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L'AMBASCIATA RUSSA INSORGE PER LA CONTESTAZIONE PACIFICA AL CONVEGNO SULLA ‘’RUSSOFOBIA” TENUTO A NAPOLI DAI FILO-PUTINIANI ANGELO D'ORSI E ALESSANDRO DI BATTISTA, E DENUNCIA L"UCRAINIZZAZIONE DELLA POLITICA ITALIANA, VITTIMA DEI NAZISTI UCRAINI E DEI POLITICI ITALIANI IRRESPONSABILI CHE LI ASSECONDANO" - CALENDA: "VOI LI PAGATE E NOI LI CONTESTIAMO. FATEVENE UNA RAGIONE" - IL SOTTOSEGRETARIO FAZZOLARI RISPONDE ALLA DOMANDA DEL VICEPREMIER SALVINI (‘’QUALCUNO PENSA VERAMENTE CHE L'UCRAINA POSSA VINCERE LA GUERRA?”) E CONFERMA L’INVIO DI ARMI A KIEV PER LA DIFESA ANTI-AEREA: “LA RUSSIA VINCE SOLO NELLA PROPAGANDA…SUL CAMPO, HA SUBITO UNA SCONFITTA STORICA” – MASSI', FAZZO HA RAGIONE: L’INVASIONE RUSSA CHE DOVEVA RISOLVERSI IN UN SETTIMANA, DOPO QUASI 4 ANNI NON È RIUSCITA NEMMENO A CONQUISTARE TUTTA LA REGIONE DEL DONBASS…

 

RUSSIA, AMBASCIATA ATTACCA L'ITALIA: "POLITICA IMITA IL PEGGIO DELL'UCRAINA"

Articolo da www.adnkronos.com

 

CONTESTAZIONE A ALESSANDRO DI BATTISTA E ANGELO DORSI AL CONVEGNO RUSSOFILIA RUSSOFOBIA VERITA ALL'UNIVERSITA DI NAPOLI

L'ambasciata russa attacca l'Italia per il rischio di "ucrainizzazione della politica italiana e della vita pubblica in generale". La presa di posizione arriva dopo l'episodio avvenuto il 22 dicembre all'università Federico II di Napoli, dove è stata organizzata dalla sezione locale dell'Anpi conferenza 'Russofilia, russofobia, verità'.

 

Nella ricostruzione dell'ambasciata, che trova spazio anche sulla Tass, "gruppo di personalità pubbliche italiane" avrebbe subito "vessazioni". "Sebbene l'Ambasciata non abbia specificato i nomi dei partecipanti, l'evento ha suscitato un'ampia discussione sui social network locali", secondo la Tass.

 

Alla conferenza hanno partecipato il professor Angelo d'Orsi e l'ex deputato M5S Alessandro Di Battista: per la Tass, "sarebbero stati aggrediti da nazionalisti ucraini, coadiuvati da attivisti italiani, inclusi esponenti del partito +Europa". I video diffusi sui social mostrano la presenza di persone all'evento, intenzionate a porre domande sulla situazione in Ucraina. All'esterno della sala, si intravedono scene di tensione.

 

Calenda: "Buffoni si lagnano per contestazione pacifica"

carlo calenda atreju 2025

"Questi buffoni dell’Ambasciata russa, rappresentanti di un regime fascista, imperialista e assassino, si lagnano per la contestazione pacifica fatta ad un gruppo di loro accoliti riuniti dall’Associazione Nazionale Pro Imperialisti (ANPI), da parte di militanti di Azione e di Matteo Hallissey", scrive Carlo Calenda, leader di Azione, su X. "Voi li pagate e noi li contestiamo. Fatevene una ragione".

 

CONTESTAZIONE A ALESSANDRO DI BATTISTA E ANGELO DORSI AL CONVEGNO RUSSOFILIA RUSSOFOBIA VERITA ALL'UNIVERSITA DI NAPOLI

"'Un inquietante episodio di vessazioni': così l'ambasciata russa in Italia descrive il flash mob a cui ho partecipato alla Federico II a Napoli, organizzato da studenti, comunità ucraina e attivisti di Ora!, +Europa, Radicali, Azione e Liberi Oltre", scrive Matteo Hallissey, presidente di +Europa e dei radicali.

 

"Dopo aver atteso la fine degli interventi di Di Battista e D’Orsi, avevo tentato di porre al professor D’Orsi una semplicissima domanda, alla quale peraltro ancora non ha risposto: cosa ci faceva due mesi fa a Mosca ad applaudire Putin alla cerimonia per i 20 anni di Russia Today.

 

Per Mosca, questo episodio non sarebbe altro che il sintomo della pericolosissima 'ucrainizzazione' del nostro Paese che, un invio di aiuti dopo l’altro, starebbe finendo per assomigliare sempre di più a Kyiv. Purtroppo non vedo in Italia dilagare il desiderio di libertà e di democrazia che anima la resistenza del popolo ucraino", prosegue.

 

"Vedo semmai il fastidio di qualche nostalgico per le domande alle quali non si vorrebbe dover rispondere e che arriva addirittura ad aggredire chi le pone. Un fastidio che mi ricorda molto l’atteggiamento di un certo Paese. E non è l'Ucraina", conclude Hallissey.

 

Il post dell'ambasciata

CONTESTAZIONE A ALESSANDRO DI BATTISTA E ANGELO DORSI AL CONVEGNO RUSSOFILIA RUSSOFOBIA VERITA ALL'UNIVERSITA DI NAPOLI

Nel post pubblicato su Facebook, l'ambasciata russa esprime preoccupazione per il fenomeno di 'ucrainizzazione' e punta il dito contro esponenti politici italiani ritenuti irresponsabili per aver tollerato tali condotte.

 

"Da parte russa, è sempre stato detto che un appoggio incondizionato ai sostenitori del regime neonazista e terrorista di Kiev implicasse che all'Italia venissero trasferiti i peggiori rituali e comportamenti che vigono in Ucraina dal 2014: crudeltà, radicalismo, intolleranza, nazionalismo primordiale, repressione del dissenso, xenofobia, et similia", si legge nel post.

 

"Tutto ciò - col tacito consenso e, di fatto, con la complicità delle autorità - sta inevitabilmente portando all''ucrainizzazione' della politica italiana e della vita pubblica in generale. L'episodio di Napoli lo ha dimostrato in modo particolarmente lampante. E non è la prima volta, ahi noi, nell’ultimo periodo".

 

Nel post, si fa riferimento anche ai presunti auguri di morte che il presidente ucraino avrebbe indirizzato a Vladimir Putin nel suo messaggio di Natale: "E gli auguri di morte inclusi nel messaggio natalizio del Presidente della giunta criminale e corrotta di Kiev sono un monito eloquente su ciò a cui può portare l’'ucrainizzazione'. Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai cittadini italiani che sono oggi vittime dei nazisti ucraini e dei politici italiani irresponsabili che li assecondano", conclude l'ambasciata.

 

alessandro di battista contestato a napoli

Nel suo resoconto, in relazione all'episodio di Napoli, la Tass denuncia "l'organizzazione di un vero e proprio agguato... Diverse decine di individui, definiti 'ascoltatori', si sarebbero rivelati nazionalisti ucraini, indossando magliette di sostegno all'Ucraina.

 

Il professore e gli organizzatori della lezione, promossa dalla sezione locale dell'Associazione Nazionale Partigiani Italiani, sarebbero stati oggetto di insulti. L'Ambasciata russa ha ribadito la propria piena solidarietà agli italiani che sarebbero stati vittime di tali azioni, attribuite a nazionalisti ucraini e a politici italiani ritenuti negligenti nel loro dovere di prevenzione".

 

"Sia il professor d'Orsi che Alessandro Di Battista sono figure pubbliche di rilievo. Essi, unitamente a numerose altre personalità nel campo diplomatico, culturale e politologico, sostengono la tesi di una 'guerra per procura' condotta dall'Occidente contro la Russia attraverso l'Ucraina.

 

Tali personalità si oppongono alla russofobia imposta e alla linea politica ufficiale dei governi italiano ed europeo. Alessandro Di Battista ha recentemente pubblicato un e-book dal titolo "La Russia non è il mio nemico", conclude l'agenzia.

 

FAZZOLARI, IL PIÙ FILO-UCRAINO DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, TIENE LA BARRA DRITTA: INVIO DI ARMI ALL’UCRAINA

Articolo di Francesco Malfetano per “la Stampa” - Estratti

 

giorgia meloni volodymyr zelensky giovanbattista fazzolari a kiev

La pioggia cade fitta su Roma e accompagna il passo veloce di Giovanbattista Fazzolari lungo il tragitto che da Palazzo Madama, dove ha appena votato a favore della manovra, porta al suo ufficio di Palazzo Chigi.

 

È una di quelle conversazioni che nascono camminando, senza grosse ritualità, e si condensano attorno a pochi punti cardine. Uno su tutti: l’Ucraina.

 

Se non è in discussione il sostegno garantito a Kiev dall’esecutivo, è un fatto lo slittamento dell’approvazione del nuovo decreto che autorizza l’invio di armi per tutto il prossimo anno all’ultima data utile del 2025. 

 

Così come lo sono le simpatie manifestate dal Cremlino per certe dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini. Chiederne conto a quello che è probabilmente il più filo-ucraino tra i componenti dell’esecutivo pare, però, quasi lesa maestà.

 

MATTEO SALVINI CON MAGLIETTA DI PUTIN AL PARLAMENTO EUROPEO

«L’unica guerra che Mosca sta vincendo - osserva dopo un lungo j’accuse contro la stampa a suo dire poco interessata alla geopolitica - è quella della disinformazione». Sul campo, è la tesi del braccio destro di Giorgia Meloni, la Russia ha subito «una sconfitta storica» e non si riprenderà mai, ridimensionata rispetto allo status di superpotenza che poteva ancora vantare nel 2022. 

 

Il vero problema sarebbe quindi una parte del racconto occidentale. Quella che tiene conto dei distinguo e delle fibrillazioni di chi legge spartiti diversi prima di accordarsi suo malgrado alla stessa musica. Per Fazzolari concentrarsi sui presunti filorussi e sulle accuse di ambiguità, alimenta invece la narrativa secondo cui il governo italiano traballa sul sostegno all’Ucraina.

 

GIOVANBATTISTA FAZZOLARI AL SENATO - FOTO LAPRESSE

Una narrativa che, però, trova praterie tra certe dichiarazioni leghiste. Come quelle che avrebbero voluto un «cambio di passo» nel nuovo decreto perché – ha detto Salvini - «Qualcuno pensa veramente che l'Ucraina possa vincere la guerra?». 

 

[...]  il sottosegretario non fatica a definire «un miracolo politico» il prestito da 90 miliardi varato dal Consiglio Ue.

 

Un’operazione che, per Fazzolari, porta la firma di Meloni, capace di riuscire in qualcosa che fino a poco tempo prima sembrava impossibile. Il punto decisivo è stato il fattore tempo: legare gli aiuti solo agli asset russi congelati «avrebbe significato rendere disponibili le risorse non prima del settembre 2026». 

 

MATTEO SALVINOV - MEME

La scelta politica, invece, è stata quella di assicurare un sostegno immediato: «Una vittoria enorme», ripete. Sui sampietrini lucidi la conversazione scivola ancora sulle polemiche interne alla maggioranza.

 

Fazzolari prova a liquidarle come rumore di fondo. Poi però, premuto il berretto quasi fradicio sulla testa, parlando con La Stampa rivendica: le richieste di chiarire che l’aiuto italiano è rivolto soprattutto ai civili non cambiano la sostanza, perché «è quello che l’Italia ha sempre fatto». 

 

Il decreto Ucraina, spiega, seguirà lo schema degli anni precedenti per le forniture: difesa antiaerea, strumenti a tutela delle infrastrutture strategiche, in particolare quelle energetiche.

 

volodymyr zelensky e giorgia meloni a berlino

Nessuna sorpresa, nessuna svolta improvvisa. «Non ce ne sono mai state», osserva, quasi a voler chiudere un capitolo che però, per dirsi chiuso, ha bisogno di attendere il cdm del 29 dicembre. 

 

Alle domande sulla possibilità che il testo contenga anche un riferimento esplicito allo stop degli invii qualora il piano di pace di Donald Trump centri nel segno (come richiesto dalla Lega), Fazzolari replica con sdegno. Nessun caso. [...]

 

Per il sottosegretario non è uno scandalo perché a suo giudizio non esistono «veri piani alternativi» a quello americano. Il presunto piano Ue, di cui si è discusso per settimane, in realtà non è mai stato tale: solo un tentativo di apportare modifiche alla proposta statunitense. «Quando ci sarà un piano diverso», dice, «l’Italia ragionerà anche su quello».

 

GIOVANBATTISTA FAZZOLARI AL SENATO - FOTO LAPRESSE

Il decreto, intanto, sarebbe «già scritto» senza che neppure le richieste di via Bellerio per una riduzione a tre mesi siano state accolte: «La durata prevista è di almeno un anno» conclude prima di svanire dietro la porta di Palazzo Chigi. Un po’ come i distinguo leghisti.

matteo hallissey contesta di battista e dorsi a napoli matteo hallissey contesta di battista e dorsi a napoli 1matteo hallissey contesta di battista e dorsi a napoli

 

volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresseLA PREVALENZA DEL CREMLINO - VIGNETTA DI ELLEKAPPA

 

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