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CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI! – “AVVENIRE” DEFINISCE ISAIAH BERLIN “STUDIOSO ‘LITUANO’ NATURALIZZATO BRITANNICO”. PECCATO CHE BERLIN FOSSE LETTONE, NON LITUANO – “IN FONDO IL LAVITOLA CHE NEGLI ANNI NOVANTA E DUEMILA ‘ERA IL DON RODRIGO’ DEL CAVALIERE NON È MAI ANDATO VIA”, OSSERVA “DOMANI”, CON RIFERIMENTO A SILVIO BERLUSCONI. RISULTA DIFFICILE IMMAGINARE IL CAVALIERE NEI PANNI DELLA VIRGINEA LUCIA, INSIDIATA DAL SIGNOROTTO PREPOTENTE CHE, PER PURO CAPRICCIO, DECIDE D’IMPEDIRE IL MATRIMONIO TRA LEI E RENZO. AL MASSIMO, SI POTREBBE IMMAGINARE CHE LAVITOLA SIA STATO UNO DEI BRAVI...

Dalla rubrica “Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto, pubblicata da "Il Foglio" – Estratto (Integrale: https://www.ilfoglio.it/rubriche/pulci-di-notte/2026/08/21/news/lavitola-il-don-rodrigo-che-vessava-il-cav--405130 )

 

silvio berlusconi valter lavitola lula

Don Rodrigo. «In fondo il Lavitola che negli anni novanta e duemila era il Don Rodrigo del cavaliere non è mai andato via», osserva Nello Trocchia su Domani, con riferimento a Silvio Berlusconi. In compenso è andato via (di testa) l’autore dell’articolo.

 

Risulta infatti difficile immaginare il Cavaliere nei panni della virginea Lucia, insidiata dal signorotto prepotente che, per puro capriccio, decide d’impedire il matrimonio tra lei e Renzo.

 

nello trocchia

Al massimo, ragionando alla maniera di Trocchia (il quale non deve aver mai letto I promessi sposi), si potrebbe immaginare che Valter Lavitola sia stato uno dei bravi di Berlusconi. Il candidato si ripresenti a settembre dopo adeguato ripasso del Manzoni. [15 agosto 2026] [...]

 

Pugilato. Nel suo editoriale di prima pagina, Maurizio Belpietro, direttore della Verità, parla di un nigeriano con lo status di rifugiato politico che da anni commette violenze e reati in Italia: «Dopo aver dato prova della sua abilità pugilistica con gli agenti sia in Liguria che nel Lazio, il campione di arti marziali spacciatosi per profugo si è spostato a Bologna, dove si è distinto nell’aggredire un controllore che su un treno gli aveva chiesto il biglietto».

 

massimo gramellini

Non si capisce che c’entri il pugilato con le arti marziali.

 

Il primo è uno sport da combattimento; le seconde sono sistemi di difesa personale, spesso accompagnati da una componente tecnica, filosofica o educativa: ne fanno parte, per esempio, karate, judo, jujutsu, taekwondo e kung fu. Non certo il pugilato. [30 luglio 2026]

 

Gramellini. Sul Corriere Fiorentino, nell’introdurre un’intervista con Massimo Gramellini, Caterina Ruggi d’Aragona scrive che lo spettacolo L’ora di educazione sentimentale è stato scritto da Gramellini «assieme a sua moglie, Susanna Sparaco» (così citata pure nel boxino laterale), il cui vero nome però è Simona.

 

simona sparaco

Più avanti si legge: «L’odio paga subito – come insegna Trump, “ti un calcio alle caviglie e tu sei costretto a chinare la testa” – però sul lungo periodo produce solo macerie, fisiche ed emotive».

 

In effetti, un calcio dato con un accento di troppo deve fare ancora più male.

 

Infine, Gramellini avrebbe dichiarato, a proposito della moglie: «Ho finito con l’innamorarmi di una donna che assomiglia molto a mia madre, una donna dolce, comprensiva, estroversa, espansiva, sbadata, calorosa, adorata dalla mia classe».

 

Che significa? Gramellini nel tempo libero fa l’insegnante?

 

Allude forse ai suoi vecchi compagni di classe (di cui certo non faceva parte la moglie, più giovane di 18 anni)? O magari alla «classe» dei giornalisti? Ah, saperlo! [10 luglio 2026] [...]

 

beppe carletti

Pinta. Franco Giubilei sulla Stampa intervista Beppe Carletti dei Nomadi, in occasione della morte di Francesco Guccini. Ultima domanda: «Non ci sono mai stati momenti di tensione?».

 

Risposta: «Mai. Se hai a che fare con persone intelligenti non hai mai problemi, a patto di usare testa e rispetto per gli altri, e questo era reciproco al cento per cento.

 

E la sera, dopo il lavoro, si beveva un bicchiere a tavola, mai quando si lavorava. Anche il pistone di vino sul palco è pura mitologia».

 

il fatto quotidiano scissione di meloni da vannacci

Donne e motori, gioie e dolori. Se poi sono auto con pistoni che vanno a Lambrusco, peggio ancora. (Presumiamo che fosse «il pintone», accrescitivo di pinta, antica misura di volume dei fluidi che oggidì si adatta più alla birra che al vino.

 

In dialetto piacentino è attestato pistòn, «fiasco», ma Guccini era modenese, come Carletti, e comunque pistone è un vocabolo che in italiano ha tutt’altro significato). [7 agosto 2026]

 

Scissione. Post del Fatto Quotidiano: «“Meloni e FdI hanno i nervi a pezzi, con la scissione da Vannacci hanno perso la bussola”». Il titolo virgolettato condensa le dichiarazioni dello storico Luciano Canfora. Ma è inesatto, e non solo per quel da («scissione di Vannacci», eventualmente).

 

Roberto Vannacci non faceva parte di Fratelli d’Italia, pertanto non può essersi scisso da Fdi. Infatti, è stato eletto europarlamentare con la Lega, quindi si è separato da Matteo Salvini, che con ostinazione volle candidarlo, contro il parere negativo di buona parte dei suoi. [9 agosto 2026] [...]

 

fabrizio roncone

Dì. In un sapido ricordo delle estati bossiane a Ponte di Legno, Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera infila questa frase: «Si fa largo un tipo basso, lo chiamano Gongolo, chiede: “ un po’: ma anche tu, come molti di noi, sei stato comunista?”».

 

«» è la seconda persona singolare del verbo dire, che però si scrive di’, con l’apostrofo, derivando dal troncamento del latino dic, così come fa’ deriva da fac.

 

La grafia usata da Roncone è caduta in disuso da quel dì (questo sì accentato, trattandosi della forma letteraria per «giorno»). [19 luglio 2026]

 

Berlin. Simone Paliaga su Avvenire definisce Isaiah Berlin «studioso lituano naturalizzato britannico». Peccato che Berlin fosse lettone, non lituano. E poi: «Quel testo però ora arriva ai lettori forma cartacea», anziché «in forma cartacea».

 

isaiah berlin

E ancora: «Se Berlin vede vibrare nel populismo una convinzione metafisica, vale a dire l’idea che esista un popolo naturalmente buono, portatore di una verità morale originaria, da liberare da coloro che ne ostacolano la piena espressione. Parimenti è contro questa visione unitaria che Berlin oppone il proprio pluralismo».

 

Il primo periodo finisce con un punto fermo ma non sta in piedi. O Paliaga eliminava quel «Se» iniziale oppure scriveva «Se Berlin (...), parimenti (...)». [24 luglio 2026]

roberto vannacci

 

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