migranti paesi sicuri giorgia meloni

PROVACI ANCORA, GIORGIA! – DOPO IL FLOP DEI CENTRI IN ALBANIA, COSTATI QUASI 700 MILIONI AI CONTRIBUENTI ITALIANI, MELONI PROVA A METTERCI UNA PEZZA: IL CONSIGLIO DEI MINISTRI HA APPROVA IL DDL MIGRANTI, CHE INTRODUCE IL BLOCCO NAVALE “A TEMPO” PER I BARCONI, ESPULSIONI PIÙ FACILI E STOP AI CELLULARI NEI CPR –  MA MATTARELLA È DOVUTO INTERVENIRE PER EVITARE UN ALTRO PASTICCIO: DOPO I RILIEVI DEL QUIRINALE, DAL TESTO È SCOMPARSA LA NORMA "SALVA ALMASRI”, CHE PREVEDEVA LA CONSEGNA IMMEDIATA ALLO STATO DI APPARTENENZA DI UNO STRANIERO RITENUTO PERICOLOSO PER LA SICUREZZA ITALIANA, SENZA PASSARE DAL VAGLIO DEI MAGISTRATI…

Estratto dell’articolo di Francesco Malfetano per “la Stampa”

 

migranti a lampedusa

Il segnale arriva in silenzio. Non in una norma scritta, ma in una norma cancellata.

Nel testo del disegno di legge sull'immigrazione approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri manca un articolo che a Palazzo Chigi consideravano decisivo: la cosiddetta "salva Almasri". È sparito. E non per caso.

 

Il Quirinale, raccontano fonti di governo, aveva fatto arrivare rilievi puntuali già nelle settimane scorse. Sergio Mattarella non era convinto che si potesse comprimere fino a quel punto il diritto di difesa.

 

L'idea dell'esecutivo era chiara: consentire la consegna immediata allo Stato di appartenenza di uno straniero ritenuto pericoloso per la sicurezza della Repubblica o per l'integrità delle relazioni internazionali, anche in attuazione di accordi di sicurezza. Un atto amministrativo, senza passare da un vaglio giurisdizionale effettivo. Senza ricorso.

 

matteo piantedosi e giorgia meloni in albania con edi rama ai futuri centri migranti

Un meccanismo che avrebbe blindato politicamente casi come quello del carceriere libico rimpatriato nonostante il mandato della Corte dell'Aja, vicenda che ha portato all'indagine del Tribunale dei ministri su Giorgia Meloni, Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e Alfredo Mantovano.

 

[...]

 

Tolto il cuore più controverso, il resto del provvedimento supera senza scossoni le ultime limature tecniche. E segna un nuovo giro di vite. Arriva il "blocco navale a tempo": in presenza di una grave minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza, il Viminale potrà vietare l'ingresso nelle acque territoriali fino a sei mesi complessivi. Un passaggio su cui, a dire il vero, ci si è soffermati non poco ieri, precisando come l'ultima parola sull'attivazione debba necessariamente spettare a Palazzo Chigi.

 

GIORGIA MELONI NERVOSA PER I CENTRI IN ALBANIA - MEME BY FAWOLLO (CREATO CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI GROK)

Tra i ministri c'è chi giura che si tratti di una mossa preventiva qualora Matteo Salvini dovesse tornare al ministero dell'Interno, ma per ora è difficile provare che sia così.

 

Si amplia il perimetro dell'espulsione disposta dal giudice con sentenza di condanna per gravi reati. Si restringono i criteri per protezione internazionale e permesso di soggiorno. E si apre alla possibilità di trasferire in Paesi terzi i migranti a bordo di imbarcazioni già sottoposte a interdizione.

 

È l'ennesimo tassello della strategia di Meloni per rendere operativi i centri in Albania, dopo la stretta europea sul diritto d'asilo arrivata martedì con l'approvazione della lista dei Paesi sicuri di provenienza. Palazzo Chigi vuole dimostrare che la linea della fermezza non arretra, anche se una norma simbolo è stata sacrificata sull'altare dell'equilibrio costituzionale.

cosa prevede il disegno di legge sugli immigrati approvato dal cdm

 

Le opposizioni parlano di forzature. Riccardo Magi denuncia il rischio di limitazioni ai poteri ispettivi dei parlamentari nei Cpr, invocando un intervento dei presidenti delle Camere per impedirlo. E le tensioni non si fermano all'immigrazione. [...]

MATTEO PIANTEDOSI GIORGIA MELONI

giorgia meloni - migranti albania - vignetta altan

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