pietro dettori giorgia meloni

DETTORI, IL CASALINO DELLA “NUOVA” DESTRA – L’EX SOCIO DI ROUSSEAU SI RICICLA COME COMUNICATORE, AL SERVIZIO DI GIORGIA MELONI E DI FRATELLI D’ITALIA – GIÀ CONSULENTE DELLA CAMPAGNA FLOP PER IL “SÌ” AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, È IL FONDATORE DEL PROGETTO EDITORIALE “ESPERIA”, DI CUI È SOCIO INSIEME A LARA FANTI, COMPAGNA DI TOMMASO LONGOBARDI, SOCIAL MEDIA MANAGER DI PALAZZO CHIGI – DETTORI TENTA IL RILANCIO CON IL LIBRO “RICONQUISTARE MENTI E CUORI”, IN CUI SI CANDIDA A DEPOSITARIO DELLA MEMORIA DI CASALEGGIO...

E. BU. Per il “Corriere della Sera”

 

pietro dettori

Gianroberto Casaleggio lo aveva previsto. Addirittura anni prima di morire. «Stai tranquillo. Noi andremo al governo con la Lega».

 

Lo stratega del primo M5S, proporzionalista convinto, non aveva dubbi. E, su di lui, non ne aveva nemmeno Giuseppe Conte, leader dell’attuale Movimento: Rocco Casalino, infatti, non era stata la sua prima scelta come portavoce per Palazzo Chigi.

 

Il presidente stellato quel ruolo lo aveva proposto inizialmente a Pietro Dettori, uno dei registi della comunicazione M5S, già braccio operativo di Casaleggio per anni e «custode» di quella sua profezia.

 

È lo stesso Dettori, di pochissime parole in pubblico — tra i fondatori, di recente, di Dors Media e del progetto editoriale Esperia — , a svelare ora questi aneddoti in un libro, Riconquistare menti e cuori. L’Occidente sul campo di battaglia digitale , in libreria per Rubbettino (pp. 196, 18 €).

 

ESPERIA ITALIA

L’autore parte dalla sua esperienza personale, dal suo excursus privato, passando per l’apprezzamento del Berlusconi comunicatore, per raccontare come funziona la macchina dei social. E lo fa per arrivare a spiegare una sua teoria: c’è uno scontro in atto tra autarchie e democrazie, uno scontro che non ha effetti cruenti come le guerre in corso in Medio Oriente, ma che potrebbe segnare il destino dell’Occidente.

pietro dettori - riconquistare menti e cuore

 

«Stiamo perdendo», spiega l’ex braccio destro di Casaleggio (che definisce «un maestro»). E argomenta: «Se l’Occidente vuole mantenere un legame con il suo popolo, deve parlare dove il popolo si trova.

 

Deve imparare a usare i social media non come semplice strumento di diffusione, ma come ambiente in cui costruire una narrazione coinvolgente e riconoscibile», perché «una democrazia che non sa comunicare con il proprio popolo è una democrazia destinata a perdere il suo consenso».

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