malago' gravina

"DA SOLO NON POSSO FARE NIENTE, CON VOI POSSO FARE TUTTO" – MALAGO, ELETTO ALLA GUIDA DELLA FEDERCALCIO CON IL 68,58% DEI VOTI, E’ RIUSCITO A COMPATTARE INTORNO ALLA SUA FIGURA SERIE A, SERIE B, ASSOCALCIATORI, ASSOALLENATORI E LA QUASI TOTALITÀ DEI CLUB DI C – “NON SONO UN PAPA NERO, MI SENTO UNO DI VOI. NON SONO STATE FATTE LE RIFORME. VI SUPPLICO: METTIAMO DA PARTE I PERSONALISMI. IL RAPPORTO CON LA POLITICA? HO SEMPRE CREDUTO CHE A MANTENERE LA SCHIENA DRITTA SPESSO SI OTTIENE DI PIÙ CHE ESSERE DISPONIBILI SU OGNI COSA" - STANDING OVATION PER GRAVINA: "I PROBLEMI DEL CALCIO ITALIANO NON SI RISOLVONO CAMBIANDO PRESIDENTE" - I CONSIGLIERI CHE GOVERNERANNO LA FIGC CON MALAGÒ SARANNO GLI STESSI CHE GIÀ SEDEVANO AL TAVOLO DI VIA ALLEGRI CON GRAVINA PRESIDENTE (CAMBIA TUTTO PERCHE’ NULLA CAMBI?) - FOTO BY MEZZELANI

Giorgio Marota per corrieredellosport.it

giovanni malago e giancarlo abete foto mezzelani gmt 149

 

Un trionfo politico, una vittoria di sistema. Il calcio italiano ha affidato il suo futuro a Giovanni Malagò, appena eletto alla guida della Federcalcio con il 68,58% dei voti contro il 29,17% delle preferenze espresse dall’assemblea federale, tenutasi stamattina a Roma, per Abete, lo sfidante che partiva senza i favori del pronostico.

 

È stato un successo ottenuto con oltre i due terzi delle preferenze, l’asticella che lo stesso ex presidente del Coni si era posto per delineare il confine tra un successo straordinario e una vittoria più contenuta. A conti fatti, il blocco che ha deciso di puntare fin dall’inizio su Malagò è rimasto compatto: Serie A, Serie B, Assocalciatori, Assoallenatori e a questo punto anche la quasi totalità dei club di C, l’unica categoria rimasta neutrale fino alla fine. «Da solo non posso fare niente, con voi posso fare tutto», le sue prime parole a vittoria ottenuta.

 

giovanni malago e giancarlo abete foto mezzelani gmt 148

All’assemblea erano presenti 266 delegati su 273 e il 2,25% di questi ha lasciato la scheda bianca. In Lega Pro sono state 55 le società a esprimersi sulle 56 aventi diritto. Su 52 delegati dell’Assocalciatori si sono accreditati invece in 46, con 6 assenze. Emblematiche le assenze: «All’inizio ero scettico, ma ho voluto ascoltare questo grido di dolore – ha detto Malagò prima del voto –. Ma non sono un Papa nero, mi sento uno di voi. Sono figlio del calcio e di questa federazione per la mia storia di atleta e di dirigente. Avverto uno spaventoso peso della responsabilità e ora è necessario cambiare, innovare, stravolgere la mentalità. Qui si è perso tutti insieme.

 

E vinceremo tutti insieme. Non sono state fatte le riforme. Vi supplico: mettiamo da parte i personalismi. Il rapporto con la politica? Ho sempre creduto che a mantenere la schiena dritta spesso si ottiene di più che essere disponibili su ogni cosa». Abete, nel suo discorso, ha detto di porsi in qualsiasi caso «come un costruttore e non un distruttore».

 

giovanni malago e giancarlo abete foto mezzelani gmt 147

La sua promessa è che non rappresenterà una forza d’opposizione in consiglio federale, ma contribuirà in qualsiasi caso alla soluzione dei problemi del calcio. «È stato sbagliato il metodo che ci ha portati al voto – la sua denuncia – si è scelta la persona senza confronto, senza affrontare i problemi. Se si fosse candidato Marani lo avrei votato. Ma non lo ha fatto e per questo ho dato la mia disponibilità. A chi mi ha detto “ma perché non ti ritiri visto che hai meno voti?” dico che prima di contare sul consenso degli altri bisogna essere coerenti con sé stessi e con la propria storia. La democrazia è fatta di dialogo, non di personalismi».

 

 

 

Nella sua relazione, Gravina ha ricordato i momenti delle dimissioni, «una scelta di dignità personale e di responsabilità istituzionale». «Vi restituisco il mandato – ha aggiunto – perché il livello di personalizzazione aveva attinto sempre di più il nostro sistema». Ho sentito forte il dovere di impedire che la federazione sarebbe stata trascinata in un vortice che l’avrebbe divisa».

 

giovanni malago foto mezzelani gmt 174

Oltre a ricordare i successi gestionali della sua presidenza – l’Europeo a Wembley nel 2021, la crescita delle nazionali giovanili, il professionismo al femminile, i bilanci chiusi in positivo, il nuovo codice di giustizia sportiva, l’autonomia della giustizia endofederale, la sostenibilità sociale e ambientale, la divisione paralimpica, il sistema dei controlli – Gravina ha colto l’occasione per rispondere ai diversi attacchi della politica, «dai più infimi dossieraggi, di cui sono noti i nomi dei progettisti, fino alla decisione di sopprimere per legge l’unica via di finanziamento per i centri federali, eliminando con un comma l’1% della mutualità».

 

giovanni malago foto mezzelani gmt 173

«Su infrastrutture e vivai il governo non ha messo un euro. Pensavano di penalizzare la Figc? Hanno fatto il male del calcio – ha proseguito – I problemi del calcio italiano non si risolvono cambiando presidente. Si risolvono con la politica partner e non parte, con gli investimenti nei vivai, con una riforma dei campionati». E poi la stoccata finale al ministro Abodi: «Auguro buona fortuna a tutti. Io non faccio distinzione tra amici e diversamente amici». Gravina, a discorso ultimato, ha ricevuto la standing ovation della platea e si è anche commosso.

 

«La politica ha preso le distanze dal calcio ma quando le cose andranno bene e cercheranno di salire sul carro noi ce lo ricorderemo», ha sottolineato Ezio Simonelli, il presidente della Lega Serie A. «Più che un decreto crescita servirebbe un decreto giovani», uno degli appelli di Bedin, numero uno della Serie B. Anche Marani, presidente della Lega Pro, non ha risparmiato un j’accuse al sistema: «Il declino al quale assistiamo va avanti da 30 anni e mentre negli altri Paesi la ricchezza dei diritti tv è servita per rifare gli stadi e rendere moderne le organizzazioni societarie, da noi è servita per le ville alle Baleari degli agenti. Nell’ultimo anno la Serie A ha speso per i procuratori 249 milioni di euro, oltre dieci volte quanto ha riconosciuto alla Serie C per la Melandri. Non era meglio reinvestire quelle risorse nella base?».

 

Figc, i consiglieri restano gli stessi

giovanni malago foto mezzelani gmt 172

I consiglieri che governeranno la Figc con Malagò saranno gli stessi, come previsto, che già sedevano al tavolo ovale della sala Paolo Rossi di Via Allegri con Gravina presidente. E dunque Campoccia, Chiellini e Marotta (più il presidente Simonelli, membro di diritto) per la Serie A, Gozzi (più Bedin) per la B, Gallazzi (più Marani) per la Lega Pro, e poi Ortolano, Bazzerla, Pedrazzini, Fantazzini e Tambaro (con Abete) per la LND, Calcagno, Bernardi, Biondini e Gama per l’Assoallenatori e Camolese e Citta per l’associazione degli allenatori. Il calcio promette un cambiamento, ripartendo – piaccia o meno – dalle sue certezze. Nel frattempo, cercherà di scendere a patti con la politica, che negli ultimi tempi ha rappresentato più uno scoglio da superare che un mondo col quale dialogare.

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