marisa laurito

MARISA LAURITO ALLA SCOTTADITO! L’ATTRICE E GRANDE CHEF SI CUCINA I POTENTI: “PER PUTIN PROPORREI I CARDI AMARI, PIATTO INDIGERIBILE. GIORGIA MELONI? PER LEI UNA CODA ALLA VACCINARA MOLTO SCOTTA. IL CUOCO DISTRATTO SBALLA CON I TEMPI. TIÈ! - ELLY SCHLEIN? A LEI ZUPPA DI LEGUMI MISCHIATI SENZA COTICHE. PERDE TEMPO A SPIEGARCI IL CAMPO LARGO INVECE DI AFFRONTARE LA GRANDE TRAGEDIA DEI DIRITTI SOCIALI CHE STANNO SVANENDO - TRUMP? GLI SERVIREI UOVO DI CAVIALE, DI QUELLI PICCINI PICCINI, SISTEMATO AL CENTRO DI UN PIATTO GRANDISSIMO. VEDREBBE IL SUO EGOCENTRISMO PERDERSI E IL SUO PANCINO LASCIATO VUOTO COME MERITA" – IL PIATTO PER IL TECNICO DEL NAPOLI ANTONIO CONTE…

 

Antonello Caporale per il "Fatto Quotidiano" - Estratti

 

maurisa laurito

“A tavola guardo le bocche dei commensali. Grandi e piene, o sbavate o asciutte, contegnose o anche esagerate, presuntuose, misurate. Cafone o educate. Il cibo ti racconta”.

 

Marisa Laurito è una grande cuoca.

I fornelli mi galvanizzano. Riesco a far bene grazie a una famiglia che mi ha insegnato a cucinare e a mangiare ma soprattutto a offrire un piatto a chi siede con me a tavola. Vedere gustarlo mi fa felice.

Le propongo allora di associare un nome a un piatto, un ortaggio, un frutto a seconda che quel personaggio goda o meno della sua fiducia...

 

 

Vladimir Putin, per esempio.

Cardi amari in padella con olio, aglio e peperoncino. Piatto indigeribile, almeno il mal di pancia al dittatore russo, diamine.

 

E allora a Benjamin Netanyahu?

putin xi jinping

Pollo crudo di allevamento intensivo. Per primo e per secondo. Pasto lievemente tossico in ragione dell’orribile sua posizione di far vivere ai palestinesi la morte come unico destino della propria esistenza.

 

Trova a tavola Emmanuel Macron. Lei è in cucina.

Gli metto sotto il naso il paradosso nel quale i francesi sono immersi. Gli porto dei crostini con fagioli all’uccelletto conditi con olio siciliano. Un piatto assai semplice e assai povero ma dal gusto eccellente. L’inguacchio francese, questa loro cucina che è un mix esagerato di prodotti (e spesso inconcludente), deve piegarsi davanti al sapore ineguagliabile di una pietanza semplice ma a suo modo regale.

marisa laurito 23

 

Ad Antonio Conte, l’allenatore del suo Napoli, cosa facciamo mangiare?

Dieci aragoste da gustare però dopo averle sbucciate senza utensili. Così avrebbe tra le mani il senso della fatica e del dolore che spesso fa provare per i ritmi intensi degli allenamenti ai suoi poveri calciatori che devono riparare in infermeria. Nel tempo lungo del pasto rifletterebbe sui suoi carichi di lavoro.

Giuseppe Conte.

Proverei a rubare qualcosa dal menù marchigiano: i fini fini (spaghetti fatti a mano) con ragù. È un piatto educato, molto contegnoso, diciamo sartoriale. Lui, così elegante, si sentirà appagato.

 

Invece a Giorgia Meloni?

Ah, per lei una coda alla vaccinara molto scotta. Il cuoco distratto sballa con i tempi. Tiè!

 

Sergio Mattarella.

Pasticcio di capellini d’angelo, un meraviglioso piatto che viene dal Regno delle due Sicilie.Per lui anche un filet in crosta e naturalmente il babà bagnato nel rhum con crema chantilly (si è capito che lo amo?).

Elly Schlein.

A lei zuppa di legumi mischiati senza cotiche. Perde tempo a spiegarci il campo largo o larghissimo invece di affrontare la grande tragedia dei diritti sociali che stanno svanendo. L’ha capito che l’Italia è sotto la coltre di uno strisciante e pericoloso conformismo?

 

Donald Trump.

giorgia meloni

Al tycoon americano servirei un effetto ottico. Uovo di caviale, di quelli piccini piccini, sistemato al centro di un piatto grandissimo. Vedrebbe il suo egocentrismo perdersi nella spianata di ceramica e il suo pancino lasciato vuoto come merita.

 

E Volodymyr Zelensky?

I pelmeni (sono dei ravioli ucraini) che io riempirei solo col peperoncino. Secondo me non ha gestito le sue forze e quelle dell’Ucraina in modo responsabile. Ha portato il suo Paese a sbattere.

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(…)

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