massimo d'alema in versione arafat

“ISRAELE VA BOICOTTATO. I GIOVANI CHE PROTESTANO PER GAZA SONO L’ULTIMO BALUARDO DELLA CIVILTÀ EUROPEA” – IL FILO-CINESE MASSIMO D’ALEMA, DOPO AVER PRESENZIATO ALLA PARATA MILITARE DI PECHINO CON QUEI SINCERI DEMOCRATICI DI JINPING E PUTIN, SI METTE A CAVALCARE LA PIAZZA PRO-PAL CON TONI E TEMI DEGNI DI FRANCESCA ALBANESE - "DALEMAO" TIRA BORDATE AI RIFORMISTI DEM FILO-ISRAELIANI (“CI SONO SBAVATURE ALCUNE ANCHE DOLOROSE”) E ALLA UE "CHE NON C'È PIÙ" (COME DICE TRUMP) – VIDEO

 

 

Estratto dell’articolo di Gisella Ruccia per https://www.ilfattoquotidiano.it/

 

“È chiaro che bisogna boicottare Israele. Hanno ragione quei ragazzi che lo dicono, che protestano nelle università e che vengono aspramente rimproverati. Loro hanno ragione, perfettamente ragione. Sono l’ultimo baluardo della civiltà europea“.

 

Con questa affermazione, che nel corso del dibattito torna come un monito e un discrimine politico, Massimo D’Alema imprime una direzione decisa e dirimente al convegno “Piano Trump: una tregua senza pace?”, organizzato a Roma dai deputati del Pd: riportare al centro del discorso pubblico italiano ciò che gran parte della politica e dell’informazione omettono e che invece definisce la sostanza tragica della crisi mediorientale.

massimo d'alema in versione arafat meme

 

(...)

L’ex premier ricorda che la violenza sui civili non appare come aberrazione episodica, ma come tassello funzionale a un disegno: “La ferocia contro la popolazione civile fa parte non soltanto dell’esplosione di forme brutali di razzismo fascista, ma è in qualche modo pianificata dentro questa visione”. Un fenomeno che, precisa, non può essere rubricato a emanazione diretta del solo governo: “Non riguarda soltanto Netanyahu, ma riguarda una parte importante della società israeliana, cioè i soldati che, quando attraversano sui blindati i villaggi palestinesi, sparano ai bambini e se li colpiscono festeggiano. Non sono Netanyahu, ma giovani israeliani, e non è neanche detto che gliel’abbiano ordinato. Certamente sanno che se lo fanno non sono puniti”.

 

massimo d'alema

La denuncia si sposta poi sul fronte interno, quello dell’informazione italiana e della sua capacità – o volontà – di raccontare la materialità della tragedia di Gaza: “L’informazione italiana è censurata, autocensurata, evita di raccontare le cose più terribili. Questo avviene in altri paesi meno. Se uno andasse alla televisione italiana a leggere, e io penso che lo farò, un articolo di Le Monde o del Guardian, verrebbe chiamato antisemita”. Da qui il primo compito politico: “Bisogna dire all’opinione pubblica italiana quello che accade, anche a volte raccontando episodi terribili ma significativi. In altri paesi c’è una maggiore informazione vera, da noi meno e credo questo sia un primo problema. Noi non possiamo confidare sui governi“.

 

La sua analisi segna una distanza abissale tra l’Europa di ieri e quella di oggi: “Prima l’Unione Europea c’era, oggi non c’è più“. La Ue che negli anni Novanta consentì all’Italia di giocare un ruolo autonomo nelle conferenze di pace non esiste più: “I governi europei sono un’immagine penosa. Qualche giorno fa il governo tedesco, di cui fa parte la socialdemocrazia, ha deciso, dato che c’è la tregua, di riprendere la fornitura di armi a Israele. È difficile commentare cose di questo tipo”. L’evocazione di quell’Europa “che ci dette la forza di fare cose che oggi purtroppo non sono pensabili” è insieme memoria e atto d’accusa.

schlein d'alema

 

Nell’assenza di una politica capace di orientare gli eventi, la responsabilità spetta ai cittadini. Il boicottaggio assume quindi la statura di una scelta morale e strategica: l’episodio che l’ex presidente del Consiglio racconta (una signora al supermercato che rimette sullo scaffale un prodotto israeliano) diventa immagine di una possibile pedagogia civile: “Mi sono complimentato con lei. Si fa così”.

 

Il boicottaggio, tuttavia, non basterebbe senza un impegno politico istituzionale. D’Alema tocca il nodo dell’accordo di associazione Ue-Israele: “È illegale, è illegittimo. Mi domando persino se non sia possibile un’azione di fronte alla Corte Europea perché dice che è applicabile solo se c’è il rispetto dei diritti umani e neppure la Meloni può sostenere che Netanyahu rispetti i diritti umani”. Di conseguenza quell’accordo dovrebbe diventare “un grande tema di mobilitazione popolare e di lotta politica nel Parlamento europeo e nei Parlamenti nazionali”.

 

(...)

schlein d'alema

C’è tuttavia un riconoscimento al Pd: “Ho apprezzato il modo in cui il gruppo dirigente e la segretaria Schlein, a un certo punto hanno preso in mano questa bandiera (palestinese, ndr)”. E si apre una riflessione politica più ampia: il tema di Gaza è ormai anche fattore di consenso presso le nuove generazioni. “Penso che sia un tema seriamente importante, persino dal punto di vista elettorale del consenso”.

 

Lo dimostrerebbe il caso americano: “Una delle ragioni per cui hanno perso le elezioni è quella di avere sostenuto Netanyahu. Trump non ha vinto perché ha conquistato voti, ha vinto perché i democratici ne hanno persi 9 milioni, e una parte di questa perdita è avvenuta in un elettorato giovanile proprio come reazione alle scelte della politica internazionale americana”.

 

massimo d'alema silk red wines

Il monito finale di D’Alema riguarda il centrosinistra italiano, chiamato a non eludere la questione: sarà, sostiene, una delle linee di frattura che orienteranno la partecipazione politica dei giovani.

 

E chiosa con una frecciata ai riformisti filo-israeliani del Pd: “Questa mobilitazione per Gaza deve continuare. Forse è anche opportuno che il Pd faccia una sua discussione interna. Ci sono delle sbavature, alcune delle quali sono anche dolorose, E secondo me non servono. Non servono neanche all’immagine del Pd. Però non voglio intromettermi da persona esterna e indipendente di sinistra”.

landini schlein d'alemamassimo d'alemad'alema berlusconiMASSIMO DALEMA ALLA PARATA MILITARE DI PECHINOmassimo dalema in barca

 

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...