michele emiliano antonio decaro

IN PUGLIA SI APRE LA STAGIONE DEI "DUE PAPI", DECARO E EMILIANO: L’EX SINDACO DI BARI È GOVERNATORE MENTRE L’EX PRESIDENTE DELLA REGIONE (ED EX TOGA) SARÀ ASSESSORE. DUE PERSONAGGI AGLI ANTIPODI, RIFORMISTA DECARO E TRASFORMISTA MICHELONE, TANTO CHE NELLA SUA ULTIMA MAGGIORANZA AVEVA INFILATO DEM, GRILLINI E PURE POST FASCISTI. MA IL TANDEM DURA DA 20 ANNI TRA LITI, ACCUSE E PIZZINI (EMILIANO RACCONTO’ DI ESSERE ANDATO A CHIEDERE LA PROTEZIONE DI DECARO ALLA SORELLA DEL BOSS CAPRIATI MA VENNE POI SMENTITO IL GIORNO DOPO DALL’EX SINDACO) – INSIEME HANNO DISARTICOLATO IL CENTRODESTRA PUGLIESE E ORA I RIFORMISTI VORREBBERO DECARO AL POSTO DI SCHLEIN…

 

Claudio Bozza per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

antonio decaro - michele emiliano - foto lapresse

In Puglia si apre la stagione dei «due Papi». Perché il neo governatore Antonio Decaro, almeno per un po’, dovrà convivere con il suo predecessore Michele Emiliano, che verrà nominato assessore allo Sviluppo economico, per occuparsi delle crisi aziendali (Ilva su tutte) che già tanti grattacapi gli avevano creato nei suoi 10 anni alla guida della Regione. Insieme per forza, nonostante le tante scaramucce. 

 

Una cambiale politica che andava pagata. Perché Decaro, per candidarsi, durante la telenovela estiva del Campo largo aveva posto come condizione che l’ingombrante precedessore rinunciasse a correre per le preferenze da consigliere regionale semplice. 

 

schlein decaro boccia emiliano

È nata così la suggestione del «governatore emerito», tanto che, con un’iperbole, c’è chi azzarda il paragone con «la convivenza» tra Francesco e Benedetto XVI. Ma Bari non è certo il Vaticano e questo sarà un contratto rigorosamente «a tempo determinato». Infatti Emiliano (alias «Michelone») rimarrà assessore per poco più di un anno, visto che nel maggio 2027 si voterà per le Politiche e in cambio del suo passo indietro sarà candidato alla Camera. Una soluzione «win win» per il Pd, visto che Decaro ha incassato politicamente ciò che chiedeva e l’ex toga Emiliano, grazie a questo «ponte», ha evitato di dover rientrare in magistratura. 

 

DECARO EMILIANO

Ma come si è arrivati a questa pace, nonostante le bordate della scorsa estate? L’ingegnere e la toga sono due profili caratteriali e politici diversi: come il giorno e la notte. Riformista il primo e trasformista il secondo, tanto che nella sua ultima maggioranza aveva infilato dem, grillini e pure post fascisti. Decaro è uno alla De Bruyne, mezzala moderna e affidabile. Emiliano è invece un 10 sudamericano, alla Papu Gomez: genio e sregolatezza. 

 

 

 

(...)

Con Francesco Boccia da Bisceglie, capogruppo del Pd al Senato, costretto a fare da mediatore nella veste di «cugino saggio». 

Del resto, Decaro non si è mai dimenticato che la sua rapida ascesa iniziò nel 2004, quando l’allora sindaco di Bari Emiliano chiamò nella sua giunta l’allora sconosciuto ingegnere dell’Anas. Una lunga cavalcata, in tandem. Prima 10 anni da sindaco il primo, poi altrettanti il secondo.

 

michele emiliano e antonio decaro

Idem per la guida della Regione, con Decaro che ha appena iniziato, dopo essere «rimpatriato» da Bruxelles, dove nel 2024 era volato dopo aver incassato oltre mezzo milione di preferenze. Un’era politica, che ha visto «Michele & Antonio» artefici di una strategia, seppure applicata con metodi e stili diversi, per centrare un obiettivo comune: disarticolare il centrodestra, portando dalla propria parte molti (ex) avversari. E alla fine, combattendo un osso durissimo come l’attuale commissario Ue Raffaele Fitto, ci sono riusciti.

 

Lo dicono i numeri, in crescita progressiva: Emiliano è stato eletto due volte con circa il 47%, per arrivare infine al 64% di Decaro, che più compagni della corrente riformista vorrebbero contendesse la leadership del Pd a Elly Schlein. 

michele emiliano antonio decaro

 

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