xi jinping vladimir putin ali khamenei

L’ATTACCO AMERICANO E ISRAELIANO ALL’IRAN METTE A NUDO LA DEBOLEZZA DI PUTIN, GRAN PROTETTORE DELL’IRAN: COME ACCADUTO CON L’ARRESTO DI MADURO, ANCHE STAVOLTA MOSCA DEVE FARE PIPPA E LIMITARSI A BIASIMARE “L’AGGRESSIONE ARMATA” – LA CINA INVECE NE APPROFITTA: È VERO CHE NEL 2025 PECHINO HA ACQUISTATO A PREZZI SCONTATI PIÙ DELL’80% DI TUTTO IL PETROLIO ESPORTATO PER NAVE DALL’IRAN, CONTRIBUENDO ALLA SUA SOPRAVVIVENZA DEL REGIME (E CHE DA MESI NEGOZIAVA UN ACCORDO, MAI FINALIZZATO, PER VENDERE A TEHERAN SISTEMI D’ARMA COME I MISSILI SUPERSONICI CM-302) - MA PECHINO NON VUOLE CHE L’IRAN ABBIA ARMI NUCLEARI: TEME CHE CIÒ POSSA INCORAGGIARE ANCHE I SUOI RIVALI REGIONALI, COME GIAPPONE E COREA DEL SUD, A FARE ALTRETTANTO - INOLTRE, I CINESI GODONO DELLE PRESSIONI AMERICANE: RENDONO TEHERAN SEMPRE PIÙ DIPENDENTE DA PECHINO SUL PIANO DIPLOMATICO, ECONOMICO E TECNOLOGICO…

Estratto dell’articolo di Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”

 

vladimir putin ali khamenei

I leader del mondo reagiscono con cautela agli attacchi di Usa e Israele contro l’Iran […] Torna a funzionare l’E3, il trio Germania-Francia-Regno Unito con un comunicato congiunto firmato da Friedrich Merz, Emmanuel Macron e Keir Starmer, che non commenta l’azione decisa da Trump e Netanyahu ma condanna «gli attacchi iraniani sui Paesi della regione» e chiede «la ripresa delle trattative» […]

 

Ma l’attenzione ieri era concentrata su Russia e Cina, i due alleati di Teheran, che ancora una volta non sono andati oltre le proteste verbali, mostrando l’impossibilità (o la scarsa volontà) in questa fase di sostenere concretamente il regime sciita.

 

xi jinping Ali Khamenei

A Mosca, il ministero degli Esteri ha definito gli attacchi israeliani-americani «un atto premeditato e non provocato di aggressione armata a un membro sovrano e indipendente delle Nazioni Unite», accusando Washington e Tel Aviv di nascondersi dietro le preoccupazioni per il programma nucleare, per perseguire in realtà la caduta del regime: «Usa e Israele si sono di nuovo imbarcati in una pericolosa avventura , che sta rapidamente portando la regione vicina a una catastrofe umanitaria, economica e possibilmente radioattiva».

 

vladimir putin ali khamenei

Il capo della diplomazia russa, Sergeij Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con il premier del Qatar, Mohammed Al-Thani, nel quale entrambi hanno concordato sulla «necessità di un rapido ritorno al processo politico-diplomatico, al fine di risolvere tutti i problemi tra Stati Uniti, Israele e Iran sulla base dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari».

 

Più misurata invece la reazione della Cina. Il governo di Pechino si è detto «altamente preoccupato» dopo gli attacchi di Usa e Israele e ha chiesto un’immediata cessazione delle azioni militari, con il ritorno al tavolo negoziale. «La sovranità, la sicurezza e l’integrità territoriale dell’Iran devono essere rispettate», ha dichiarato il ministero degli Esteri. La particolare cautela cinese contraddice la vulgata che l’influenza del Dragone in Medio Oriente sia in crescita.

 

xi jinping Ali Khamenei

In realtà è almeno dal 7 ottobre 2023, giorno della strage di Hamas poi sfociata nella guerra di Israele contro Gaza, che la Cina ha preso un posto di terza fila nella regione, limitandosi a criticare Israele per il massacro dei palestinesi o gli americani durante la guerra dei 12 giorni, cioè gli attacchi all’Iran del 2025, senza però dare alcun sostegno concreto agli ayatollah. È vero che la Cina nel 2025 ha acquistato a prezzi scontati più dell’80% di tutto il petrolio esportato per nave dall’Iran, contribuendo alla sua sopravvivenza economica.

 

E che da mesi negoziava un accordo per vendere a Teheran sistemi d’arma come i missili supersonici CM-302, difficili da intercettare e con 300 chilometri di raggio, in grado di affondare una portaerei. Ma l’accordo non è mai andato in porto. In realtà […] Pechino non vuole affatto che l’Iran si doti dell’arma nucleare poiché teme che ciò possa incoraggiare anche i suoi rivali regionali, dal Giappone alla Corea del Sud, a fare altrettanto. Inoltre, i dirigenti cinesi, se da un lato criticano l’azione militare, in realtà approfittano delle pressioni americane, che rendono Teheran sempre più dipendente dalla Cina sul piano diplomatico, economico e tecnologico.

vladimir putin ali khamenei

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...