gianna pratesi

“I TEDESCHI STAVANO PER FUCILARMI: NON SPARARONO PERCHÉ ERO BELLA. ALAIN DELON SI INVAGHÌ DI ME” - GIANNA PRATESI, 106 ANNI, OSPITE A SANREMO DOVE HA RICORDATO IL SUO PRIMO VOTO DI DONNA, PER LA REPUBBLICA: “SUL PALCO DELL’ARISTON MI SONO SENTITA IMPORTANTE. MUSSOLINI? UNA VOLTA A CHIAVARI IO E MIA SORELLA LO SALVAMMO DAL PRENDERE UNA TESTATA MENTRE LA MACCHINA STAVA PASSANDO IN UN SOTTOPASSO FERROVIARIO: LO ABBIAMO TRASCINATO GIÙ TIRANDOLO PER I CALZONI PRIMA CHE FINISSE ALL’ALTRO MONDO - IL SEGRETO DELLA LONGEVITA’? DORMO TANTO E MANGIO DUE GELATI AL GIORNO”

 

Elvira Serra per corriere.it - Estratti

 

Chi dorme non piglia pesci, ma campa cent’anni. Pure mangiando due gelati al giorno. Parola di Gianna Pratesi, 106 anni il 16 marzo, balzata agli onori della cronaca per aver ricordato sul palco del Festival di Sanremo davanti a 15,3 milioni di telespettatori il suo primo voto di donna, per la nostra Repubblica. Ora che i riflettori si sono spenti, lei si gode la celebrità conquistata.

 

SANREMO 2026 - CARLO CONTI E LA SIGNORA GIANNA PRATESI

Durante il nostro incontro, nella sua casa di Chiavari dove vive con Zina, la tata moldava, riceverà la visita di due dirigenti dell’Entella, la squadra di calcio locale che gioca in Serie B: le hanno portato in dono una maglia. Ci fanno compagnia i due figli Marco, 75 anni, e Alessandro, 64. In sala troneggiano tre pianoforti, uno dei quali a coda, e lei ci onorerà di una piccola esibizione sulle note di La vie en rose e Besame mucho (che canterà, anche). 

 

Suo figlio mi ha convocata dopo pranzo, perché prima lei dorme. A che ora si alza? 

«All’una, sono dormigliona. E la sera mi metto a letto intorno alle dieci e mezzo». 

 

Guarda la tv? 

«Sì, mi piace tanto Sveva Sagramola e i programmi sugli animali». 

 

Cosa mangia? 

«Non so mai cosa mi prepara Zina, ma lei è brava in tutto: il brodo lo mangio tutti i giorni e poi la pasta rossa o verde alla ligure, la carne ai ferri, il pollo, l’insalata russa... Le patate me le fa in tutti i modi». 

SANREMO 2026 - CARLO CONTI GIANNA PRATESI - L ERRORE SULLA SCRITTA REPUBBLICA E LA TESTATA DELL UNITA CANCELLATA

 

So che è anche golosa. 

«No no, io non li mangio i dolci. Mangio solo due gelati al giorno gusto fiordilatte, quello della vaschetta, e poi i cioccolatini fondenti». 

 

Ah beh. Ma parliamo di Sanremo: quanto si è emozionata martedì al Festival? 

«È stato bellissimo, dominavo quelli che erano seduti, tutti educati. Mi sono sentita importante». 

 

Ha raccontato di aver votato per la prima volta nel 1946. Ricorda com’era vestita? 

«Avevo i pantaloni e la giacca bianca, perché faceva già caldo, e sotto la giacca una camicetta. Ho votato Repubblica, naturalmente, perché le cose serie bisogna farle in modo serio. Era la prima volta per noi donne, non potevo mancare». 

 

Avevate una gelateria. 

«Si chiamava Luigi’s Famous Icecream. Stavamo a Kingussie, nelle Highlands. 

Era l’unica gelateria-caffetteria del paese e venivano tutti. In quella zona si giravano i film e una volta è entrato Alain Delon». 

 

laura pausini e gianna pratesi sanremo 2026 foto lapresse

Racconti tutto! 

«Si era invaghito di me, voleva a tutti i costi portarmi con lui in Francia. Mi aveva invitata a ballare, ma io quel sabato non ci sono andata e ci ho mandato la Maria, che lavorava con noi». 

 

Luigi non si è ingelosito? 

«Ma mica gliel’ho detto!». 

 

Altri clienti famosi? 

«La Regina Elisabetta, prima dell’incoronazione. Lì vicino si facevano delle esercitazioni militari e così è entrata con il suo seguito. Lei non l’abbiamo fatta pagare». 

 

Perché ha tre pianoforti? 

«Quello a coda è di mia nipote, che ne ha un altro a casa sua. Uno era di mia sorella, Piera, bravissima pianista e ottima insegnante. È mancata a 100 anni, abbiamo fatto tanti viaggi bellissimi insieme». Per esempio, dove? «Siamo andate anche a Sydney e in Nuova Zelanda, nel 2003. Volevo salutare la mia testimone di nozze, ma lei ha l’Alzheimer e non mi ha riconosciuta». 

 

carlo conti e gianna pratesi sanremo 2026 foto lapresse

Scusi, ma nel 2003 aveva 83 anni. Con chi siete partite? 

«Con mio figlio Alessandro e mio nipote. In aereo abbiamo mangiato la focaccia di Recco e giocato a carte, per far passare il tempo». Il viaggio più bello? «Tolta la Nuova Zelanda, forse quello in Brasile. Lì ho fatto il bagno e avevo dietro un tale che mi seguiva. Ho pensato che credesse fossi una ereditiera da spennare e invece era il bagnino». 

 

Incontri interessanti, durante queste scorribande? 

«A Praga eravamo nello stesso hotel di Platini, che in quegli anni giocava nella Juve. 

L’ho riconosciuto e gli ho chiesto l’autografo: è stato gentile». 

 

Andiamo più indietro nel tempo. Che ricordo ha della guerra? 

«Intanto voglio dirle che mio nonno a 16 anni è partito volontario nella Brigata Garibaldi e ha fatto la Terza guerra d’indipendenza. Mio padre quella del 15-18, trasportando i soldati feriti». 

 

E lei? 

laura pausini gianna pratesi e carlo conti sanremo 2026 foto lapresse

«Io ero caposquadra delle Giovani Italiane, avevo le mostrine. Quando Mussolini passava da Chiavari con la macchina scoperta, in piedi con le braccia sui fianchi, io e un’altra mia amica dovevamo stare accanto a lui. Una volta lo abbiamo salvato dal prendere una testata mentre la macchina stava passando in un sottopasso ferroviario: lo abbiamo trascinato giù tirandolo per i calzoni prima che finisse all’altro mondo». 

 

È vero che suo fratello è scampato alla fucilazione? 

«Sì, lui tra l’altro è ancora vivo, ha 97 anni. I fascisti erano così stupidi che scambiarono gli scarponi di Franco per quelli dei partigiani. Si salvò per un pelo. Pure io rischiai di essere fucilata». 

 

Come è possibile? 

«Mi piaceva andare in bicicletta e mi si ruppe il raggio del freno proprio in una discesa, mentre i tedeschi a un posto di blocco mi gridavano Achtung, Achtung!». 

 

E come fece a scamparla? 

«Perché ero bella!». 

 

Tutti questi quadri alle pareti li ha fatti lei? 

«Sì. Fino a poco tempo fa dipingevo a olio, ma ora con la cataratta ci vedo meno bene, ho la polverina bianca davanti. Però ho trovato questi gessetti a olio che vendono a Sestri e con i quali mi trovo bene: mi accompagna mio figlio a comprarli». 

gianna pratesi

 

È stata la prima donna a entrare nel Collettivo regionale dei pittori. Come la trattavano? 

«Neanche mi salutavano. Invece furono molto gentili i pittori milanesi che venivano in riviera. Mi diedero buoni consigli». 

 

Li vende, i suoi lavori? 

«Ora no, anche se me lo hanno chiesto. L’ultima personale l’ho fatta qui a Chiavari a gennaio nella Torre Civica. Ma negli anni ’70, quando ormai ero tornata dalla Scozia, facevo le mostre nelle hall degli hotel e qualche dipinto l’ho venduto». 

 

Legge tutti i giorni la «Gazzetta dello Sport». Ha seguito le Olimpiadi?

«Sì, certo! Mi sono piaciute tanto Federica Brignone e la Lollo. E poi mi piace Sinner. Io da ragazza facevo nuoto, i 50 stile libero». 

 

Il presidente della Repubblica che ha amato di più? 

«Il ligure Pertini! Ma anche Mattarella è una gran brava persona». 

 

Il «suo» Papa? 

«Wojtyla. Parlava così semplice...». 

 

Ci pensa alla morte? 

«Dovrò farlo anch’io. Quando morirò, morirò». 

gianna pratesi

 

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO