico che su quello cerebrale, perché il cervello dei bambini è molto sensibile agli stimoli esterni e trae giovamento dalle esperienze” sottolinea Ammaniti aggiungendo che “alcune ricerche hanno messo in luce le difficoltà insorte nell’infanzia durante il periodo della pandemia: circa il 30% dei bambini ha avuto difficoltà e disturbi della regolazione emotiva, disturbi del sonno, irritazione, alti e bassi dell’umore, fino a comportamenti di opposizione, crisi di rabbia, ecc. Il cervello dei bambini è ‘plastico’, quindi è chiaro che con la ripresa della vita normale molti di questi disturbi passeranno, ma una parte relativamente consistente delle difficoltà resterà”.

coronavirus bambini 5

 

“Va aggiunto - evidenzia lo psicanalista - che nei più piccoli è fondamentale quello che definiamo “Io Motorio”: andare a scuola, per esempio, implica attività che mettono al centro corpo e motricità. Nei primi anni di vita la cognizione corporea è fondamentale perché non rappresenta mero esercizio fisico, ma un modo per entrare in rapporto con gli altri e per conoscere il mondo”.

 

Kathryn Hirsh-Pasek, direttrice dell’Infant Language Laboratory della Temple University di Philadelphia, ha recentemente sottolineato come la mancanza di interazione sociale tra bambini possa addirittura influenzare negativamente lo sviluppo del linguaggio e di alcune abilità cognitive. È un rischio?

coronavirus bambini 4

 

Sì. Il linguaggio e le abilità cognitive dei bambini, in particolare dei più piccoli, si sviluppano sia nel rapporto coi genitori che con i coetanei, gli insegnanti, ecc. Sappiamo inoltre che l’incontro coi coetanei crea possibilità di mentalizzazione, ovvero di comprensione del punto di vista altrui e di costruzione di una teoria della mente degli altri. Il rischio generato dall’assenza di contatti è che i bambini siano più concentrati su loro stessi. Con la crescita, questo può tradursi in un atteggiamento maggiormente autocentrato da parte del soggetto.

 

Prima della pandemia, eravamo abituati a sentir parlare di una generazione di bambini che viveva molto poco con i genitori, a causa di impegni lavorativi e quotidiani. La famiglia, insomma, era vissuta all’insegna di incontri meno frequenti e prolungati. Il confinamento ha cambiato le carte in tavola: il rapporto più stretto genitori-figli può essere un bene?

coronavirus bambini 12

 

Solo in parte. Va sottolineato che i genitori in lockdown avevano problemi legati allo smartworking, all’affollamento domestico, alla sfera economica, alla paura del virus. Questo ha inevitabilmente fatto sentire i suoi effetti sui bambini, in maniera differente a seconda dell’età. Fino ai 3 anni, hanno colto di più il cambiamento dei ritmi quotidiani, hanno capito che il mondo esterno non era più raggiungibile, vivendo la condizione a livello implicito: lo hanno compreso, senza esserne consapevoli. I più grandi, invece, hanno percepito gli stati di animo e le emozioni dei genitori, assorbendone ansie, incertezze, timore del contagio.

coronavirus bambini 9

 

C’è qualche indicazione da poter dare ai genitori in questa fase così delicata?

 

Per quanto possibile, bisogna fare in modo che i bambini in età prescolare frequentino la scuola dell’infanzia, anche se molti sono preoccupati per il contagio e preferiscono tenere i figli a casa. E poi accordarsi con altri genitori, favorire gli incontri tra i piccoli per salvaguardare la loro vita sociale.

coronavirus bambini 7coronavirus bambini 1stress quarantena famiglie 4coronavirus bambini 3coronavirus isolamento bambinicoronavirus bambini 2bambini cinesi sanificati prima di entrare a scuola stress quarantena famiglie 6stress quarantena famiglie 7bambini cinesi sanificati prima di entrare a scuolacoronavirus bambini 6

Ultimi Dagoreport

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO