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LE DEMOCRAZIE NON VANNO PIÙ DI MODA: IL 74% DELLA POPOLAZIONE MONDIALE VIVE IN REGIMI AUTORITARI, E CRESCONO I SISTEMI “IBRIDI” – IL RAPPORTO “DEMOCRACY REPORT” CERTIFICA UN QUADRO ALLARMANTE DI RITIRATA DELLE DEMOCRAZIE COMPIUTE: GLI STATI UNITI PER LA PRIMA VOLTA NON SONO PIÙ CLASSIFICATI COME SISTEMA LIBERALE. SLOVACCHIA, SLOVENIA E CROAZIA STANNO REGREDENDO, L’UNGHERIA DI ORBAN È UN’AUTOCRAZIA ELETTORALE. E L’ITALIA DI GIORGIA MELONI? RESTA UNA DEMOCRAZIA LIBERALE, MA STA ACQUISENDO ALCUNI ASPETTI AUTOCRATICI...

Estratto dell’articolo di Federico Varese per “La Stampa”

 

[...]

 

involuzione della democrazia nel mondo

Il "Democracy Report 2026" del V-Dem Institute, appena pubblicato dall'Università di Göteborg, offre un quadro allarmante della salute del sistema democratico. Gli autori, invece di limitarsi a contare i Paesi democratici o autocratici, presentano dati su quante persone vivono sotto ciascun tipo di sistema. Il risultato è netto: il 74% della popolazione mondiale vive in autocrazie, mentre appena il 7% in democrazie liberali. Siamo tornati ai livelli del 1978.

 

Questa regressione non riguarda soltanto Paesi lontani o instabili. Per la prima volta in mezzo secolo, gli Usa non sono più classificati come sistema liberale. Ma il problema non è solo americano. Questo fenomeno tocca direttamente l'Europa. Il rapporto identifica diversi Paesi – tra cui Slovacchia, Slovenia e Croazia – come nuovi casi di regressione democratica.

 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP

L'Ungheria è un'autocrazia elettorale, al pari della Serbia. Albania, Bosnia-Erzegovina, Moldavia e Macedonia sono regimi ibridi.

 

L'Italia resta una democrazia liberale, ma sta acquisendo alcuni aspetti autocratici: il rapporto cita in particolare il peggioramento dell'autocensura dei media e l'aumento della parzialità del sistema informativo a favore del governo in carica.

 

Il passaggio da una democrazia liberale a una elettorale, e poi – nei casi più estremi – all'autocrazia (con o senza elezioni) avviene quando si indeboliscono i vincoli sull'esecutivo, l'indipendenza della magistratura, la libertà dei media, lo spazio della società civile.

 

Il rapporto mostra dove si concentra il declino. La libertà di espressione peggiora in 44 Paesi, mentre nel 2000 migliorava quasi ovunque. La censura dei media e la repressione della società civile sono diventate pratiche diffuse nei Paesi in regressione. Anche la tortura come metodo di controllo della popolazione è in aumento.

 

GIORGIA MELONI - VIKTOR ORBAN - FOTO LAPRESSE

Un libro del 1991 descriveva la «terza ondata di democratizzazione nel mondo» come ineluttabile. Il Democracy Report individua una traiettoria opposta. Le speranze di un pieno consolidamento liberale dopo la fine dell'Unione Sovietica si sono dunque solo parzialmente realizzate.

Oggi il 41% della popolazione mondiale vive in Paesi che stanno diventando meno democratici. Non si tratta più di deviazioni isolate, ma di una tendenza strutturale.

 

[....]  Stupisce molto che Ucraina e Russia rientrino nella categoria delle autocrazie elettorali. Gli studiosi della Russia oggi non hanno dubbi a classificarla come una "autocrazia chiusa" e l'Ucraina come una democrazia anche se imperfetta (anche il caso del Regno Unito, classificato solo come democrazia elettorale, richiede cautela interpretativa). [...]

 

VOLODYMYR ZELENSKY VLADIMIR PUTIN

La qualità del sistema politico in un Paese andrebbe messa in rapporto a una rinnovata aggressività sovranista. Lo slittamento che osserviamo oggi nella politica estera americana è, almeno in parte, il riflesso di questa trasformazione interna. Lo stesso vale per la Russia. Politica estera e politica interna non sono mai disgiunte.

Roth e Lewis avevano intuito che i sistemi democratici possono erodersi dall'interno, spesso con il consenso di una parte dell'elettorato. Oggi disponiamo di dati che, pur con alcuni gravi limiti, confermano quella intuizione. La domanda non è più se «può succedere qui». In modi e forme diverse, sta già accadendo.

VIKTOR ORBAN E DONALD TRUMP A DAVOS - FOTO LAPRESSE

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