francesco lo voi - beatrice pilloud

ITALIA E SVIZZERA SI FANNO LA "GUERRA" PER PROCURA - SI CONCLUDE CON UN NULLA DI FATTO L'INCONTRO, A BERNA, TRA LA PROCURATRICE GENERALE DEL CANTONE DEL VALLESE BÉATRICE PILLOUD E IL PROCURATORE DI ROMA FRANCESCO LO VOI - DOPO LA STRAGE DEL "CONSTELLATION", ROMA HA CHIESTO CHE VENISSE ISTITUITA UNA SQUADRA INVESTIGATIVA AL CUI INTERNO CI FOSSERO INQUIRENTI ITALIANI ED ELVETICI (VISTO CHE GLI SVIZZEROTTI SONNECCHIANO) MA CIÒ NON È STATO STABILITO NELLA RIUNIONE DI IERI - PER QUESTO, L'AMBASCIATORE ITALIANO, RICHIAMATO IN SEGNO DI PROTESTA DOPO LA SCARCERAZIONE DI JACQUES MORETTI, NON RIENTRERA' NELLA SEDE SVIZZERA...

Estratto dell'articolo di Giusi Fasano per il "Corriere della Sera"

 

FRANCESCO LO VOI - BEATRICE PILLOUD

Bene ma non benissimo. L’incontro di ieri a Berna, fra le Procure di Roma e Sion sulla strage al Constellation di Crans-Montana, si è chiuso con sorrisi e strette di mano fra la procuratrice generale del Cantone del Vallese Béatrice Pilloud e il procuratore di Roma Francesco Lo Voi.

 

Ma dietro i ringraziamenti, dietro le parole positive dell’una e dell’altro, di fatto si registrano — sì — passi avanti e soddisfazioni sul piano giuridico ma non altrettanti su quello politico, perché lo stallo diplomatico resta.

 

cyane panine con le bottiglie con le candele nel bar le constellation 1

L’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado — richiamato in Italia in segno di protesta dopo la scarcerazione del patron del Constellation Jacques Moretti — per ora non rientrerà nella sua sede svizzera. Perché, dicono fonti di governo, anche se una valutazione è ancora in corso, all’esito di questo incontro appare già evidente ci siano ancora nodi da sciogliere prima del via libera al suo rientro.

 

Il fatto è che, volendola vedere dal punto di vista italiano, la «cooperazione rafforzata» raggiunta ieri a Berna fra gli inquirenti italiani e quelli svizzeri basta a far dire al procuratore Lo Voi di essere «soddisfatto della collaborazione con i magistrati svizzeri», e basta a fargli annunciare che «abbiamo trovato modo per avere quel che ci serviva». Non basta però sul fronte politico. Perché non è soddisfatta la condizione chiave posta dalla premier Giorgia Meloni per il rientro in servizio dell’ambasciatore.

 

«Chiedo che sia costituita senza ritardo e senza ulteriori resistenze una squadra investigativa comune», aveva dichiarato la presidente del Consiglio aprendo la frattura diplomatica. Una squadra investigativa comune «che utilizzi la competenza e la professionalità degli appartenenti alle forze di polizia italiani», aveva aggiunto. E ieri, dopo sei ore di vertice fra i magistrati dei due Paesi, di quella squadra investigativa comune non si è vista traccia.

FRANCESCO LO VOI - BEATRICE PILLOUD

 

«Questo poi lo esamineremo, non è un argomento che abbiamo toccato oggi» ha confermato Lo Voi a chi gliene chiedeva conto. Una possibilità per arrivare alla «pace» diplomatica — che però al momento appare piuttosto remota — è compensare la mancanza della squadra investigativa comune con il significato che si vuole dare all’espressione «cooperazione rafforzata». [...]

 

I dettagli: «Gli inquirenti italiani potranno partecipare, a intervalli regolari e sin dai prossimi giorni, alle operazioni di assistenza giudiziaria in Svizzera, a partire dalla selezione del materiale probatorio già raccolto». E ancora: «L’assistenza giudiziaria lascia immutate le competenze e la sovranità per i procedimenti penali nei rispettivi Paesi.

 

cyane panine con le bottiglie con le candele nel bar le constellation 2

Sarà la Procura vallesana, che dirige il procedimento sul territorio svizzero, a decidere quali prove raccogliere e se coinvolgere gli inquirenti italiani nell’assunzione delle prove. Lo stesso vale, a parti invertite, per la Procura di Roma sul territorio italiano». Insomma. Parole per chiarire che ognuno è padrone a casa propria.

 

La procuratrice Pilloud — che sulla stampa locale proprio ieri lamentava di essere «costantemente e frontalmente attaccata da alcuni media» e di trovare «esagerato» il fatto di «avere i giornalisti sotto casa» — ha definito il vertice di ieri «molto costruttivo e piacevole». Il procuratore Lo Voi ha voluto chiarire che è stato «solo un primo passo», che lui, il pubblico ministero Stefano Opilio e l’aggiunto Giovanni Conzo (che ieri lo accompagnavano) potrebbero tornare presto in Svizzera per le indagini sul rogo al Constellation. [...]

BAR LE CONSTELLATION A CRANS MONTANAjacques morettiPORTA DI SERVIZIO BLOCCATA - LE CONSTELLATIONcyane panine con le bottiglie con le candele nel bar le constellation 4

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...