vertice dei volenterosi a parigi eliseo emmanuel macron keir starmer giorgia meloni

DOPO TANTE PAROLE, I FATTI: STARMER E MACRON MANDERANNO I SOLDATI IN UCRAINA. E MELONI SI IMBOSCA – A PARIGI IL VERTICE DEI "VOLENTEROSI" HA FISSATO L'ARCHITETTURA PER LE “GARANZIE DI SICUREZZA” CHE VERRANNO ASSICURATE A KIEV QUANDO LA GUERRA CON LA RUSSIA SARÀ FINITA. CI SARÀ UN CONTINGENTE MILITARE MULTINAZIONALE COMPOSTO DA MILITARI EUROPEI, MENTRE GLI USA FORNIRANNO LA LORO COPERTURA E MONITORERANNO LE FRONTIERE – VISTA LA VOLATILITÀ DI TRUMP, ZELENSKY INSISTE PER AGGIUNGERE IL TERMINE “VINCOLANTE” RIFERITO ALLE GARANZIE – LA DUCETTA, D’UMORE NERO, RIBADISCE CHE L’ITALIA NON SPEDIRÀ SOLDATI SUL CAMPO… 

1 - “TRUPPE EUROPEE IN UCRAINA” A PARIGI PATTO PER IL DOPOGUERRA

Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “la Stampa”

volodymyr zelensky emmanuel macron vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse

 

Nonostante gli scossoni provocati dal blitz in Venezuela e dalle minacce alla sovranità della Groenlandia, Europa e Stati Uniti hanno puntellato la loro alleanza al termine di un vertice definito «fondamentale» per arrivare alla fine del conflitto in Ucraina.

 

A Parigi, la Coalizione dei Volenterosi ha fissato l'architettura per le garanzie di sicurezza che verranno fornite a Kiev quando la guerra con la Russia sarà finita. Ci sarà un contingente multinazionale sul terreno composto da militari europei, ma gli Stati Uniti forniranno la loro copertura, guideranno il monitoraggio delle frontiere per scongiurare sconfinamenti e avranno un ruolo di deterrenza determinate.

 

zelensky macron starmer vertice volenterosi foto lapresse

I Volenterosi hanno infatti sottoscritto l'impegno ad andare in soccorso di Kiev in caso di un nuovo attacco russo, con un meccanismo sulla falsariga dell'articolo 5 della Nato, e questo impegno sarà «vincolante». Anche per l'amministrazione Trump. «Gli Stati Uniti sono nostri alleati, c'è un impegno concreto per la pace da parte di Trump e non è il caso di dubitare» ha assicurato Emmanuel Macron, [...]

 

Pochi metri più in là - sul podio della conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il premier britannico Keir Starmer e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky - c'erano i due rappresentanti della Casa Bianca: l'inviato Steve Witkoff e il consigliere Jared Kushner. Witkoff ha annuito, ribadendo che «il presidente Trump è impegnato per gli ucraini e non rinnega mai i suoi impegni».

 

giorgia meloni arriva in ritardo al vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse.

Ma è proprio per sminare i dubbi legati alla volatilità del presidente americano che Zelensky ha insistito sulla necessità di aggiungere il termine «vincolante» al punto 4 del comunicato congiunto. «Siamo pronti a impegnarci in un sistema di garanzie politicamente e giuridicamente vincolanti che saranno attivate una volta entrato in vigore il cessate il fuoco» si legge nel documento, che tra i possibili impegni elenca «l'impiego di capacità militari, supporto logistico e di intelligence, iniziative diplomatiche e l'adozione di sanzioni aggiuntive».

 

Durante la conferenza stampa, Zelensky ha sottolineato in almeno un paio di occasioni che le garanzie di sicurezza americane dovranno essere «approvate dal Congresso» proprio per metterle al riparo dalle possibili giravolte di Trump. […]

 

foto di gruppo vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse.

Uno dei pilastri di questo sistema di garanzie di sicurezza a più livelli sarà il contingente multinazionale che verrà dispiegato sul territorio ucraino. Macron, Starmer e Zelensky hanno firmato una dichiarazione d'intenti che prevede la creazione di questa «forza di rassicurazione». Parigi e Londra definiranno con Kiev una serie di basi logistiche e militari che verranno attivate una volta scattato il cessate il fuoco.

 

Al contingente contribuiranno anche altri Stati: forse la Spagna, ha fatto sapere il premier Pedro Sanchez, di certo non l'Italia e nemmeno la Polonia. Merz è stato vago, ma aperturista: ha detto che i militari tedeschi potrebbero essere schierati «in un Paese Nato confinante con l'Ucraina», ma non ha chiuso all'ipotesi di un dispiegamento direttamente sul territorio di Kiev.

[…]  Cruciale sarà poi il sistema per monitorare il rispetto del cessate il fuoco: secondo quando deciso ieri, sarà «guidato dagli Stati Uniti» che sono dotati dei mezzi tecnologici e militari di sorveglianza necessari.

 

foto di gruppo vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse

Gli europei daranno il loro contributo in diverse forme e saranno rappresentati nella Commissione speciale che verrà stabilita per decretare eventuali violazioni. In ogni caso, la prima linea di difesa sarà formata dalle forze armate ucraine.

 

[…]  L'Ue continuerà ad occuparsi dell'addestramento dei soldati di Kiev e potrebbe trasferire la missione direttamente sul territorio.

Nel corso dell'incontro, Witkoff e Kushner hanno insistito molto sugli aspetti legati alla ricostruzione post-conflitto e sulla partita finanziaria. Si lavora a un documento dal titolo "Prosperity" anche se gli americani hanno lamentato qualche ritardo da parte degli europei […]

 

2 - MELONI FREDDA: RESTA IL “NO” AI SOLDATI “E L’ACCORDO PASSERÀ DAL PARLAMENTO”

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

giorgia meloni arriva in ritardo al vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse

Quando arriva all'Eliseo - in ritardo di un'ora perché ha fatto tappa all'Ospedale Niguarda di Milano dove sono ricoverati i ragazzi feriti dal rogo di Crans Montana – Giorgia Meloni non viene accolta da Emmanuel Macron, ma da un funzionario del cerimoniale francese.

 

E quando va via, puntualissima in questo caso, non si ferma a commentare la decisione a suo modo storica che è stata presa nella grande stanza del palazzo presidenziale di Parigi. Non ci ha mai scommesso fino in fondo, sempre scettica, al limite dell'irrisione - nei suoi colloqui privati – sul progetto portato avanti per undici mesi da Macron e dal primo ministro britannico Keir Starmer.

 

zelensky macron starmer vertice volenterosi foto lapresse.

Alla fine, in qualche modo, però Meloni si è dovuta ricredere: la Coalizione dei Volenterosi, questa strana brigata internazionale di 35 Paesi che ha coinvolto una buona parte di europei ma anche Giappone, Australia e Canada, per dare una forma di solida deterrenza all'Ucraina, ha partorito una missione militare.

 

La "forza di rassicurazione" ci sarà, entrerà in azione dopo il cessate il fuoco – se la Russia non si opporrà - e sarà composta inizialmente da truppe francesi e inglesi, con tanto di hub, di centri logistici a Kiev e dintorni. "Boots on the ground", come si dice.

 

giorgia meloni vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse

Non stivaloni italiani, però: su questo Meloni ha mantenuto la parola e ha ribadito ai colleghi che il suo governo «conferma l'esclusione dell'impiego di soldati italiani sul terreno ucraino». Roma avrebbe dato disco verde ai militari – confermano fonti vicine alla premier – solo nel caso di una missione Onu. Ipotesi sfumata mesi fa e non affrontata in seguito. Meloni sembra voler restare un po' di lato rispetto al piano dei Volenterosi.[...]

 

In una nota di Palazzo Chigi trasmessa al termine del vertice di Parigi, la premier non fa quasi menzione alla forza multinazionale per l'Ucraina, che è esplicitata al punto 3 dei 5 della dichiarazione finale firmata da tutti i Volenterosi, se non in coda per mettere in rilievo la «volontarietà della partecipazione».

 

emmanuel macron volodymyr zelensk vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse

Nello stesso paragrafo si precisa che qualunque «decisione a sostegno dell'Ucraina in caso di futuro attacco» sarà presa «nel rispetto delle procedure costituzionali».

 

L'accordo che riguarda contributi militari, impegni vincolanti ed eventuale soccorso a Kiev passerà dal Parlamento, come previsto dalla Costituzione all'articolo 80, dedicato alla ratifica dei trattati internazionali.

 

È un passaggio delicato che riguarda anche altri Paesi, ma che Meloni rende esplicito per neutralizzare in anticipo le critiche che le pioveranno addosso più dall'alleato leghista che dalle opposizioni. Il contributo che l'Italia darà al pacchetto di intese che compongono il meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco sarà limitato a due aspetti: sicuramente l'addestramento e poi logistica e ulteriore dotazione militare.

 

giorgia meloni - vertice dei volenterosi all eliseo - parigi

In questi ultimi mesi, da quando nel febbraio 2024 è stata ideata la Coalizione, nata per reazione alle minacce di disimpegno di Donald Trump, Meloni ha spesso maliziosamente sottolineato «l'inefficacia e l'inconcludenza» - termini usati con i suoi collaboratori – dei vertici organizzati da Macron e Starmer, a cui ha preferito quasi sempre prendere parte da remoto.

 

Questa volta invece partecipa in presenza, su richiesta del francese, e definisce «costruttivo e concreto» l'incontro. L'obiettivo più importante raggiunto dai Volenterosi, a detta di Meloni, è stato mantenere la convergenza con gli Stati Uniti «nell'affinare le garanzie di sicurezza ispirate all'articolo 5 dell'Alleanza Atlantica, come da tempo suggerito dall'Italia».

 

Nella conferenza finale i leader non citano l'articolo 5, ma funzionerebbe così: i Paesi che sottoscrivono l'accordo si impegnano a intervenire in automatico in caso di nuova aggressione russa dell'Ucraina, senza che quest'ultima entrerà nel Patto atlantico.

 

volodymyr zelensky emmanuel macron vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse

[...] Meloni percepisce che è in corso un'accelerazione per volontà di Washington: il suo consigliere, Fabrizio Saggio, è rimasto a Parigi, dove oggi è previsto un nuovo incontro, in formato più ristretto, con Witkoff e Kushner.

zelensky macron foto lapresse

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...