isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

DAGOREPORT

BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP

Di escalation in escalation, la situazione in Medio Oriente si sta infiammando ogni giorno di più. La situazione è grave e potrebbe degenerare con un “colpo di mano” del duo Netanyahu-Hegseth.

 

Il premier israeliano e il segretario alla Difesa Usa stanno spingendo per una mossa che potrebbe rivelarsi fatale: bombardare, o conquistare, l’isolotti di Kharg, sullo stretto di Hormuz: è la principale piattaforma di esportazione del petrolio iraniano (da lì passa il 90 per cento delle esportazioni).

pete hegseth donald trump 3

 

Finora, in quasi due settimane di guerra, Kharg non è mai stata un obiettivo dei raid israelo-americani: Axios qualche giorno fa aveva parlato di un piano dei marine per conquistarla, ma i rischi sono troppo alti. Il più grande è un ingresso diretto in guerra della Cina.

 

Come ha raccontato la CNBC, infatti, nonostante i bombardamenti a tappeto di Usa e Israele, l’Iran continua a esportare allegramente il suo petrolio a Pechino, a ritmi quasi identici a quelli precedenti allo scoppio del conflitto. Dal 28 febbraio, ha fatto uscire dallo stretto di Hormuz 11,7 milioni di barili di greggio, diretti verso la Cina. Se l’isola di Kharg venisse bombardata, o presa con la forza dagli americani, quel flusso si interromperebbe, e Xi Jinping non potrebbe più stare a guardare.

 

isola di Kharg in iran - produzione di petrolio

Insieme alla Russia di Putin, la Cina è l’unico alleato che ha l’Iran. Ma finora l’aiuto del Dragone agli ayatollah è stato silente: componenti per i missili, intelligence, acquisti di greggio, e poco altro. Se vincesse la linea del bellimbusto del Pentagono e del macellaio kosher “Bibi”, Pechino potrebbe cambiare atteggiamento. E di strumenti per fare male, ha un arsenale pieno.

 

Negli Stati Uniti tira una brutta aria, come dimostra l’attentato alla sinagoga di West Bloomfield, in Michigan: le bombe a Teheran rischiano di far riesplodere la violenza e di risvegliare il terrorismo islamico. Anche per questo, Donald Trump è perplesso e preoccupato: si è pentito di essere andato dietro a Netanyahu il 28 febbraio, e vede il suo consenso frantumarsi giorno per giorno: se il conflitto non finisce presto, il contraccolpo alle elezioni di medio termine di novembre potrebbe essere devastante.

 

jd vance marco rubio pete hegseth alla casa bianca per il liberation day

In mezzo, come al solito, ci sono Marco Rubio e JD Vance: il segretario di Stato, unico “adulto nella stanza” alla Casa Bianca, è un falco interventista in quanto rappresentante del vecchio partito repubblicano neo-con. È stato lui il principale artefice della deposizione di Maduro in Venezuela e ha sostenuto l’intervento in Iran, ma di fronte all’opzione Kharg ha molte riserve. L’ex buzzurro dell’Ohio, invece, sta zitto: in quanto volto della corrente “MAGA”, che ha sempre criticato l’interventismo americano, auspicando l’isolazionismo, è in forte imbarazzo di fronte al Trump in versione “poliziotto del mondo”…

 

BASE BRITANNICA COLPITA DAI DRONI IN IRAQ

Sintesi dell'articolo di Mark Nicol per il "DailyMail"

 

base britannica in iraq colpita da droni iraniani

Una base britannica e della coalizione nel nord dell’Iraq è stata attaccata da uno sciame di droni iraniani, provocando incendi nella struttura militare e alcuni feriti tra il personale statunitense, mentre i sistemi anti-drone hanno intercettato parte dei proiettili. Non ci sono state vittime britanniche, mentre piloti della RAF hanno condotto missioni aeree nella notte sopra Emirati Arabi Uniti, Giordania e Qatar, come scrive il DailyMail.

 

Il ministro della Difesa britannico John Healey ha invitato alla de-escalation del conflitto in Medio Oriente, sottolineando che la chiusura dello Stretto di Hormuz e l’aumento dei prezzi del petrolio stanno destabilizzando i mercati globali. Secondo Healey, l’unico vero beneficiario della crisi è Vladimir Putin, perché il rialzo del petrolio rafforza le entrate della Russia e quindi la sua guerra in Ucraina.

 

base britannica in iraq colpita da droni iraniani

Il ministro ha inoltre suggerito che alcune tattiche iraniane potrebbero essere influenzate dalla Russia, citando l’uso di droni a bassa quota simili a quelli impiegati da Mosca in Ucraina. Le autorità britanniche stanno analizzando i droni utilizzati negli attacchi per verificare la presenza di componenti russi.

 

Nel frattempo Londra sta valutando un possibile contributo alla sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz, ma non sono ancora state dispiegate navi della Royal Navy. Healey ha ribadito che la riapertura della rotta energetica dipenderà soprattutto dalla fine del conflitto, che ha già causato oltre 1.500 morti e rischia di provocare una grave crisi umanitaria.

sparatoria nella sinagoga di west bloomfield, in michigan 2MARCO RUBIO - DONALD TRUMP - FOTO LAPRESSE STRETTO DI HORMUZ ROTTE ALTERNATIVE ALLO STRETTO DI HORMUZ -jd vancejd vance donald trump prima riunione del board of peace foto lapresse DONALD TRUMP AL GUINZAGLIO DI BENJAMIN NETANYAHU - ILLUSTRAZIONE DI MARILENA NARDI PER DOMANI DONALD TRUMP E MARCO RUBIO marco rubio alla conferenza sulla sicurezza di monacoLA NOMINA DI MOJTABA KHAMENEI A GUIDA SUPREMA VISTA DA GIANNELLI

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