sergio mattarella guido crosetto

“ELEZIONI ANTICIPATE? IL SENSO DI RESPONSABILITÀ CI IMPONE DI LAVORARE PER AFFRONTARE LE VARIE CRISI IN ATTO” – CROSETTO DICE NO ALLE URNE CON DUE GUERRE IN CORSO E UNA CRISI ENERGETICA GLOBALE: “SE NON CI FOSSE UNA SITUAZIONE INTERNAZIONALE COSÌ DRAMMATICA, SAREMMO ANDATI TUTTI VOLENTIERI AL VOTO PER VEDERE SE DAVVERO GLI ITALIANI VORREBBERO AFFIDARSI AD ALTRI – IL REFERENDUM? IL NOSTRO È UN PAESE CHE SI UNISCE PIÙ FACILMENTE DIETRO AI NO - NON HO CONDIVISO IL CLIMA DA ULTRAS: CI SONO STATE PAROLE SBAGLIATE DA PERSONE CHE NON DOVEVANO PERDERE LA TESTA, MA MINACCE PIÙ GRAVI DA ALTRE CHE DISPONGONO DEL POTERE DI ATTUARLE – LE DIMISSIONI DI SANTANCHE’? È UNA PERSONA CHE OGGI È INNOCENTE COME ME, CONTE O FRATOIANNI – DELMASTRO? CONTINUERÒ AD ESSERE CONVINTO CHE LE PERSONE VANNO PUNITE QUANDO SONO COLPEVOLI E NON QUANDO QUALCUNO DECIDE DI ACCUSARLE”

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

guido crosetto con sergio mattarella all altare della patria 2 giugno 2025

 “Due notti fa non ho dormito. E non per il referendum».

 

Ministro Guido Crosetto, il conflitto in Iran tiene svegli, ma il governo ha subito un'enorme sconfitta al referendum. È finita la luna di miele?

«Vivo questa guerra e le sue possibili conseguenze ventiquattr'ore al giorno.

Sono costretto a sapere cose che non mi fanno più dormire. Per ciò che potrà accadere nelle prossime settimane, per gli effetti che avrà sull'economia e sulla nostra vita quotidiana. Capisco che sia molto più intrigante provare a infilare il coltello in quella piaga che avete deciso di definire una sconfitta del governo e che io, invece, considero una sconfitta della giustizia e di alcuni valori democratici. Ma non mi sottraggo».

guido crosetto e giorgia meloni alla camera foto lapresse

 

Quindici milioni di no.

«Il Sì ha perso. Nemmeno senza troppe sorprese, perché i sondaggi lo avevano previsto da quattro settimane. Perché? Per molti motivi, penso, ma anche perché il nostro è un Paese che si unisce più facilmente dietro ai No. […]».

 

Il no ha riunito ragioni diverse: difesa della Costituzione, Gaza, energia. Quanto ha pesato la vicinanza di Meloni a Trump?

«Questa storia della vicinanza a Trump, usata per delegittimare il governo, non so se sia più ridicola o più pretestuosa al limite dell'offesa. Trump è il presidente di una nazione, eletto a stragrande maggioranza, e fa la sua strada senza ascoltare nessuno, se non se stesso. Noi facciamo la nostra strada senza sudditanza. Ma […] l'alleanza con gli Usa è garanzia di libertà e sicurezza per l'Italia e l'Ue».

CROSETTO MANTOVANO

 

Teme il disimpegno Usa in Europa?

«Trump passerà, come tutti, ma l'Italia, l'Ue, l'Occidente e gli Usa devono rimanere alleati. Ricordatevi che gli Usa possono fare a meno dell'Italia e dell'Ue, ma noi senza loro siamo il vaso di coccio del mondo: non abbiamo deterrenza e difesa senza la Nato. L'avremo? Forse tra 8-10 anni».

 

Torniamo al no.

«Il fronte del no ha unito tante cose diverse, tra loro […] addirittura, antitetiche. Per questo io riduco il peso politico dell'armata eterogenea che canta vittoria, ma attribuisco un valore enorme al voto. […]».

GUIDO CROSETTO - ANTONIO TAJANI - FOTO LAPRESSE

 

Esiste l'opzione di voto anticipato?

«Il voto anticipato penso spaventi più il campo largo che il centrodestra, visto come si stanno muovendo e viste le differenze totali tra di loro, ma in questo momento il senso di responsabilità ci impone di lavorare per affrontare le varie crisi in atto».

 

Il voto chiede di distanziarvi di più dalla guerra di Trump?

«Noi non abbiamo condiviso questa guerra […] La durata delle guerre non dipende dalla potenza dei più forti, come anche in Ucraina si vede, ma dalla resistenza dei più deboli. L'Iran è più grande dell'Ucraina, ha più abitanti e migliaia di anni di storia. Per questo dobbiamo avere un ruolo nella soluzione diplomatica. […]».

 

Pagate gli attacchi ai giudici?

guido crosetto giorgia meloni

«Non ho condiviso il clima da ultras, ma di certo non è stato generato da una sola parte, anzi. Ci sono state parole sbagliate da persone che non dovevano perdere la testa, ma minacce ancor più gravi da altre che dispongono del potere di attuarle».

 

La vittoria ha molti padri, questa sconfitta per Palazzo Chigi solo tre: Santanchè, Delmastro e Bartolozzi. Come giudica la cacciata della ministra?

«[…] Il sacrificio chiesto a loro tre è stato un modo a caldo di dimostrare che si era recepito un messaggio. […] ricordo a tutti che si è dimessa una persona che, secondo la Costituzione più bella del mondo, oggi è innocente come me, lei, Conte o Fratoianni […]».

MELONI SANTANCHE

 

Non imbarazza il caso Delmastro? C'è una questione morale in Fdi?

«Il caso Delmastro più che una questione morale mi sembra solo un'imprudenza superficiale. È un nemico giurato delle mafie da sempre. Un giustizialista e un talebano della legalità. […]».

 

Allontanati mesi dopo il rinvio a giudizio: non è una contraddizione, per un garantista?

«Serviva un segnale immediato, come detto, ed è stato dato. Continuerò ad essere convinto che le persone vanno punite quando sono colpevoli e non quando qualcuno decide di accusarle. […]».

 

guido crosetto e sergio mattarella 25 aprile 2025

Non è meglio il voto anticipato che arrivare alla fine della legislatura?

«Se non ci fosse una situazione internazionale così drammatica penso saremmo andati tutti volentieri al voto per vedere se davvero gli italiani vorrebbero affidarsi ad altri. […]».

 

[…] Il prossimo Parlamento voterà per il Colle: non servirebbe un patto con le opposizioni, a cominciare dalla riforma elettorale?

«Servirebbe, sì. Per eleggere un capo dello Stato, come per affrontare una guerra non voluta o una crisi grave. Fu quello che fece Meloni da leader dell'opposizione con Draghi. Ma non ci sarà, perché vedo scarso spessore istituzionale. Rimpiango leader che, oggi, scarseggiano. […]».

elena chiorino andrea delmastro

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI - LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO