don backy mogol

"L'IMMENSITÀ È MIA, MOGOL SOSTITUÌ TRE PAROLE" – NON CI SONO SOLO I GUAI PER IL PASSAGGIO IN ELICOTTERO PER IL POETA DELLA CANZONE, L’ 86ENNE DON BACKY RIVENDICA LA PRIMOGENITURA DEL PEZZO E RIAPRE UNA FERITA MAI RIMARGINATA: "CHE A SANREMO NON MI SI CITI NEANCHE DI SGUINCIO, NEMMENO COME CO-AUTORE, USANDO PERALTRO QUALCHE SECONDO DELLA MIA IMMAGINE, DEL MOMENTO IN CUI LA CANTAI, NON MI È PARSO NÉ GIUSTO, NÉ ELEGANTE".

 

Paolo Martini per adnkronos.com

 

Leggenda contro leggenda, monumento contro monumento della canzone italiana. A 86 anni Don Backy torna a rivendicare la paternità di "L'immensità" e lo fa nel momento più simbolico possibile: all'indomani della celebrazione di Mogol al Festival di Sanremo, dove giovedì 26 febbraio il celebre paroliere ha ricevuto il premio alla carriera.

don backy

 

E "L'immensità" è stata citata come opera di Mogol, prossimo ai 90 anni. Il cantautore toscano ha rotto oggi il silenzio con una lettera pubblica per riaffermare quella che definisce la sua primogenitura sul brano simbolo del 1967. Una presa di posizione netta, che riporta sotto i riflettori una questione mai del tutto sopita e riaccende il confronto tra due protagonisti assoluti della nostra storia musicale. Con il contributo di Mogol al testo da anni oggetto di discussione.

 

"In relazione a quanto osservato sul palco del Festival di Sanremo, in occasione del Premio alla Carriera conferito a Mogol, ritengo doveroso precisare pubblicamente - scrive Don Backy - la mia posizione sulla paternità del testo de 'L'immensità', da me scritto (insieme alla musica) nell'ottobre 1966 e di cui conservo documentazione autografa originale, al quale il sig.

 

Mogol sostituì ben 3 parole 3, 'Una Farfalla Volerà' al posto di ciò che avevo già scritto, ovvero: 'Ed in quel fiore troverai felicità'. Da quel momento, il sig. Mogol è diventato con-titolare del testo, percependo il 2/24mi. Che non mi si citi neanche di sguincio, nemmeno come co-autore, usando peraltro qualche secondo della mia immagine, del momento in cui la cantai, non mi è parso né giusto, né elegante". Parole che pesano come un macigno su una delle canzoni più amate della musica leggera italiana.

 

mogol

 

"L'immensità" fu presentata al Festival di Sanremo dal 26 al 28 gennaio 1967 in doppia esecuzione da Don Backy e Johnny Dorelli. Si classificò nona, ma il piazzamento non impedì al brano di diventare, nel giro di poche settimane, un successo travolgente, fino a trasformarsi in uno dei più incisi e venduti della storia della canzone italiana. L'idea nacque, secondo il racconto dello stesso Don Backy, in una giornata grigia e piovosa. Strade vuote, un senso di disagio, poi il ritorno a casa e l'urgenza di scrivere. Il testo prese forma in pochi minuti.

 

Successivamente Detto Mariano contribuì a rifinire la parte musicale e ad arricchire l'arrangiamento. Il risultato fu una ballata sulla solitudine e sulla speranza, attraversata da versi rimasti nella memoria collettiva: "Per ogni goccia che cadrà / Un nuovo fiore nascerà". Il protagonista è solo, ma non sconfitto. Nell'immensità del mondo, qualcuno lo pensa, qualcuno lo aspetta. Una fiducia ostinata nell'esistenza di un legame invisibile.

don backy adriano celentanodon backy don backy 5 don backy toto adriano celentano don backy 3don backy 2don backy l immensita

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO