donald trump - giorgia meloni - g7 kananaskis - canada

GIORGIA MELONI CONTINUA A TENERE CLAMOROSAMENTE IL PIEDE IN DUE STAFFE! MENTRE TUTTA L’EUROPA SI SMARCA E CERCA DI REAGIRE AL BULLISMO DI TRUMP, LA DUCETTA CHIAMA IL PRESIDENTE AMERICANO PER FARGLI SAPERE CHE IL NO DELL’ITALIA AL “BOARD OF PEACE” È SOLO TEMPORANEO – LO CONFERMA LO STESSO TRUMP: “L’ITALIA VUOLE ENTRARE, HA BISOGNO DELL’APPROVAZIONE DEL PARLAMENTO PER ADERIRE” – LA PREMIER HA CERCATO PER DUE GIORNI DI RIMEDIARE UN BILATERALE CON IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, TERRORIZZATA DI AVER SCATENATO LA SUA IRA CON LO STOP AL CONSIGLIO DI PACE – CON GLI ITALIANI IMPOVERITI E DISILLUSI, L’ECONOMIA CHE ARRANCA E L’INFLAZIONE CHE MORDE, LA SORA GIORGIA DOVE HA INTENZIONE DI TROVARE IL MILIARDO DI DOLLARI RICHIESTO PER I MEMBRI PERMANENTI DELL’ONU PRIVATA DI DONALD?

Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

 

giorgia meloni ospite dello speciale per i 30 anni di porta a porta foto lapresse 1

Niente Davos, si vola a Bruxelles. A metà mattinata all'entourage di Giorgia Meloni tocca rassegnarsi: il presidente Usa non concede udienza. Il bilaterale con Donald Trump sulle Alpi svizzere chiesto per due giorni da Palazzo Chigi non ci sarà.

 

Dopo mille insistenze e pressioni, Meloni deve accontentarsi di una chiamata. Per spiegare, in soldoni, che il suo no al Board for peace, largamente condiviso con il Quirinale, in realtà sarebbe un nì. Un non adesso, ma più in là, possibilmente con qualche ritocco all'impalcatura dell'organismo. Così sintetizzano il colloquio fonti diplomatiche.

 

DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI

Non è un caso se, dall'aereo di ritorno negli States, lo stesso Trump dica che l'Italia vuole entrare nel panel: «Ha bisogno dell'approvazione del Parlamento per aderire».

 

Possibile che la premier abbia corretto il tiro dopo il rifiuto del faccia a faccia. Per Meloni, l'unica occasione di stringere la mano a The Donald sarebbe stato il lancio di questa simil Onu con Orbán e soci. Ma appunto la presidente del Consiglio a quell'iniziativa non ha voluto partecipare: ragioni giuridiche, imbarazzi politici. Forse anche il sospetto che quella foto sarebbe invecchiata male.

 

giorgia meloni quando vede friedrich merz

L'aereo di Stato della premier, pronto fin dall'alba, rimane allora a Ciampino per tutta la mattina. Decolla solo alle quattro e mezza, direzione Belgio, per il Consiglio europeo straordinario convocato proprio per discutere delle relazioni transatlantiche ammaccate dalla crisi groenlandese.

 

Dal tavolo del summit Ue, Meloni manda segnali che possono essere colti anche dall'altro lato dell'oceano: con gli Usa, ripete, non va alzata la tensione. Anzi, è l'ora di abbassare i toni. Serve unità.

 

Certo, con alcune linee rosse condivise col resto dell'Unione, come l'integrità territoriale di un Stato membro, che peraltro fa parte della Nato. Su questo approccio, c'è sintonia soprattutto con il cancelliere tedesco, Friedrich Merz.

 

DONALD TRUMP PRESENTA IL BOARD OF PEACE A DAVOS - FOTO LAPRESSE

In attesa di capire se l'assenza al varo del board trumpiano avrà strascichi nella "special relationship" con il tycoon, Meloni cerca sponde in Europa. Obiettivo: uscire dall'angolo, dopo lo strappo sui soldati nella terra dei ghiacci, iniziativa a cui avevano aderito le principali cancellerie del continente, Roma no.

 

Proprio con la premier danese (socialista) Mette Frederiksen, Meloni strappa un breve bilaterale prima che inizi il summit. La tensione pare smorzata: baci, abbracci, sorrisoni a favore di flash. Le due si accomodano una accanto all'altra nel tavolone del consiglio.

 

DONALD TRUMP PRESENTA IL BOARD OF PEACE A DAVOS - FOTO LAPRESSE

C'è un fattore che forse può aiutare Meloni, nelle dinamiche brussellesi. Le ultime sortite di Macron […]hanno avvicinato la premier a Merz, irritato per le giocate in solitaria dell'inquilino dell'Eliseo. La tattica di Roma sarebbe insomma questa: incunearsi nella fessura, sganciare Berlino dall'asse collaudato con Parigi. A consiglio europeo appena iniziato, Palazzo Chigi fa sapere di un bilaterale a margine tra Meloni e Merz. Quando? Subito dopo la foto con Merz pubblicata da Macron. […]

IL TWEET DI PAOLO GENTILONI SUL BOARD OF PEACE DI TRUMP DONALD TRUMP PRESENTA IL BOARD OF PEACE A DAVOS - FOTO LAPRESSEDONALD TRUMP PRESENTA IL BOARD OF PEACE PER GAZA A DAVOS - FOTO LAPRESSE IL PASSO DELL OCA GIULIVA - VIGNETTA BY MANNELLI giorgia meloni ospite dello speciale per i 30 anni di porta a porta foto lapresse 2giorgia meloni quando vede friedrich merz DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI A SHARM EL-SHEIKH - MEME BY OSHO DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI giorgia meloni donald trumpgiorgia meloni donald trumpgiorgia meloni ospite dello speciale per i 30 anni di porta a porta foto lapresse 4

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...