donald trump giorgia meloni

LA GIORGIA MELONI CHE OGGI DEFINISCE IL BOMBARDAMENTO AMERICANO SU CARACAS UN “INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA” È LA STESSA CHE NEL 2018 URLAVA ALLA CAMERA CONTRO L’INTERVENTO AMERICANO IN SIRIA? IL DISCORSO DELLA DUCETTA DI ALLORA: “PENSO CHE L'ITALIA DEBBA SCEGLIERE SE DIFENDERE IL DIRITTO INTERNAZIONALE OPPURE STABILIRE CHE VIGE LA LEGGE DEL PIÙ FORTE, DOVE IL DIRITTO INTERNAZIONALE LO STABILISCE CHI HA LA MAGGIORE CAPACITÀ MILITARE…” - COME SI CAMBIA, QUANDO SI VA AL POTERE: DEL RESTO, SEMPRE NEL 2018, LA FUTURA PREMIER CHIEDEVA LA MESSA IN STATO D'ACCUSA DI MATTARELLA PER AVER MESSO IL VETO SULLA NOMINA DI PAOLO SAVONA A MINISTRO - VIDEO

 

 

 

Luca Pons per www.fanpage.it

 

GIORGIA MELONI CONTRO L INTERVENTO AMERICANO IN SIRIA NEL 2018

"Penso che l'Italia, oggi, debba scegliere se difendere il diritto internazionale e, quindi, dire ‘no' alle azioni militari unilaterali, oppure stabilire che vige la legge del più forte, dove il diritto internazionale lo stabilisce chi ha la maggiore capacità militare". Potrebbero essere le parole di un esponente dei partiti politici che hanno criticato l'intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela, avvenuto sabato 3 gennaio. Invece è ci che disse Giorgia Meloni, allora solo leader di Fratelli d'Italia, nell'aprile 2018.

 

Alla Camera si parlava dell'attacco effettuato dagli Stati Uniti in Siria, insieme a Francia e Gran Bretagna, nella notte tra il 13 e il 14 aprile a seguito del presunto uso di armi chimiche da parte del governo di Assad.

 

Tre giorni dopo, in Parlamento si era presentato il presidente del Consiglio (cosa che oggi è diventata piuttosto rara) Paolo Gentiloni, per informare l'Aula sulla situazione. Tutti i partiti avevano risposto, e Giorgia Meloni era stata decisamente critica dell'intervento.

IL PASSO DELL OCA GIULIVA - VIGNETTA BY MANNELLI

 

Il discorso di Meloni è conservato nel resoconto stenografico della seduta. La leader di FdI, dall'opposizione, fu decisamente critica del governo italiano: "Da una parte, voi dite: noi non partecipiamo a quell'attacco, e, dall'altra, sostenete che l'attacco di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna in Siria era legittimo". E "che quelli che, invece, sono contrari a quell'attacco, lo fanno perché sono amici di Putin e di Assad. Insomma, una ricostruzione un po' bambinesca, buona per i tweet, buona per la propaganda elettorale".

 

È quasi inutile sottolineare che, a quasi otto anni di distanza, la linea della presidente del Consiglio sembra essere decisamente cambiata. Dopo l'intervento degli Stati Uniti in Venezuela, Meloni è stata la leader europea che più si è schierata a supporto dell'attacco.

 

giorgia meloni donald trump

Certo, ha detto che "l'azione militare esterna" non è "la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari". Ma ha subito chiarito che il governo "considera legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico". La parola chiave è quella: "Legittimo".

 

Senza contare che, dal centrodestra, sono subito partiti gli attacchi a chi criticava l'operazione militare. In particolare, affermando che chi lo fa sia automaticamente un sostenitore di Nicolas Maduro. Un approccio non molto lontano da quello che, nel 2018, Meloni definiva "bambinesco" e "buono per la propaganda elettorale".

 

VENEZUELA - BOMBARDAMENTO SU CARACAS

Tornando al 2018, allora Meloni insistette sui paletti che l'Italia doveva rispettare, pur facendo parte della Nato: "Siamo sempre stati leali", ma "non rientra tra gli impegni connessi con l'appartenenza alla Nato l'obbligo di seguire, e neanche di condividere, presidente Gentiloni, azioni militari unilaterali decise da uno o da più Stati membri". Perché, aggiunse, "la tattica del ‘se parte uno, partiamo tutti, e meniamo a testa bassa senza fare domande' è buona per le risse da bar, non per la politica internazionale".

 

La leader di Fratelli d'Italia sottolineò anche che gli Stati che avevano partecipato all'attacco (Usa, Francia, Gran Bretagna) avevano "degli interessi geopolitici in Siria. Non è che siamo solamente dei filantropi, eh, ci sono degli interessi geopolitici che qualcuno sta difendendo; sono i nostri interessi geopolitici? Permettetemi di avere qualche dubbio". Anche in questo caso, sorge immediato il paragone con l'esplicito interesse di Donald Trump per il petrolio venezuelano, che vorrebbe far estrarre alle compagnie petrolifere statunitensi.

 

giorgia meloni donald trump

Il punto chiave era proprio che, per Meloni, l'Italia era chiamata a "difendere il diritto internazionale e, quindi, dire ‘no' alle azioni militari unilaterali". Per non "stabilire che vige la legge del più forte". Perché "un'azione militare contro uno Stato" deve "essere fatta in seno alle Nazioni Unite o, almeno, con una vasta e trasversale partecipazione della comunità internazionale e non con azioni unilaterali di singoli Stati".

 

Altrimenti si finisce nel "caos totale nelle relazioni internazionali". La legge del più forte, disse Meloni può essere utile "a potenze nucleari come gli Stati Uniti, la Francia o la Gran Bretagna. Non mi è esattamente chiaro perché dovrebbe essere utile, a una nazione militarmente un tantino meno attrezzata come l'Italia, disconoscere le Nazioni Unite".

 

GIORGIA MELONI CONTRO L INTERVENTO AMERICANO IN SIRIA NEL 2018

La conclusione fu netta: "Fratelli d'Italia, in nome dell'interesse nazionale italiano, ribadisce la sua assoluta contrarietà ad ogni azione militare unilaterale, anche se viene giustificata con l'idea credibile delle ragioni umanitarie e anche se viene compiuta dai nostri storici alleati". Parole che oggi sembrano molto distanti.

VENEZUELA - BOMBARDAMENTO SU CARACASVENEZUELA - BOMBARDAMENTO SU CARACASVENEZUELA - BOMBARDAMENTO SU CARACAS

IL VIDEO CON CUI GIORGIA MELONI, NEL 2018, CHIEDEVA LA MESSA IN STATO D'ACCUSA DI SERGIO MATTARELLA GIORGIA MELONI CONTRO L INTERVENTO AMERICANO IN SIRIA NEL 2018

 

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