piergiorgio morosini sea watch giorgia meloni mateto salvini

“IL VERDETTO SULLA SEA WATCH È TECNICO, NON POLITICO” – IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI PALERMO, PIERGIORGIO MOROSINI, REPLICA NEL MERITO AGLI ATTACCHI SCOMPOSTI DI MELONI E SALVINI, DOPO LA SENTENZA CHE HA CONDANNATO LO STATO A VERSARE 76 MILA EURO ALL'ONG TEDESCA: “L’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA HA TENUTO FERMA UNA NAVE NONOSTANTE IL SEQUESTRO FOSSE VENUTO MENO E HA LASCIATO SENZA RISPOSTA L’ONG CHE NE CHIEDEVA LA RESTITUZIONE” – E LANCIA UN MESSAGGIO AL GOVERNO, CHE STA ALZADO I TONI IN VISTA DEL REFERENDUM: “MI CHIEDO SE LE DICHIARAZIONI AGGRESSIVE AIUTINO I CITTADINI A COMPRENDERE IL MERITO DELLA QUESTIONE...”

Estratto dell’articolo di Lara Sirignano per il “Corriere della Sera”

 

PIERGIORGIO MOROSINI

Presidente Piergiorgio Morosini, dopo la sentenza del tribunale che lei presiede che ha condannato lo Stato a risarcire la Ong Sea Watch, ritenendo illegittimo il fermo di 5 mesi imposto a una nave, la premier Meloni ha parlato di un «premio a chi non rispetta la legge» e il leader della Lega Salvini ha definito la decisione «incredibile».

 

«Vorrei esprimermi innanzitutto sul tema centrale di questa sentenza che non riguarda alcuna valutazione di carattere politico, ma affronta questioni squisitamente tecniche. L’amministrazione pubblica ha tenuto ferma una nave nonostante il sequestro fosse venuto meno e ha lasciato senza risposta l’organizzazione che ne chiedeva la restituzione. La giudice del tribunale che presiedo ha ritenuto tale comportamento non conforme alla legge e di conseguenza ha stabilito il risarcimento [...]».

 

GIORGIA MELONI CONTRO I MAGISTRATI DOPO LA SENTENZA SUL RISARCIMENTO A SEA WATCH

Difendendo il lavoro della giudice, lei ha distinto tra il «sacrosanto diritto di critica del lavoro dei magistrati e la denigrazione». Qual è il confine?

«L’esercizio del diritto di critica si esprime evidenziando la contraddittorietà di passaggi della motivazione dei provvedimenti o segnalando la violazione di norme specifiche in essi richiamate. Non credo che etichettare il giudice come non imparziale solo sulla base di un dispositivo non gradito o magari neppure conosciuto sia esercizio del diritto di critica».

 

[...]

 

Alla magistratura viene attribuita la colpa della mancanza di sicurezza nel Paese, dell’immigrazione incontrollata, che, — si sostiene — la riforma Nordio potrebbe correggere.

«Ricordiamo innanzitutto che, ogni giorno, nel Paese vengono emessi centinaia di provvedimenti giudiziari che riguardano la sicurezza nelle città. Tornando alla sentenza di Palermo, mi pare che le reazioni siano figlie del clima di tensione che sta maturando con la campagna referendaria. Mi chiedo se le dichiarazioni aggressive aiutino i cittadini a comprendere il merito della questione».

 

il post di fratelli d italia per il si al referendum dopo la sentenza sulla sea watch

Lei è stato componente del Csm e si è espresso per il No al referendum, cosa non le piace della riforma?

«Non mi piace perché cambia la fisionomia dei rapporti tra politica e magistratura.

Non esistono formule magiche o scorciatoie istituzionali per recuperare credibilità quando sono in gioco ragioni etiche, ma dobbiamo ricordare che nel 2022 la magistratura, in collaborazione con avvocatura e mondo accademico, ha formulato proposte per introdurre anticorpi a certe degenerazioni e per questo è stata approvata la legge Cartabia che dà una nuova impronta al sistema elettorale del Csm, ai criteri di selezione per gli incarichi direttivi e semi-direttivi, agli illeciti disciplinari.

 

Questa legge è stata votata anche dalla Lega e da Forza Italia. Poi, senza neppure verificare l’impatto di quelle soluzioni, la riforma costituzionale Meloni-Nordio ha proposto una modifica che sta spaccando il Paese».

 

Lei lavora a Palermo dove i magistrati hanno pagato un prezzo altissimo per il loro impegno per la legalità. Dalla solidarietà si è passati ai test psicoattitudinali per le toghe. In questo evidente calo di popolarità ci sono responsabilità anche della magistratura?

 

sea watch 4 5

«Non sono mancate responsabilità all’interno della magistratura, ma vorrei ricordare che, anche in casi come quello dell’hotel Champagne, sono stati gli stessi magistrati a fare emergere le negatività di alcuni colleghi e che il nostro sistema di responsabilità disciplinare è riconosciuto a livello europeo come uno dei più rigorosi. L’affermazione secondo cui le toghe non pagano quando sbagliano è falsa».

PIERGIORGIO MOROSINI

 

giorgia meloni matteo salvini

 

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?