mario burlo alberto trentini biagio pilieri

SONO STATI LIBERATI DUE ITALIANI INCARCERATI IN VENEZUELA: L’IMPRENDITORE LUIGI GASPERIN E IL POLITICO E GIORNALISTA BIAGIO PILIERI. IL GOVERNO ITALIANO È IN PRESSING PER IL RILASCIO DEL COOPERANTE ALBERTO TRENTINI, DA OLTRE 400 GIORNI IN PRIGIONE A CARACAS – SONO 28 GLI ITALIANI, ALCUNI DEI QUALI CON DOPPIA NAZIONALITÀ, COSTRETTI AL CARCERE IN VENEZUELA PER MOTIVI LEGATI ALLA POLITICA, ALL'ATTIVITÀ PROFESSIONALE O ALL'ESPRESSIONE DI OPINIONI CONSIDERATE SCOMODE AL GOVERNO DI MADURO – GIORGIA MELONI SPERAVA CHE TRENTINI FOSSE LIBERATO IN TEMPO PER LA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO (ANZI, INIZIO)  DI OGGI, COME FU L’ANNO SCORSO PER LA GIORNALISTA CECILIA SALA, DETENUTA IN IRAN PER 20 GIORNI…

BIAGIO PILIERI

Media, Biagio Pilieri liberato in Venezuela

(ANSA) -  Dopo oltre 16 mesi di detenzione a Caracas, il politico e giornalista italo-venezuelano Biagio Pilieri è stato liberato e ha potuto riabbracciare i suoi familiari. Lo riportano i media locali.

 

Arrestato il 28 agosto del 2024 la sua uscita dalla prigione dell'Elicoide avviene nell'ambito di una serie di rilasci di prigionieri politici decisi dalle autorità venezuelane, che hanno anche visto la liberazione di altri detenuti stranieri. La notizia ha suscitato emozione fra amici e parenti, segnando un momento di sollievo dopo un lungo periodo di isolamento.

 

Alberto Trentini

L'italo-venezuelano è stato rilasciato insieme a Enrique Marquez, l'ex candidato dell'opposizione venezuelana che si contrappose a Nicolas Maduro nelle presidenziali del 2024. "E' tutto finito ora", le parole di Marquez in un video realizzato da un giornalista locale che mostra il politico e la moglie, insieme con Biagio Pilieri.

 

Caracas libera l'italiano Gasperin, speranze per Trentini

Luca Mirone per l’ANSA

 

Il traballante regime venezuelano manda un segnale di apertura agli Stati Uniti e al resto del mondo nella speranza di incassare una legittimazione: la liberazione di "un numero importante" di prigionieri politici, inclusi cittadini stranieri. Ed è un annuncio che riguarda anche l'Italia, perché tra i nomi dei rilasciati c'è quello dell'imprenditore Luigi Gasperin: una svolta che riaccende le speranze per Alberto Trentini, da oltre 400 giorni nelle carceri di Caracas, e per gli altri connazionali reclusi nel paese sudamericano, come il commercialista piemontese Mario Burlò e Biagio Pilieri, giornalista con doppio passaporto.

 

MARIO BURLO

Nel frattempo il ministro Antonio Tajani si è messo in contatto con l'ambasciatore a Caracas, la rete consolare e esponenti della Chiesa e società civile nel Paese sudamericano: il governo, ha fatto sapere la Farnesina, ha "posto in essere azioni che possano garantire una soluzione favorevole per ogni singolo detenuto" e "accelerare" il rilascio degli altri connazionali.   

 

Gasperin, imprenditore di 77 anni, era stato arrestato il 7 agosto 2025 nello Stato Monagas per presunta detenzione, trasporto e uso di materiale esplosivo presso gli uffici di una società di cui era socio di maggioranza e presidente. Era tra i 28 italiani, alcuni dei quali con doppia nazionalità, costretti al carcere in Venezuela per motivi legati alla politica, all'attività professionale o all'espressione di opinioni considerate scomode al governo di Maduro. Altri si spera possano essere rilasciati a breve, una volta completate le procedure.

 

la mamma di alberto trentini

E' il caso ad esempio del torinese Burlò, partito per il Venezuela nel 2024 per esplorare nuove opportunità imprenditoriali, e detenuto da oltre un anno senza motivi chiari. E poi di Pilieri, giornalista e politico italo-venezuelano, arrestato il 28 agosto 2024 per il suo sostegno all'opposizione.   

 

A Roma i riflettori restano accesi su Trentini, il cooperante veneziano arrestato il 15 novembre 2024 nello Stato di Apure, senza accuse formali, mentre lavorava per la ong Humanity and Inclusion, e poi rinchiuso nel carcere di massima sicurezza El Rodeo nella capitale. In questi oltre 400 giorni di detenzione le autorità italiane a tutti i livelli, governo, diplomazia e intelligence, hanno lavorato sottotraccia per riportalo a casa, in condizioni di estrema difficoltà, avendo a che fare con un regime che Roma non riconosce come legittimo e che sfrutta la cosiddetta diplomazia degli ostaggi per ottenere contropartite.

 

In questa partita è stata frequente l'interlocuzione con il governo americano: diverse le telefonate tra Tajani ed il collega Marco Rubio, con Washington che ha garantito tutto il suo impegno.     

 

BIAGIO PILIERI

Di una possibile svolta su questo dossier si è iniziato a ragionare dopo l'uscita di scena di Maduro. Lo stesso Tajani ha stimato che la nuova presidente Delcy Rodriguez potesse essere "più flessibile rispetto al passato" e compiere anche un gesto positivo nei confronti dei detenuti di polizia".

 

E in effetti alcuni segnali da Caracas sono iniziati ad arrivare: l'appello dell'opposizione (con Corina Machado in testa) all'amnistia generale per tutti i detenuti politici è stata condivisa da alcuni pezzi del regime.    Intanto a Lido di Venezia, casa della famiglia di Trentini, si attendono notizie come ogni giorno dei quasi 14 mesi che il cooperante italiano ha passato in carcere. Ai balconi resta appeso lo striscione-appello "Alberto Trentini libero", che ha accompagnato la lunga battaglia per non spegnere la luce sulla vicenda del 46enne.

 

mario burlo' 4

Prudenza, attesa e nessuna dichiarazione.     Il rilascio di questo nuovo gruppo di detenuti in Venezuela - Madrid ha annunciato il ritorno in libertà di 5 spagnoli - è stato deciso con l'obiettivo "di promuovere la pacifica convivenza, il governo bolivariano e le istituzioni statali hanno deciso di rilasciare un numero significativo di cittadini venezuelani e stranieri", ha reso noto il presidente dell'Assemblea Nazionale, Jorge Rodriguez, fratello della leader ad interim Delcy Rodriguez.

 

delcy rodriguez nicolas maduro

In una fase delicata per il chavismo, tra rigurgiti anti-occidentali e tentativi di trovare un dialogo con gli americani per superare senza traumi la brusca uscita di scena di Nicolas Maduro, mantenendo una continuità nella gestione del Paese.    Le autorità di Caracas, tra dicembre e l'inizio di gennaio, avevano già rilasciato circa 200 persone arrestate durante le proteste per la rielezione di Maduro, ma in questo caso si tratta del primo rilascio di prigionieri politici deciso dal nuovo governo dal blitz americano contro il leader del regime. Secondo l'ultimo rapporto della ong Foro Penal in Venezuela ci sono 863 prigionieri politici, 86 dei quali sono cittadini stranieri o possiedono doppia cittadinanza.

 

Machado, 'le liberazioni vincono il silenzio e la paura in Venezuela'

(ANSA) - Un messaggio di riconoscimento, memoria e speranza. È quello che María Corina Machado ha rivolto ai familiari dei prigionieri politici liberati oggi, in un audio diffuso sulle sue reti social.

 

Alberto Trentini

La leader dell'opposizione venezuelana ha evocato una "verità perseguitata e silenziata per anni" che oggi riesce finalmente a farsi strada "nonostante l'arbitrio, la crudeltà e la paura".   

 

Machado ha ricordato il peso sopportato dalle famiglie dei detenuti, segnate da "condanne che non figuravano in alcun fascicolo", fatta di attesa, silenzio e resistenza quotidiana. "Siete stati fortezza quando mancava la libertà, dignità quando l'ingiustizia dilagava e speranza quando il tempo cercava di trasformarsi in punizione", ha detto, sottolineando che nulla potrà restituire gli anni rubati né cancellare le assenze e le notti interminabili.    Secondo la Nobel per la Pace, le liberazioni rappresentano un atto di "restituzione morale" e la conferma che "l'ingiustizia non è eterna" e che la verità, anche quando ferita, finisce per emergere.

 

ALBERTO TRENTINI

"Non ci fermeremo finché tutti i prigionieri non saranno liberi", ha concluso, ribadendo l'impegno per una Venezuela pienamente democratica e libera e inviando alle famiglie "ammirazione e affetto", nel segno dell'unità e della fede.

nicolas maduro delcy rodriguez delcy rodriguez il giorno del giuramento (a sinistra, diosdado cabello, dietro a destra nicolasito maduro, figlio di nicolas)nicolas maduro delcy rodriguez

Ultimi Dagoreport

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO

sergio mattarella giorgia meloni alfredo mantovano

SUL DECRETO SICUREZZA MELONI E MANTOVANO HANNO PRESO UNA “MATTARELLATA” IN TESTA – IL CAPO DELLO STATO HA ESERCITATO UNA MORAL SUASION PUNTUTA E SENZA SCONTI SULLE FOLLIE PREVISTE DAL DECRETO DEL GOVERNO: NEL FACCIA A FACCA CON IL SOTTOSEGRETARIO, MATTARELLA HA PASSATO AL SETACCIO OTTANTA PAGINE DI NORME, STRACCIANDO LE PARTI PALESEMENTE INCOSTITUZIONALI, COME LO SCUDO PENALE PER GLI AGENTI, CHE AVREBBE FATTO SALTARE IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DEI CITTADINI, O IL FERMO PREVENTIVO PER I MANIFESTANTI – SU RICHIESTA DEL COLLE, ALCUNE MISURE “SENSIBILI” SARANNO SPOSTATE IN UN DISEGNO DI LEGGE CHE DOVRÀ SEGUIRE L’ITER PARLAMENTARE ORDINARIO (E FINIRÀ IMPANTANATO IN AULA) - LA COINCIDENZA "SOSPETTA" CON LA SCISSIONE DI VANNACCI DALLA LEGA E IL TENTATIVO DI NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL GENERALISSIMO....

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)