paesi del golfo guerra iran arabia saudita emirati arabi bin salman mohammed bin zayed mojtaba khamenei emirati emiri

CHE MI VENGA UN GOLFO! – DALL’INIZIO DELLA GUERRA, I PASDARAN HANNO COLPITO I REGNI DEL GOLFO CON 5.600 TRA DRONI-KAMIKAZE E MISSILI – L’IRAN È RIUSCITO A SPACCARE IL FRONTE DEGLI EMIRI: ARABIA SAUDITA ED EMIRATI SPINGONO PER CONTINUARE IL CONFLITTO E ANNIENTARE IL REGIME DEGLI AYATOLLAH. OMAN E QATAR VOGLIONO RAGGIUNGERE SUBITO LA PACE – IL NODO È IL CONTROLLO DEL TRAFFICO A HORMUZ, CON TEHERAN CHE PUNTA A DETTARE AI VICINI LE CONDIZIONI PER IL COMMERCIO NELLO STRETTO…

Estratto dell’articolo di Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

stretto di hormuz e guerra nel golfo

Guerra o pace. Le monarchie sunnite sono ad un bivio, divise su cosa fare. Mentre l’Iran sa bene come agire, come rivelano i numeri degli strike: dall’inizio della crisi i pasdaran hanno tirato contro i regni del Golfo e la Giordania oltre 5.609 «proiettili», di cui 4.422 droni-kamikaze e 1.187 missili.

 

Il bilancio, che sarà superato tra qualche ora da nuovi colpi, rivela la strategia d’attrito attuata da Teheran nei confronti dei vicini, anche quelli con cui ha avuto buoni rapporti. Li punisce perché ospitano le basi americane, sfrutta il momento per condizionare il traffico ad Hormuz, punta a definire un nuovo «sistema» regionale dove la Repubblica islamica ha il ruolo predominante grazie all’arsenale e alla geografia.

 

MOHAMMED BIN SALMAN DONALD TRUMP

Gli emiri hanno assunto atteggiamenti diversi. L’Arabia Saudita, che aveva assicurato che il suo spazio aereo era precluso per un eventuale assalto Usa, ha permesso l’uso delle installazioni da parte statunitense.

 

E successivamente ha minacciato di partecipare alle operazioni offensive, linea ancora più accentuata — secondo indiscrezioni difficili da verificare — su una presunta richiesta del principe Bin Salman a Donald Trump: Epic Fury deve andare avanti.

 

Per neutralizzare il regime dei mullah oppure indebolirlo a un punto tale che non sia in grado di dettare condizioni. Altrettanto decisa la visione degli Emirati. […]

 

donald trump tahnoon bin zayed al nahyan

Anwar Gargash, consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed, ha accusato l’Iran di aver ingannato i suoi vicini, dunque è diventato una minaccia da sventare. In sintesi: i due Paesi temono che una eventuale tregua favorisca gli ayatollah, ancora più convinti dopo aver tenuto testa all’asse Israele-Stati Uniti.

 

[…+

 

Inoltre, c’è il rischio che vengano presi di mira dagli Houthi yemeniti, un fronte che si è rivelato temibile in passato. La linea dura è appoggiata anche dal Bahrein, Paese con tre problemi: la popolazione a maggioranza sciita, l’esposizione intensa ai bombardamenti, la paura di sommovimenti interni.

 

GUERRA ALL IRAN - LA SFIDA NEL GOLFO

Sono tra il prudente e il contrario all’opzione bellicista l’Oman, il Qatar e il Kuwait. Domenica il governo di Muscat ha diffuso un comunicato particolare: stiamo indagando per capire chi sia il responsabile degli attacchi sul porto di Salalah.

 

Precisazione che sembra prendere per buona la smentita di Teheran su un suo raid malgrado i Guardiani abbiano sostenuto di aver preso di mira una nave appoggio statunitense in acque non lontane dal Sultanato.

 

stretto di hormuz

I distinguo rappresentano l’indizio di una scelta tradizionalmente impostata sul dialogo per evitare un conflitto che non è l’interesse dell’Oman. I qatarini, già vittime delle ritorsioni iraniane nei precedenti scontri, sono in una morsa: ospitano uno snodo formidabile del Pentagono, godono di rapporti privilegiati con Washington ma questo non ha evitato conseguenze di lungo termine. […]

tahnoon bin zayed al nahyan donald trump nave cargo - stretto di hormuzdonald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 8

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...