attacco usa a una nave cinese diretta in iran

TEHERAN UNA BRUTTA ARIA - GLI STATI UNITI ATTACCANO NELL’OCEANO INDIANO UNA NAVE PARTITA DALLA CINA E DIRETTA IN IRAN: L'AZIONE PER BLOCCARE UN POSSIBILE TRAFFICO DI ARMI – TRUMP, CHE RITIENE DI POTER AGIRE SENZA BADARE A REGOLE O AL DIRITTO INTERNAZIONALE, TIENE SOTTO PRESSIONE TEHERAN ALTERNANDO DIALOGO E MINACCIA DELL’USO DELLA FORZA. L’INTERCETTAMENTO DEL MERCANTILE IN ARRIVO DALLA CINA È UN TENTATIVO DI CONTRASTARE I PROGRAMMI DI RIARMO IRANIANI DOPO...

 

Guido Olimpio per corriere.it - Estratti

 

Un abbordaggio nell’Oceano Indiano per bloccare un possibile traffico di armi tra la Cina e l’Iran. A eseguirlo, come ha rivelato il Wall Street Journal, le forze speciali americane.

 

donald trump xi jinping

L’intelligence statunitense, secondo la ricostruzione, ha tracciato i movimenti di un cargo partito da uno scalo cinese con meta finale un porto iraniano. A bordo materiale dual use, ossia tecnologia suscettibile di impiego civile e militare. E quando la nave ha incrociato una rotta a sud dello Sri Lanka è scattato un blitz da parte di un team delle Special Forces, probabilmente appoggiate da unità dell’Us Navy. I militari, una volta sul cargo, hanno confiscato diverse componenti.

 

L’operazione, avvenuta il mese scorso ma emersa solo in queste ore, racchiude diversi aspetti. Gli Usa hanno adottato tattiche sempre più aggressive nei confronti degli avversari: è di pochi giorni fa il sequestro di una petroliera al largo del Venezuela, mossa legata alla campagna contro Maduro e i suoi alleati. La nave era parte di un’asse che unisce Caracas, gli iraniani e Cuba.

 

xi jinping Ali Khamenei

Washington, poi, tiene sotto pressione Teheran usando un doppio linguaggio: da un lato prospetta il dialogo, dall’altro minaccia l’uso della forza. L’intercettamento del cargo in arrivo dalla Cina è un tentativo di contrastare i programmi della Repubblica islamica. Dopo il breve conflitto in estate tra Israele e Iran i pasdaran hanno moltiplicato le iniziative per migliorare il loro arsenale missilistico ed acquisire nuovi sistemi.

 

È noto che i bombardamenti dell’Idf, insieme a quelli americani, hanno distrutto parzialmente alcuni siti dove si mettono a punto vettori a lungo raggio. E, secondo gli esperti, gli iraniani si sono rivolti a Pechino per ottenere i pezzi necessari a rimettere in moto la catena produttiva. Un passo quasi scontato vista la stretta collaborazione militare tra i due paesi.

 

Attacco Usa a una nave cinese diretta in Iran

A questo proposito erano già trapelate informazioni sull’invio in Iran da parte della Repubblica popolare di componenti chimiche indispensabili per il combustibile dei missili. Possibile che il mercantile intercettato il mese scorso sia parte della stessa filiera di rifornimento, un canale tenuto d’occhio dai servizi segreti e dalla coppia Usa-Israele.

 

(…)

 

Infine, un dato più generale. La Casa Bianca ritiene di poter agire come e quando crede, senza badare a regole o al diritto internazionale: lo dimostrano i ripetuti affondamenti di scafi nel Pacifico e nei Caraibi, battelli accusati di trasportare droga.

GLI STATI UNITI ATTACCANO NELL’OCEANO INDIANO UNA NAVE PARTITA DALLA CINA E DIRETTA IN IRAN

DONALD TRUMP E XI JINPINGxi jinping Ali Khamenei xi jinping la cina e l intelligenza artificiale

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...