marina pier silvio berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FORZA ITALIA POTREBBE DIVENTARE LA STAMPELLA “MODERATA” DEL CAMPO LARGO? SECONDO “REPUBBLICA”, SÌ: “MARINA E PIER SILVIO SONO SEMPRE PIÙ CONVINTI CHE SIA INDISPENSABILE RIACQUISTARE UNO SPAZIO DI MANOVRA CHE L’ATTUALE PARTITO NON HA PIÙ. I SEGNALI DI QUESTI MESI DISEGNANO L’IDENTIKIT DI UNA FORZA POLITICA MODERATA IN GRADO DI DIALOGARE CON CENTROSINISTRA” – “SERVIRÀ UNA ACCORTA REGIA NELLA FORMAZIONE DELLE PROSSIME LISTE, SULLE QUALI I BERLUSCONI ESERCITERANNO UNA FERMA VIGILANZA. È QUELLO CHE I FEDELISSIMI DELLA FAMIGLIA CHIAMANO IL ‘MODULO TEDESCO’, PREFIGURANDO LA POSSIBILITÀ DI UNA COALIZIONE EUROPEISTA NELLA PROSSIMA LEGISLATURA, COME QUELLA CHE SORREGGE IL GOVERNO DEL CANCELLIERE FRIEDRICH MERZ, CON DENTRO I SOCIALDEMOCRATICI...” (MA IL "VAFFA" ALLA MELONI ARRIVERÀ PRIMA O DOPO LE ELEZIONI?)

Estratto dell’articolo di Francesco Bei per “la Repubblica”

 

MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI

I figli maggiori di Berlusconi guardano avanti e oltre. Il problema non è il nome del capogruppo di Forza Italia alla Camera, a questo punto chiunque andrà bene purché non sia Paolo Barelli, simbolo di una stagione passata.  [...] Il problema vero è la prospettiva politica, perché i Berlusconi hanno deciso che è arrivata l’ora di rimettere Forza Italia al centro.

 

Con poco più di un anno alla fine della legislatura, Marina e Pier Silvio sono sempre più convinti che sia indispensabile riacquistare uno spazio di manovra che l’attuale partito non ha più.

 

antonio tajani e giorgia meloni alla camera foto lapresse

A sentire una persona che ha ascoltato i ragionamenti che si fanno a Cologno Monzese, l’idea è questa: il centrosinistra è rientrato in partita e l’esito delle prossime elezioni è aperto. «Ma se anche il campo largo riuscisse a battere Meloni, quanto potrà durare con forze così diverse? A quel punto sarà utile avere uno strumento che possa dialogare con tutti, nel caso fosse necessario formare una nuova maggioranza».

 

I segnali di questi mesi vanno tutti nella stessa direzione, con le esternazioni dei due fratelli sull’Europa unita, contro il trumpismo, sui diritti civili, il garantismo e le liberalizzazioni.

 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP

Disegnano l’identikit di una forza politica moderata in grado di dialogare con centrosinistra. Ma, visto che le idee camminano sulle gambe delle persone, non bastano le interviste o le lettere ai giornali, serviva anche cambiare alcune facce, quelle più esposte nella stagione del melonismo. E servirà anche una accorta regia nella formazione delle prossime liste elettorali, sulle quali i Berlusconi eserciteranno una ferma vigilanza.

 

È quello che in Forza Italia i fedelissimi della famiglia chiamano il “modulo tedesco”, prefigurando la possibilità di una coalizione europeista nella prossima legislatura, come quella che sorregge il governo del cancelliere Friedrich Merz, con dentro i socialdemocratici. «Con Tajani c’è stata una ricomposizione, con l’idea che traghetti il partito nella prossima fase. Poi, dopo le elezioni, si farà il congresso nazionale e si sceglierà un altro leader».

 

Questa pista tedesca naturalmente si intreccia con l’interesse dei Berlusconi e delle loro aziende, che sarebbero meglio tutelate nel caso di una futura maggioranza con dentro Forza Italia.

 

MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI

È la stessa logica che ha portato qualche settimana fa Pier Silvio Berlusconi a volare a Berlino per un faccia a faccia con il ministro della cultura Wolfram Weimar, dal quale ha ricevuto il benestare per il controllo totalitario di ProSiebenSat, il colosso televisivo tedesco di cui Mfe ha acquistato – dopo sette anni di fidanzamento – il 75 per cento delle azioni.

 

Per una famiglia che aspira alla creazione di un grande polo europeo dei media, la situazione migliore è non schiacciarsi sui sovranisti, soprattutto in un momento in cui il pendolo della politica potrebbe oscillare dalla parte opposta. Non è certo un caso che, all’incontro di ieri, oltre ai due fratelli e a Gianni Letta, abbia preso parte anche Danilo Pellegrino, amministratore delegato di Fininvest da dieci anni. [...]

INFORMATIVA - GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - ANTONIO TAJANI E MATTEO SALVINIdanilo pellegrinoprosiebensat

 

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