john elkann theodore kyriakou

“LA REPUBBLICA” DI ATENE È QUASI REALTÀ – L’ACCORDO TRA IL GRECO THEODORE KYRIAKOU E JOHN ELKANN PER LA CESSIONE DEL GRUPPO GEDI È VICINO. YAKI CHIEDEVA 140 MILIONI, NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI NE ARRIVERANNO 100 – SI TRATTA SUI PREPENSIONAMENTI: 66 DIPENDENTI  DOVREBBERO RITIRARSI DAL LAVORO ANTICIPATAMENTE, ALLEGGERENDO I COSTI FISSI. L’ARMATORE GRECO HA CHIESTO DI INSERIRE NEL CONTRATTO DI COMPRAVENDITA UNA CLAUSOLA DI EARN-OUT, VINCOLANDO PARTE DEL PAGAMENTO ALL’EFFETTIVA REALIZZAZIONE DEI PREPENSIONAMENTI. L’ALTRA QUESTIONE APERTA È “STARDUST”, L’AGENZIA PER INFLUENCER CONTROLLATA DA GEDI CHE PRODUCE SOLO GUAI (PERDE 4,7 MILIONI ALL’ANNO)

Estratto dell’articolo di Stefano Vergine per “Domani”

 

MARIO ORFEO - SERGIO MATTARELLA - JOHN ELKANN - MOSTRA 50 ANNI REPUBBLICA

L’accordo più vicino sembra essere quello con Theodore Kyriakou. Fonti che seguono la trattativa dicono che è questione di giorni, venti o trenta al massimo. Il greco e John Elkann stanno parlando direttamente, gli uffici sono già al lavoro per preparare i comunicati stampa sul deal, ma per la firma finale c’è bisogno ancora di qualche limatura. Sul prezzo e sulle garanzie offerte da Torino.

 

Exor, la holding degli Elkann quotata in Borsa e posta a controllo di Gedi, vuole vendere la Repubblica, le radio, Huffington Post, periodici come Limes e National Geographic, la concessionaria pubblicitaria Manzoni e circa 100 milioni di debiti del gruppo Gedi (quelli verso la stessa Exor) a non meno di 110 milioni di euro.

 

theodore kyriakou

Kyriakou fa il duro e gioca come un gambler, ha capito che dall’altra parte la voglia di vendere è tanta e cerca di ottenere il massimo sconto possibile. Ma anche lui vuole chiudere la trattativa.

 

Tempi invece più lunghi per l’altra negoziazione intavolata da Elkann: la cessione del quotidiano la Stampa ad Alberto Leonardis e ai suoi soci, che da Gedi hanno già comprato in passato Provincia Pavese, Tirreno, Nuova Sardegna, Nuova Ferrara, Gazzetta di Modena e di Reggio.

 

In questo caso il nodo principale da sciogliere ora non è tanto il prezzo d’acquisto, quanto le garanzie che Leonardis può fornire per comprare la Stampa e farla vivere.

 

[…]

 

ELKANN BARACHINI KYRIAKOU

Lo scorso 13 febbraio una squadra di persone inviata da Elkann è stata ad Atene per un nuovo giro di negoziazioni con i manager di Antenna […].

 

Molti giornali hanno ipotizzato che la trattativa era in stallo o che rischiasse di saltare, ma in realtà il greco sta puntando su due questioni per convincere l’erede Agnelli ad abbassare le pretese finanziarie, che inizialmente prevedevano di vendere Gedi (la Stampa esclusa) a 140 milioni di euro.

 

La prima questione è quella dei prepensionamenti. Si parla di 66 persone, tra dipendenti di Repubblica e quelli delle radio del gruppo (Deejay, Capital e M2o), che dovrebbero andare in pensione anticipatamente tra il 2026 e il 2027 alleggerendo i costi fissi di Gedi. Ma affinché si realizzi l’uscita anticipata sono necessarie due condizioni che al momento mancano: l’accordo sindacale e il via libera del governo.

ALBERTO LEONARDIS

 

[…]  Per evitare sorprese, Kyriakou ha chiesto però di inserire nel contratto di compravendita una clausola di earn-out, vincolando parte del pagamento all’effettiva realizzazione dei prepensionamenti.

 

L’altro tema […] riguarda Stardust, un’agenzia pubblicitaria dedicata agli influencer, in cui Gedi è entrata nel 2023 con il 30 per cento e che oggi controlla con l’88,6 per cento delle quote. Stardust ha prodotto però solo guai: ha chiuso il bilancio del 2024 (ultimo disponibile) con una perdita di 4,7 milioni di euro e il patrimonio negativo per 825 milioni di euro.

 

Oltre a svalutare la sua partecipazione per 7,5 milioni di euro, Gedi l’anno scorso ha dovuto anche mettere mano al portafogli e varare un nuovo aumento di capitale da 2,6 milioni di euro per evitare la messa in liquidazione della società.

 

rappresentanti dei giornalisti di repubblica protestano contro john elkann foto lapresse 4

Non è chiaro che cosa abbia scoperto di nuovo Kyriakou durante la due diligence sui conti del gruppo, ma chi segue la trattativa racconta che anche questo è stato un argomento messo sul tavolo ad Atene per far scendere il prezzo.

 

Di sicuro nel suo ultimo bilancio Exor valuta Gedi 118 milioni di euro. Vendere a 110 milioni non sarà sicuramente un successo per Elkann che, da quando è diventato proprietario del gruppo, nel 2019, tra costo d’acquisto e aumenti di capitale ha speso quasi 600 milioni, ma viste le perdite sostanziose che il gruppo continua a registrare (35,9 milioni nel 2024), vendere adesso significa comunque risparmiare in futuro.

 

[…]

 

THEODORE KYRIAKOU

Nei 118 milioni di valutazione di Gedi è compresa anche La Stampa, che non è invece oggetto della trattativa con Kyriakou. Come detto, il quotidiano torinese potrebbe finire nella mani di Leonardis. O meglio: della variegata pattuglia di soci che l’imprenditore abruzzese della comunicazione, ex consulente di società come Telecom e Poste, ha messo insieme nella sua Sae, già editrice di vari giornali locali e società di comunicazione.

 

Leonardis è il presidente e amministratore delegato di Sae, ma non è l’azionista di maggioranza. Il gruppo ha 21 soci, i principali sono Maurizio Berrighi (costruttore toscano), Luca Santini (distribuzione di giornali in Toscana) e la Fondazione di Sardegna (ente no profit diretto dall’ex consigliere regionale Pd, Giacomo Spissu, con un patrimonio netto di quasi 1 miliardo di euro).

 

Leonardis ha solo il 3 per cento del capitale di Sae, ma in virtù dei patti para-sociali la guida e ne coordina la strategia. L’accordo per la trattativa esclusiva con Gedi scade a fine aprile. Il prezzo di vendita sui 20 milioni in discesa, ma l’offerta di Sae verrà formalizzata al termine della due diligence. […]

 

rappresentanti dei giornalisti di repubblica protestano contro john elkann foto lapresse 5

Chi segue la trattativa dice che l’imprenditore mostra fiducia: Fondazione di Sardegna e altri soci di Sae sarebbero infatti disponibili a versare il capitale necessario. Le fondazioni torinesi San Paolo e Crt, che si erano sfilate da un possibile ingresso tra i soci, potrebbero però aiutare i giornale del territorio investendo in adv per garantire entrate costanti.

 

[…]  Intanto, l’attenzione di Elkann è concentrata sulla chiusura della trattativa con Kyriakou. L’erede Agnelli può fare saltare tutto solo se il miliardario greco esagera troppo: «Per John proporre meno di 105-110 milioni sarebbe come un’offesa personale. In quel caso tutto potrebbe essere rivisto». Ma Kyriakou lo sa, e ha promesso non calcare troppo la mano.

alberto leonardis gruppo sae sapere aude editori

THEODORE KYRIAKOU IN QATAR ALLA CENA CON DONALD TRUMP E AL THANI

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO