daniela santanche processo giustizia

DANIELA SANTANCHÉ PUO’ RIMANERE IMBULLONATA ALLA POLTRONA ANCORA PER UN PO’ – SI ANNUNCIA UN ALTRO LUNGO RINVIO PER IL PROCEDIMENTO GIUDIZIARIO CHE VEDE LA MINISTRA INDAGATA INSIEME AL COMPAGNO DIMITRI KUNZ PER LA PRESUNTA TRUFFA AGGRAVATA ALL'INPS SULLA CASSA INTEGRAZIONE NEL PERIODO COVID: È STATO DEPOSITATO IL RICORSO DEL SENATO ALLA CORTE COSTITUZIONALE SUL CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE CON LA PROCURA DI MILANO SULL'INUTILIZZABILITÀ DI ALCUNI ATTI – A QUESTO PUNTO CI VORRANNO MESI, IN ATTESA DI UNA DECISIONE DELLA CONSULTA, PRIMA DI RIPRENDERE L'UDIENZA PRELIMINARE A CARICO DELLA “PITONESSA”...

daniela santanche - foto lapresse

(ANSA) - MILANO, 19 FEB - E' stato depositato il ricorso del Senato, dopo la delibera parlamentare dello scorso settembre, alla Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzione con la Procura di Milano sull'inutilizzabilità di alcuni atti del procedimento che vede imputata la ministra Daniela Santanchè e altri quattro, tra cui il compagno Dimitri Kunz e due società del gruppo Visibilia, per la vicenda della presunta truffa aggravata all'Inps sulla cassa integrazione nel periodo Covid.   

 

Il deposito del ricorso, preparato da un pool di legali, dovrebbe avere l'effetto, dato che la questione ora pende effettivamente davanti alla Consulta, di rinviare ancora per mesi in attesa della decisione l'udienza preliminare a carico della senatrice di FdI e degli altri imputati. Per domattina, infatti, è fissata un'udienza interlocutoria davanti alla gup Tiziana Gueli che già lo scorso ottobre aveva 'congelato' il procedimento e fissato la nuova data solo per verificare lo stato della pendenza davanti alla Consulta. Dovrebbe arrivare, dunque, un altro lungo rinvio.   

 

DANIELA SANTANCHE DIMITRI KUNZ

Da quanto si è saputo, infatti, dopo il deposito del ricorso la Corte Costituzionale effettuerà un primo vaglio di ammissibilità, senza contraddittorio, e poi nel caso fisserà un'udienza di discussione, che potrebbe tenersi a distanza di alcuni mesi. Già nell'udienza del 9 luglio la difesa Santanchè, coi legali Salvatore Pino e Nicolò Pelanda, aveva sollevato la questione di inutilizzabilità di quella serie di registrazioni di conversazioni private tra la senatrice ed Eugenio Moschini, ex direttore di Pc Professionale, rivista del gruppo Visibilia, e di messaggi di posta elettronica in cui compariva come messa in copia per conoscenza. Inutilizzabilità perché, per la difesa, non venne chiesta dai pm per l'acquisizione l'autorizzazione a procedere del Parlamento.    

 

VISI-BILE - VIGNETTA BY MANNELLI

Il 24 settembre, poi, il Senato ha approvato la proposta di sollevare davanti alla Corte costituzionale il conflitto di attribuzione con la Procura su quegli atti. I pm Luigi Luzi e Marina Gravina si erano opposti allo stop del procedimento con una memoria al gup.

 

La "complessiva valutazione degli elementi acquisiti nel corso delle indagini" e sottoposti "alla valutazione del gup", avevano fatto presente i pm, può "condurre al rinvio a giudizio degli imputati".

 

Il conflitto di attribuzione su quegli atti - avevano scritto in ottobre - non è nemmeno "pendente", perché c'è stata solo una "delibera parlamentare", ma deve essere ancora depositato il relativo "ricorso" alla Consulta. La gup aveva deciso, comunque, di rinviare a distanza di mesi l'udienza e ora il ricorso è arrivato.   

 

In più questo conflitto, sempre per i pm, è stato sollevato da un "potere", ossia il Senato, "diverso dall'autorità giudiziaria" e non è prevista, dunque, la sospensione dei procedimenti, come avvenuto nel caso "trattativa Stato-mafia". Sempre nel merito della "invocata inutilizzabilità", poi, la Procura ritiene che quegli atti siano tutti "documenti" entrati nel fascicolo e non intercettazioni disposte dai pm. E quindi utilizzabili.

 

DANIELA SANTANCHE - FOTO LAPRESSE

Quelle "prove documentali", inoltre, mettono in luce che "i dipendenti, nel periodo in cui erano in cassa integrazione Covid, avevano di fatto continuato a lavorare", come emerge pure dalle testimonianze.   

 

Per l'accusa, Visibilia Editore e Concessionaria avrebbero chiesto e ottenuto "indebitamente" la Cig in deroga, "a sostegno delle imprese colpite dagli effetti" della pandemia, per 13 dipendenti e per oltre 126mila euro, ammontare della presunta truffa, tra maggio 2020 e febbraio 2022.    La richiesta di processo per Santanchè e gli altri risale a quasi due anni fa, al maggio 2024, e l'udienza preliminare, tra tempi rallentati e vari stop and go, non si è ancora conclusa. E dovrebbe rimanere ferma ancora per mesi. 

daniela santanche - foto lapressedaniela santanche dimitri kunz

 

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