arrivabene agnelli

BOOM! CAMBIA TUTTO: LA DECISIONE DELLA CORTE UE SU AGNELLI E ARRIVABENE ABBATTE L’AUTONOMIA DELLA GIUSTIZIA SPORTIVA - SVOLTA STORICA DOPO I RICORSI DEGLI EX DIRIGENTI DELLA JUVENTUS NELL’AMBITO DELL’INCHIESTA SULLE PLUSVALENZE FITTIZIE - LE SANZIONI SPORTIVE CHE INCIDONO SULLE LIBERTÀ GARANTITE DAL DIRITTO UE DEVONO POTER ESSERE SOTTOPOSTE A UN GIUDICE CON IL POTERE DI ANNULLARLE E DI ADOTTARE MISURE PROVVISORIE. QUINDI, I GIUDICI STATALI POTRANNO ANNULLARE LE SQUALIFICHE DELLE FEDERAZIONI. FINISCE L’ERA DELL’INSINDACABILITÀ DEI PROCESSI FEDERALI. D'ORA IN AVANTI I TRIBUNALI CALCISTICI NON AVRANNO PIÙ L'ULTIMA PAROLA…

 

Fabio Riva per lastampa.it - Estratti

 

ARRIVABENE AGNELLI

Se c’è (c’era…) una costante, nel mondo del calcio, è la strenua difesa della propria autonomia. Per decenni le federazioni sportive hanno vissuto in una sorta di iperuranio giuridico, una bolla, un regno separato in cui le decisioni (più o meno opinabili, comprensibili, condivisibili) dei giudici interni erano insindacabili. E in cui l'unica concessione ai tribunali dello Stato, in caso di palesi ingiustizie, era un mero risarcimento economico.

 

Ebbene, quella bolla è stata appena travolta. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea – pronunciandosi sui ricorsi di Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene contro le sanzioni del caso plusvalenze Juventus – ha infatti avviato una rivoluzione copernicana che riscriverà le regole del gioco.

 

Per capire il contesto e la portata di questa svolta bisogna riavvolgere il nastro di una vicenda iniziata cinque anni fa. Nel maggio 2021, l'inchiesta "Prisma" della Procura di Torino accese i fari sui bilanci della Juventus, ipotizzando plusvalenze fittizie e manovre stipendi.

arrivabene nedved agnelli

 

Da lì si mise in moto la macchina della giustizia sportiva della FIGC. Tra proscioglimenti iniziali, riaperture del processo e le clamorose dimissioni dell'intero Consiglio di Amministrazione bianconero nel gennaio 2023, si arrivò alle pesanti inibizioni: 24 mesi ad Agnelli e 16 ad Arrivabene, sanzioni poi confermate dal Collegio di Garanzia del CONI ed estese a livello globale dalla FIFA. Sembrava il “the end”.

 

 

Ma i due (ex) dirigenti decisero di non arrendersi e si rivolsero al Tar del Lazio. Una mossa che sulla carta sembrava potesse portare verso un vicolo cieco, poiché la legge italiana impedisce ai tribunali ordinari di annullare le sentenze della giustizia sportiva. Il Tar, tuttavia, intravide un potenziale cortocircuito: impedire a un professionista di lavorare in tutta Europa tramite una sanzione sportiva, senza che un giudice statale possa bloccare o annullare quel provvedimento, non viola forse le libertà fondamentali dell'Unione Europea? Ebbene, il rischio c’era. Da qui, il rinvio pregiudiziale a Lussemburgo.

agnelli maurizio arrivabene

 

La risposta della Corte di Giustizia UE non ha lasciato spazio a interpretazioni. I giudici europei hanno messo nero su bianco il fatto che una sanzione che vieta l'esercizio di un'attività professionale in tutti gli Stati membri calpesta il diritto alla libera circolazione dei lavoratori. Certo, il calcio ha il diritto di darsi delle regole per garantire il rispetto degli standard finanziari e la regolarità dei campionati, ma le punizioni devono essere «proporzionate, coerenti e basate su criteri trasparenti e oggettivi»

 

Ma il vero grimaldello che scardina il vecchio sistema è un altro: «I cittadini devono disporre di un ricorso giuridico effettivo». Detto facile: chi subisce una sanzione sportiva illegittima che condiziona (o distrugge) la propria carriera deve poter chiedere a un giudice indipendente e governato dalla legge dello Stato l’immediato annullamento della squalifica ed eventualmente l'adozione di misure cautelari urgenti.

 

Ecco la parte della sentenza che rivoluzione tutto: «Affinché il diritto degli Stati membri soddisfi tale requisito, deve innanzitutto consentire agli individui di adire le vie legali dinanzi a un giudice o a un tribunale competente ad annullare tali sanzioni e, se necessario, a disporre misure cautelari.

maurizio arrivabene

 

In secondo luogo, gli Stati membri devono garantire l'indipendenza di tale giudice o tribunale, in particolare da eventuali pressioni esterne che potrebbero essere esercitate dalle organizzazioni sportive interessate. Inoltre, è essenziale che l'esistenza, la composizione e l'organizzazione di tale corte o tribunale siano disciplinate dalla legge. Infine, la Corte o il Tribunale in questione deve fornire alle parti le necessarie garanzie procedurali, in particolare il rispetto dei diritti della difesa e l'osservanza del principio che le parti debbano essere ascoltate, ed esercitare un effettivo controllo giurisdizionale sugli atti sottoposti al suo esame».

 

Le conseguenze per la giustizia sportiva italiana sono dunque di portata immane. L'epoca dell'autonomia assoluta e dell'insindacabilità delle federazioni è ufficialmente tramontata.

 

D'ora in avanti i Tribunali calcistici non avranno più l'ultima parola. Per evitare che i loro provvedimenti vengano sistematicamente azzerati dai giudici amministrativi, le federazioni dovranno garantire processi impeccabili, dove il diritto alla difesa sia sacrosanto e l'indipendenza dei giudici interni da pressioni esterne sia totale. Ad esempio: il fatto che i giudici possano essere nominati e revocati dal presidente federale o chi per lui non va esattamente in questa direzione

allegri arrivabene nedved

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