meloni salvini netanyahu trump

LA “SPECIAL RELATIONSHIP” DI GIORGIA MELONI CON TRUMP È SOLO NELLA COFANA BIONDA DELLA DUCETTA: L’ITALIA NON ERA STATA AVVERTITA DELL’ATTACCO IN IRAN (COME INVECE È SUCCESSO CON ALTRI STATI, COME GERMANIA, FRANCIA, REGNO UNITO E POLONIA), ED È STATA ESCLUSA ALLA CALL DEL GRUPPO E3 (LONDRA-PARIGI-BERLINO) - SALVINI, “PACIFISTA” A GIORNI ALTERNI: ROMPE I CABASISI SULL’INVIO DI ARMI IN UCRAINA PERCHÉ TEME UN’ESCALATION, MA FESTEGGIA PER I BOMBARDAMENTI DI USA E ISRAELE SU TEHERAN: “CHI È INTERVENUTO HA FATTO BENE. PER ME È SEMPRE MEGLIO L’ARTE DELLA DIPLOMAZIA, MA CON CERTA GENTE IL CONVINCIMENTO DEVE ESSERE ACCOMPAGNATO DA ALTRO”

SALVINI 'CHI È INTERVENUTO IN IRAN HA FATTO BENE'

SALVINI CON LA MAGLIA DI PUTIN

(ANSA) - "Fatto salvo che he noi preferiamo sempre la via diplomatica, però se un regime sanguinario islamico prepara la bomba atomica e vuole cancellare i Paesi occidentali dalla faccia della terra, chi è intervenuto ha fatto bene".

 

Lo ha detto Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, parlandone a Firenze coi giornalisti davanti a un gazebo del Carroccio per promuovere il Sì al referendum sulla giustizia.

 

"Poi se uno mi chiede, io rispondo che per me è sempre meglio l'arte della diplomazia e del convincimento - ha concluso - Con certa gente probabilmente il convincimento deve essere accompagnato da altro, ecco".

 

A una domanda sull'esistenza di prove o meno delle armi nucleari e di distruzione di massa in possesso dell'Iran, Salvini a Firenze ha risposto: "Diciamo che decine di migliaia di giovani iraniani massacrati, stuprati, arrestati trucidati e la volontà, dichiarata, di cancellare dalla cartina geografica del mondo dei Paesi occidentali ci sono".      Inoltre, "le immagini di festa di giovani iraniani in Iran e in tante città del mondo, come accadde per la deposizione del dittatore venezuelano ci sono".

 

LINEA EQUILIBRISTA "ALLENTARE LE TENSIONI" CENTO PERSONE DA EVACUARE

Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP

 

Non dissociarsi dai raid di Trump (e Netanyahu). Senza però intrupparsi nel gruppo dei favorevoli al blitz. Col rischio di apparire bellicisti, anche davanti all'opinione pubblica. È il crinale dei ragionamenti che attraversano il governo di Giorgia Meloni nel giorno in cui le forze di Usa e Israele colpiscono l'Iran e freddano Khamenei nel suo compound a Teheran.

 

Con una sensazione che Meloni recepisce dalle telefonate con i leader del Golfo, tutta da avvalorare nelle prossime ore: l'operazione militare di Washington e Tel Aviv potrebbe forse stabilizzare l'area, più che trasformarla in una polveriera. Un auspicio più che una realtà, al momento.

 

La premier non viene pre-avvisata da Washington, come si lascia sfuggire in mattinata Matteo Salvini. Anche nelle ore successive non sente né Donald Trump né Benjamin Netanyahu. Viene avvertita invece dall'Aise, i nostri servizi segreti per l'estero, a bombardamenti iniziati. Dalle prime ore del mattino l'urgenza, per l'esecutivo, è garantire la sicurezza dei nostri connazionali in Iran e negli altri paesi della regione. Oltre 58mila nel complesso.

 

[...]

 

iran il complesso residenziale dove era nascosto ali khamenei

In una nota serale di Palazzo Chigi, Meloni invita alla de-escalation.

Sostiene «un allentamento delle tensioni». Si augura «una soluzione a favore della stabilità della regione», rinnovando «la sua vicinanza alla popolazione civile iraniana che, con coraggio, ha chiesto il rispetto dei suoi diritti civili e politici, subendo una repressione violenta e ingiustificabile».

 

La premier fa sapere di avere espresso ai leader del Golfo (Bahrein, Kuwait, Emirati, Qatar e Arabia Saudita, poi Giordania e Oman) «la vicinanza del governo e la condanna degli ingiustificabili attacchi subiti».

 

La premier avrebbe preferito una soluzione diplomatica. Roma ha anche ospitato un round di colloqui Usa-Iran, con la mediazione omanita. Non biasima Trump, però. Anche se si tiene alla larga dallo scenario militare. Non è stata chiesta un'autorizzazione per utilizzare le nostre basi Nato, come Aviano. A differenza dei britannici, la nostra Aeronautica non ha schierato mezzi «a protezione» degli alleati.

 

attacco all'iran esplosioni a teheran 1

Esclusa dalla call E3 tra Londra, Parigi e Berlino, Meloni sente però al telefono il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e il primo ministro britannico, Keir Starmer.

 

Non Macron. Tajani, dopo una girandola di riunioni alla Farnesina, partecipa di notte al vertice G7 dei ministri degli Esteri, oggi a quello dell'Ue. La grande incognita, a Palazzo Chigi come nelle altre cancellerie del continente, è se si arriverà a un cambio di regime. E quanto durerà la guerra.

 

«Giorni e giorni», profetizza Tajani, avvisato dell'attacco dall'omologo israeliano Sàar. «Non sarà lunga», sostiene invece Crosetto. Nella maggioranza, chi si espone di più verso Trump è Salvini, convinto che gli Usa abbiano avuto «le loro motivazioni per intervenire». Il leghista rilancia anche un video di iraniani che cantano «I love Trump».

iran il complesso residenziale dove era nascosto ali khamenei bombardamenti iraniani a dubai 2

GIORGIA MELONI - BENJAMIN NETANYAHU

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