“DA TEMPO, NELLA SOCIETÀ ITALIANA LA SENSIBILITÀ PER I DIRITTI È MOLTO CRESCIUTA, SENZA CHE PERÒ SI SIA SVILUPPATA UNA CORRISPONDENTE ATTENZIONE AI DOVERI…” – L’EX SENATORE LUIGI ZANDA FA LA SUA DIAGNOSI AL DECLINO ITALIANO: “LA CRISI DEL SENSO DEL DOVERE È UN PUNTO NON TEORICO, MA FATTUALE. LO SI PUÒ VEDERE PARTENDO DA TRE PILASTRI DEL NOSTRO ORDINAMENTO, NEI QUALI IL RAPPORTO TRA DIRITTI E DOVERI È PRINCIPIO COSTITUTIVO: IL DOVERE DI SOLIDARIETÀ, IL DOVERE DI DIFENDERE LA PATRIA, IL DOVERE DI PAGARE LE TASSE. NEL 1977, ALDO MORO, INTERVENENDO AL CONGRESSO DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA E PARLANDO DI NOI ITALIANI, DISSE ‘QUESTO PAESE NON SI SALVERÀ, LA STAGIONE DEI DIRITTI E DELLE LIBERTÀ SI RIVELERÀ EFFIMERA, SE IN ITALIA NON NASCERÀ UN NUOVO SENSO DEL DOVERE’…”

luigi zanda foto di bacco

Estratto dell’articolo d Luigi Zanda per il “Sole 24 Ore”

 

Il declino italiano viene da lontano. Alcune cause, come il debito o il PIL, possono perfino essere misurate. Altre, come la crisi della classe dirigente o il deterioramento del sistema politico, sono più difficili da contabilizzare, ma non meno importanti.

 

L’andamento dei consumi e la crisi del senso del dovere non hanno rapporti diretti. Ma sarebbe difficile sostenere che non abbiano avuto influenza sul declino.

 

Giorgia Meloni GIancarlo Giorgetti

La parte misurabile è ben descritta nel recente lavoro di due studiosi, Guido Ascari e Riccardo Trezzi, che analizzano gli aspetti demografici, la produttività, il capitale umano, la spesa pubblica. Ricordano anche come negli ultimi 6 anni sia stato somministrato all’economia italiana lo straordinario ricostituente di 466 miliardi di euro tra PNRR e vari bonus edilizi senza che lo sviluppo del Paese ne abbia tratto benefici superiori allo zerovirgola.

 

A questa “fotografia di un declino”, vanno aggiunti gli elementi, meno misurabili e fotografabili, ma certamente corresponsabili della crisi italiana. A cominciare dalla crisi del senso del dovere, che comprende tante cose, come la responsabilità sociale, il senso civico, la poca voglia di crescere, l’assenza del desiderio di innovare.

 

Costituzione della Repubblica italiana2

Da tempo, nella società italiana la sensibilità per i diritti è molto cresciuta, senza che però si sia sviluppata una corrispondente attenzione ai doveri. Ma una società nella quale ai diritti non corrispondono doveri facilmente tende a disgregarsi. Alla fine, la democrazia muore.

 

Nella sua prima parte, la Costituzione italiana ha disegnato una società che, proprio in quanto fondata sull’equilibrio dei diritti e dei doveri, vuole essere l’esatto contrario di quella fascista, dove i diritti non c’erano e i doveri stavano tutti nel “credere, obbedire e combattere”.

 

costituzione italiana

Negli ultimi lustri, nei suoi comportamenti e nei suoi umori, una parte della società italiana ha mostrato più interesse a rivendicare diritti che adempiere ai doveri. […] La crisi del senso del dovere è un punto non teorico, ma fattuale del declino italiano.

 

Lo si può vedere partendo da tre pilastri del nostro ordinamento, nei quali il rapporto tra diritti e doveri è principio costitutivo: il dovere di solidarietà, il dovere di difendere la Patria, il dovere di pagare le tasse.

 

L’art. 2 è uno degli articoli della Costituzione italiana più belli e più ricchi di significato […] Pone in capo alla Repubblica il compito di riconoscere e garantire i diritti e di richiedere “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. È una disposizione illuminante, non un concetto astratto […]

 

Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti

Sul significato da dare al dovere inderogabile di solidarietà politica, c’è un punto che richiama l’attualità.

 

Pensiamo di poter escludere che i Padri Costituenti avessero in mente una democrazia nella quale al posto della solidarietà politica ed anche del semplice confronto, venisse applicato il muro contro muro, il rifiuto di qualsiasi serio rapporto tra maggioranza e opposizione. Come in Italia accade, ormai, da diversi lustri.

 

Per l’art. 52 della Costituzione la difesa della Patria è un dovere dei cittadini, anzi più di un dovere, un “sacro dovere”. È singolare quante poche tracce si trovino nel dibattito pubblico sul “come”, con quali uomini, con quali forze armate, con quali sistemi di arma, debba essere attuato il “sacro” dovere di difesa della Patria. All’apparenza, è come se si avesse paura di affrontare l’argomento […]

SOLDATI ITALIANI

 

Il punto è politico. La Costituzione da un lato vieta le guerre di aggressione, da un altro lato impone di difendere al patria. […] Nella capacità di tenere insieme il diritto alla pace e il dovere alla difesa sta la differenza tra i “pacifisti” e i “costruttori di pace”.

 

Per la Costituzione italiana pagare le tasse è un dovere primario dei cittadini. Ma se abbiamo un’evasione di 100 miliardi di euro all’anno, vuol dire che gli italiani che non considerano le tasse un loro dovere sono tanti, tantissimi. Ma molti di loro sono gli stessi che scendono in piazza per chiedere quei servizi pubblici che sarebbero possibili solo se tutti pagassero le tasse.

F24 PAGAMENTO DELLE TASSE

 

La montagna di imposte non pagate non è solo una questione di efficienza nella lotta all’evasione. Riguarda anche la tenuta morale della società, l’indifferenza con cui troppi italiani, anche tra chi paga le tasse, fingono di non vedere le mille forme della piccola o grande evasione con le quali conviviamo quotidianamente. È l’adempimento dei doveri a rendere concretamente esercitabili i diritti.

 

Nel senso che senza il contributo fiscale dei cittadini, lo Stato potrebbe garantire ben pochi di quei diritti sociali e civili senza i quali la nostra vita cambierebbe molto, in peggio.

aldo moro

[…] Il diritto di protestare quando le tasse sono troppo alte, è intoccabile, ma il dovere di pagarle sino all’ultimo euro è uno dei fondamenti della democrazia.

 

Nel 1977, Aldo Moro, intervenendo al Congresso della Democrazia Cristiana e parlando di noi italiani, disse «questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere». Basterebbe questa frase per collocare Moro tra i più acuti pensatori politici della Repubblica […]

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA... 

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…