vittoria puccini

“MIO PADRE FU CATEGORICO: SE ENTRO DUE ANNI NON SUCCEDE NIENTE, RICOMINCI A STUDIARE” – VITTORIA PUCCINI: “LA MIA STRADA SEMBRAVA TRACCIATA, MA LA MIA PASSIONE ERA ALTROVE. POI È ARRIVATO SERGIO RUBINI. LA RECITAZIONE? UNA SORTA DI TRAINING AUTOGENO PER DARE SFOGO ALLA MIA EMOTIVITÀ CHE FACEVO FATICA A PORTARE ALL'ESTERNO. IL PERSONAGGIO PIÙ DIFFICILE? ORIANA FALLACI. GRANDE PROVOCATRICE, UNA CASSANDRA CHE HA PREVISTO TANTI FATTI E…”

Emilia Costantini per il "Corriere della Sera"

 

vittoria puccini 6

Essendo figlia di un professore ordinario di diritto pubblico, si era appena iscritta a Giurisprudenza e lavorava per un'agenzia di moda, quando le viene proposto di fare il provino per un film.

«Effettivamente, dopo il liceo classico, la mia strada sembrava tracciata nella direzione dello studio giuridico, eppure la mia passione era altrove - spiega l'attrice Vittoria Puccini -. Il mio lavoro nella moda mi serviva solo per raggiungere un'indipendenza economica, non volevo dipendere dai miei. Ma fu proprio l'agenzia a propormi di tentare il provino per il film Tutto l'amore che c'è diretto da Sergio Rubini. Accettai di buon grado e, direi, con grande curiosità la proposta: sostenni varie prove, recitando le scene che mi venivano indicate dal regista e alla fine vengo scelta.

vittoria puccini 5

 

Prese il via un'esperienza che non sapevo dove mi avrebbe portato, però il primo giorno sul set mi sono subito sentita a mio agio e, nonostante la mia timidezza, ho capito di trovarmi nel posto giusto. Perché lì non ero Vittoria, avevo la protezione del personaggio che dovevo interpretare e in cui mi nascondevo. In altri termini potevo esprimere sentimenti ed emozioni senza espormi in prima persona, ma attraverso un ruolo che dovevo incarnare. Quella prima esperienza mi ha aperto un canale importante per dare sfogo alla mia emotività, che facevo fatica a portare all'esterno. È stata una scoperta, mi sono trasferita a Roma ed è partita la mia avventura».

 

vittoria puccini 4

Dunque la recitazione è stata in qualche modo un mezzo per combattere la sua timidezza, senza il bisogno di ricorrere al lettino dello psicoanalista?

«Una specie di training autogeno. Sin da bambina giocavo con la fantasia: prima di addormentarmi inventavo storie di principesse rapite, che poi riuscivano a fuggire... e quando viaggiavo in macchina, guardavo fuori dal finestrino, silenziosa, costruendo personaggi e intrighi bizzarri. I miei genitori mi chiedevano a cosa stessi pensando, ma non glielo dicevo... ero riservata, mai esibizionista, mai interessata a mostrare i miei sentimenti.

 

vittoria puccini 3

A volte, stare con i piedi piantati a terra nella realtà è faticoso e riuscire a uscirne, a staccare, a crearsi una propria realtà, allenando la fantasia, rende libera la tua mente dagli impedimenti sociali, dalle aspettative che gli altri nutrono nei tuoi confronti. Tuttavia sono sempre molto curiosa e aperta agli stimoli esterni che mi aiutavano, e mi aiutano, a conoscere il mondo che mi circondava, a vivere le mie esperienze in maniera energica. Pronta all'osservazione e all'ascolto: preferivo e tuttora preferisco ascoltare piuttosto che parlare di me ed essere ascoltata. Per gli altri sono un'ottima confidente, invece per me è una forma di pudore che protegge il mio privato, senza mettere tutto in piazza. Ma comunque non sono un tipo solitario, ho sempre avuto tanti amici».

 

vittoria puccini 2

Quando ha abbandonato gli studi, suo padre rimase male? Come reagì?

«Accettò la mia scelta, ma fu categorico dicendo: mi fido di te ma, se entro due anni non succede niente, ricominci a studiare. E fece bene a dirmelo, era il modo giusto per farmi capire che non dovevo galleggiare in un limbo. I miei genitori certamente erano un po' preoccupati, perché quello del cinema era un mondo che non conoscevano, comunque si sono fidati della mia determinazione, mi hanno dato forza e fiducia. All'uscita del mio primo film, organizzarono per me una bella sorpresa».

 

vittoria puccini 1

Quale?

«In quel periodo non ero a Firenze, dove sono nata e dove vivevo con la mia famiglia. Ma mia madre orchestrò una grande cena a casa, post proiezione, con tanti amici, parenti, conoscenti... All'ingresso di casa aveva inoltre posizionato un mega foglio, dove ognuno degli invitati poteva scrivere, poi, un suo pensiero, una sua valutazione non solo sul film, ma sul fatto che iniziavo il mio viaggio sul grande schermo. Tutte le testimonianze erano rigorosamente firmate».

 

vittoria puccini prima alla scala tosca

Una sorta di pagelle?

«Sì, in maniera divertente e affettuosa. Ma l'iniziativa ancora più notevole, venne organizzata quando ero protagonista in tv con Elisa di Rivombrosa : mamma invitava tutti a vedere la puntata, facendo dei veri gruppi d'ascolto, messi in giro per casa. In ogni stanza, dove c'era un televisore, si riuniva un po' di gente, persino in cucina e in corridoio. E una volta feci io una sorpresa a loro, perché quella sera, mentre ero sul piccolo schermo, comparvi all'improvviso a tutti in carne e ossa... fu un'ovazione generale».

 

La celebre Elisa è stata in effetti la sua svolta mediatica.

vittoria puccini

«Non posso negarlo. Sono trascorsi vent' anni da quel personaggio, sono orgogliosa di averlo interpretato e non mi sembra giusto, adesso, affermare che mi impegno in altri ruoli per allontanarmene. Noi attori dobbiamo ovviamente misurarci sempre con nuovi personaggi e non dobbiamo pensare a diversificarci dal passato, semmai dobbiamo identificarci con il passato e andare oltre».

vittoria puccini (2)

 

Lei è stata protagonista anche in palcoscenico, ne «La gatta sul tetto che scotta», testo impegnativo. Come mai non ha mai avvertito la necessità di frequentare una scuola di recitazione?

«In teatro le difficoltà tecniche sono decisamente maggiori, è stata un'esperienza straordinaria. Il motivo per cui non ho fatto scuole, è perché ho iniziato la mia carriera per caso e molto giovane mi sono ritrovata subito immersa nel lavoro: le scuole sono importanti, ma le devi fare subito altrimenti, dopo una certa età, diventa troppo tardi. Se tornassi indietro, le frequenterei e oggi consiglierei a un giovane attore di frequentarle, perché si acquisisce una struttura, si conquistano degli strumenti fondamentali, arrivi in scena con maggiore sicurezza, con le spalle larghe e più forti, mentre io ho dovuto imparare il mestiere sul campo... Naturalmente, di tanto in tanto, ho seguito degli stage con dei professionisti per imparare a usare la voce, il corpo, la gestualità... ma non una scuola vera e propria e, infatti, ho avuto maggiori problemi tecnici, rispetto ai colleghi che si erano formati in modo completo con veri maestri. Aggiungo, però, che ci sono cose che la scuola non ti insegna».

vittoria puccini (2)

 

Per esempio?

«Come gestire le proprie capacità, incanalandole in una seria, severa, rigida disciplina: ci vuole autoregolamentazione per stare 12-13 ore al giorno sul set, poi studiare le scene successive e, quando torni davanti alla cinepresa, devi essere pronta, mai in affanno. Un allenamento continuo, che costa sacrificio, che non mi ha fatto vivere la giovinezza. Mentre io da ragazza impersonavo Elisa, le mie amiche si godevano una vita spensierata, uscivano la sera, si divertivano. Io la sera tornavo a casa dal set, mi infilavo sotto la doccia, mangiavo qualcosa e andavo a dormire. Sentivo la responsabilità di ricoprire un ruolo da protagonista e, in quanto tale, avevo pure il compito di trascinare gli altri interpreti con una energia contagiosa, affinché tutti dessero il meglio sul campo».

vittoria puccini

 

Sul campo, qual è stato il suo primo maestro?

«Ovviamente Sergio Rubini, un punto di riferimento importante, mi ha insegnato molto. In particolare, ricordo una sua raccomandazione che si riferiva al mio aspetto etereo, troppo pulito. E allora mi ripeteva: devi sporcarti, devi avere il coraggio di rompere qualcosa dentro di te... Poi, ho avuto altri punti di riferimento: una passione smisurata per Mariangela Melato e per Meryl Streep, non per copiarle, solo ammirarle».

 

Il personaggio più difficile da incarnare?

vittoria puccini

«Più di uno, ma certamente impersonare Oriana Fallaci è stata un'esperienza unica. Innanzitutto, ero in tutte le scene del copione, poi abbiamo girato la miniserie televisiva nei posti più incredibili: Tunisia, Grecia, Vietnam... una lavorazione complicata in condizioni non sempre ottimali. Inoltre tante ore di trucco faticoso, quando è stato necessario l'invecchiamento... Ricordo quando girammo una scena in una località tunisina: nel copione doveva sembrare estate, invece era il mese di novembre e insieme a Vinicio Marchioni, che impersonava Panagulis, abbiamo dovuto immergerci in un mare ghiacciato... una autentica sfida climatica».

 

L'Oriana, una fiorentina come lei...

«Sì, una donna complessa, amata e odiata. Grande provocatrice, una Cassandra che ha previsto tanti fatti, come il terrorismo islamico, che poi si sono verificati. La definirei una Forrest Gump al femminile, solo che il personaggio impersonato da Tom Hanks si trovava per caso in certe situazioni, mentre l'Oriana se le andava a cercare, voleva esserci per raccontare quello che succedeva con forte spirito di avventura».

VITTORIA PUCCINI L ORIANA 2

 

Adesso nella fiction «Non mi lasciare», in onda fino al 31 gennaio su Rai1, è Elena Zonin, una poliziotta specializzata in crimini informatici e, soprattutto, in reati contro l'infanzia.

«Una storia ambientata in una Venezia segreta, città ricca di mistero che, per la prima volta, diventa la location di un thriller, dove si affronta una tematica molto importante, che riguarda pericoli terribili che corrono i bambini, per esempio con la pedopornografia online: il web è un macrocosmo complesso e loro non hanno gli strumenti per comprenderne i gravi rischi. Anche i genitori vanno messi in guardia, devono controllare con molta attenzione le frequentazioni virtuali dei propri figli».

 

VITTORIA PUCCINI L ORIANA

 Lei è la mamma di una quindicenne, Elena...

«La seguo su Instagram e lei ne è molto contenta».

 

È contenta anche quando vede la mamma protagonista sul piccolo o sul grande schermo?

«Be', il più bel complimento l'ho ricevuto recentemente proprio da lei. Dopo che è andata in onda la prima puntata di Non mi lasciare, la mattina seguente a colazione mi guardava senza proferire parola, finché si è palesata, dicendo: mamma mi sei piaciuta e seguirò le puntate successive. Non era tanto scontato... una figlia adolescente i complimenti non te li regala per farti piacere...».

vittoria puccinivittoria puccini calendariohp tutta colpa di freud vittoria puccini vinicio marc x Vittoria Puccini e Anna Karenina su Rai h partb vittoria puccini

Ultimi Dagoreport

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO