lorenzo baroncelli pardo totti

TANTO VA LA GATTA AL PARDO CHE CI LASCIA LO ZAMPINO  - LA COMPAGNA DEL TELECRONISTA, LORENZA BARONCELLI, CHE DIRIGE IL DIPARTIMENTO ARCHITETTURA DEL MAXXI, RIVELA COME HA CONOSCIUTO PIERLUIGI PARDO: "DI LUI NEANCHE RICORDAVO IL NOME. PER USCIRE CON ME PROMISE DI PRESENTARMI FRANCESCO TOTTI. CAPITOLAI IN NOME DEL CAPITANO” – “FECI SVENIRE BOERI NELLA MIA AUTO. ACCESI L’ARIA CALDA INVECE DI QUELLA FREDDA E LUI FECE IN TEMPO A DIRE “VAFFA…” – “PER ACCOGLIERE ZAHA HADID DOVETTI TROVARLE UNA MACCHINA IN TINTA CON IL VESTITO”

Roberta Scorranese per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Lorenza Baroncelli, architetto, nata nel 1981. Dove?

LORENZA BARONCELLI

«In Svizzera, a Ginevra. Papà è un fisico nucleare e così io sono cresciuta accanto all’acceleratore di particelle del Cern. Ho conosciuto tanti personaggi come, per dire, Fabiola Gianotti.

 

A casa si parlava di Dio e del Bosone di Higgs. Mamma ha insegnato, per scelta, in una zona difficile della Magliana, convinta che fare l’insegnante sia una questione di dovere civile. Provi a immaginare quando ho detto in famiglia che volevo fare l’architetto».

 

(...)

E invece lei si è laureata a Roma e poi è volata a Bogotà per studiare come le città possono combattere il tessuto criminale grazie alla bellezza.

PIERLUIGI PARDO BALLA CON LA SUA LORENZA

«Esatto e adesso la faccio ridere: nel mezzo di questo percorso ho fatto svenire Stefano Boeri».

 

E come?

«Gli scrissi una e-mail dicendogli che, da laureanda, stavo lavorando a quel progetto e lui, gentile come sempre, mi propose di accompagnarlo da Fiumicino a Roma centro per parlare. E così feci».

 

E poi che cosa successe?

«Successe che io mi infervorai nella spiegazione del progetto e, in pieno luglio, non mi accorsi che avevo acceso l’aria calda invece che la fredda. Ma parlavo così velocemente che lui poverino non riusciva a supplicarmi di spegnerla. Così mi chiese di accostare, mi disse “Vaffa…” e svenne».

lorenza baroncelli

 

Immagino che lei si convinse che la sua carriera fosse finita lì, sul selciato di quella strada romana bruciata dal sole?

«Ma certo, ne ero convinta.E invece. Invece Stefano, uno dei miei mentori, uno dei “padri” professionali che più mi hanno sostenuta, mi aiutò a fare la tesi. Con la promessa che mai più lo avrei fatto salire sulla mia auto».

 

(..)

Quanto ha aspettato questo incarico, direttrice del Dipartimento di Architettura del MAXXI di Roma?

«L’ho aspettato come si aspetta di tornare a casa, alle proprie radici. Alessandro Giuli (presidente del MAXXI, ndr), persona coltissima e elegante, mi ha scelto proprio perché cercava un profilo che unisse architettura, arte e design. E poi questo posto è opera di uno dei miei miti».

 

La capitana delle capitane, l’architetto iraniana Zaha Hadid.

«Proprio lei. E lo sa che anche su questa straordinaria archistar ho un aneddoto legato alle macchine?»

pierluigi pardo lorenza baroncelli

 

Racconti, racconti.

«Dunque, ero ancora a Milano, lavoravo con Boeri. Lui aveva ideato un festival di architettura e avevamo invitato Hadid. Mi occupavo personalmente dell’accoglienza degli ospiti più importanti e le mandai un’auto. Grigia. Per fortuna venimmo a sapere che lei era vestita di nero. Diventai pallida: dovevo cercare una vettura che si accordasse con il suo abbigliamento, altrimenti sarebbero stati guai. Vede, per un architetto quello dei colori non è un capriccio ma è un tema che si intreccia profondamente con la propria personalità e il proprio lavoro. Però ci riuscii».

 

Trovò un’auto nera?

«Sì, trovai una macchina che si abbinava a lei».

 

luciano nobili lorenza baroncelli pierluigi pardo foto di bacco

(...)

E come ha conosciuto il suo compagno, il giornalista sportivo Pierluigi Pardo?

«Grazie a Totti».

 

Totti?

«Quattro anni fa, quando lavoravo ancora a Milano, organizzammo un talk con lui e Mentana. Ci incontrammo ma non accadde nulla. Una settimana dopo ci rivedemmo casualmente a un evento e io nemmeno mi ricordavo il suo nome, tanto è vero che mandai un messaggio a un amico per chiedergli di rammentarmelo».

Lui però ricordava bene il suo, Lorenza.

«Sì e siccome quella sera doveva seguire una partita della Roma, mi disse: “Dai, vieni con me”. “Non ci penso nemmeno”, risposi. Uno sconosciuto, figuriamoci. Allora lui giocò la carta vincente. “Se vieni, ti presento il capitano”. Come potevo rifiutare? Capitolai in nome di Totti».

 

Avete un figlio, Diego.

lorenza baroncelli

«Ha un anno e mezzo ed è la mia vita. Vede, io oggi ricopro un incarico che mi rende orgogliosa, lavoro molto. Ma io scelgo ogni giorno di staccare nel tardo pomeriggio o sul principio della sera e di tornare a casa da mio figlio. Tutti sanno che entro quelle ore io do il meglio ma poi non ci sono per nessuno. Questa scelta è il mio modo di essere una “capitana”, perché penso che ogni donna debba essere messa in condizione di vivere la propria vita di madre con pienezza e con gioia».

 

Il suo compagno la aiuta?

«Molto, ma questo è un altro discorso: sono io che voglio stare vicina a mio figlio. Non ero così prima della nascita di Diego. Prima c’era solo il lavoro, ma solo oggi capisco che la maternità mi aiuta a essere migliore anche nel lavoro. Perché è come se mi desse una marcia in più. E non dimentichiamoci che in certi Paesi del Nord Europa è normale staccare la sera perché si è lavorato tanto e bene nel resto della giornata».

 

lorenza baroncelli

(…)

 

Non è facile essere una «architetto capitana»?

«No, per niente. Non parlo naturalmente dei rapporti in questo museo, che sono splendidi. Ma non ci sono soltanto i colleghi: ti devi rapportare con le istituzioni, con tanti altri “attori”. E, be’, se sei donna non sempre fila tutto liscio». Il design contemporaneo. Quante facce ha? «Il MAXXI vorrebbe diventare un luogo da aprire ai designer contemporanei, che hanno una forza e una vivacità notevole. Specie gli italiani».

lorenza baroncellistefano boerilorenza baroncelli marco sammicheli olga strada elena titovazaha hadid lorenza baroncelli

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…