pietrangelo buttafuoco alessandro giuli vladimir putin

“MA CHI SI CREDE DI ESSERE?” – LA REPLICA AL VELENO DI BUTTAFUOCO NEI CONFRONTI DELL’EX AMICO GIULI CHE AVEVA DETTO “MAGARI ANDRÒ A VENEZIA PRIMA DELLA FINE DELLA RASSEGNA” – L’ARROCCO DEL PRESIDENTE DELLA BIENNALE BUTTAFUOCO NELLA BUFERA PER LA RIAPERTURA DEL PADIGLIONE DEI RUSSI: “NON SONO STATI INVITATI DA NOI” (E ALLORA DA CHI?). NULLA CI PREOCCUPA. BISOGNA PORTARE TUTTO A DESTINAZIONE. C’È UN CLIMA DI FURORE IDEOLOGICO”. SALTA LA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE (QUELLA DI SABATO 9 È STATA ANNULLATA), MERCOLEDÌ DISCORSO ALLA STAMPA. ATTESI ARTISTI DISSIDENTI E PUSSY RIOT. OGGI IL FASCICOLO RADIOATTIVO DELLA RASSEGNA ARRIVERÀ SUL TAVOLO DI PALAZZO CHIGI. GIULI HA ESCLUSO IL COMMISSARIAMENTO – COME FINIRA’ IL PASTROCCHIO BIENNALE: DAGOREPORT

 

DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/politica/dagoreport-meloni-incazzatissima-buttafuoco-mossa-per-rimuoverlo-la-472839

 

Estratti da corriere.it

ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO

Giuli, però, malgrado la grande irritazione per aver scoperto dal carteggio tra la Biennale dell’Arte e la Federazione Russa che i contatti per riaprire il Padiglione iniziarono già a settembre scorso a sua insaputa, ieri ha concesso che «magari andrò a Venezia prima della fine della rassegna», cioè prima del 22 novembre. Ma pure Buttafuoco è molto offeso con il suo ex amico («Chi si crede di essere?», s’infiamma con i suoi). «Nessuna parola» ufficiale, ma certo non si aspettava il cannoneggiamento da Roma che dura da due mesi.

 

Non solo l’annuncio di Giuli di disertare l’apertura del 9 maggio, ma anche l’invio degli ispettori a Venezia alla ricerca di spese pazze e falle nel bilancio come pretesto per intervenire («Il nostro bilancio è attivo, non ci sono le condizioni per un commissariamento», ripete). (…)

 

1 - BIENNALE, L'ARROCCO DI BUTTAFUOCO "FURORE IDEOLOGICO, NOI IN REGOLA"

padiglione russia biennale verbale ispettori mic

Dario Pappalardo per “la Repubblica” - Estratti

 

La regola è una sola: «Bisogna portare tutto a destinazione». Recita così il mantra di Pietrangelo Buttafuoco, dopo l'intervista del ministro Giuli a Repubblica. Dove per destinazione si intende la presentazione della sessantunesima Biennale d'Arte alla stampa internazionale, mercoledì 6 maggio.

 

In quel giorno, come da programma, è atteso a mezzogiorno il discorso del presidente al teatro dell'Arsenale. E sarà il vero inizio di questa annata senza cerimonia di inaugurazione – quella di sabato 9 è stata annullata – e senza Leoni: i premi saranno assegnati solo in chiusura, il 22 novembre, dopo il voto del pubblico.

PIETRANGELO BUTTAFUOCO E ALESSANDRO GIULI

 

Ca' Giustinian si presenta come un placido fortino assediato con affaccio sulla Laguna. In una piccola calle, tra i negozi dei grandi marchi della moda, alle spalle di piazza San Marco, la freccia indica la sede storica della fondazione. Rumori di trolley e pose da selfie. Il portego, adesso, ospita le foto surreali di Man Ray per ricordare una Biennale di cinquant'anni fa. Altri tempi, altre Biennali. Lontane da questa, dove surreale stavolta è la realtà stessa, carica dei colpi di scena degli ultimi mesi.

 

Il ritorno dei russi che stanno allestendo il loro Padiglione. La presa di distanza e gli attacchi diretti del ministro della Cultura Alessandro Giuli. La minaccia dell'Unione Europea di tagliare 2 milioni di euro all'istituzione veneziana. Gli ispettori del Mic arrivati per cercare irregolarità: «educatissimi» – dicono qui – e braccati da una quantità di fotografi che così non si era mai vista. La giuria che si dimette. Eppure, dal palazzo, non tradiscono grandi emozioni. A partire dal presidente, che va avanti per la sua strada. Voci di dimissioni?

ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO

 

«Macché, non è da lui, non ha mai dato questa impressione». I servizi segreti ucraini a caccia di prove di atteggiamento filorusso? Ma non scherziamo. Un po' spy story, un po' commedia all'italiana – peccato che il pubblico poi sia su scala globale – questa edizione paradossale procede verso il via. In Minor Keys, il titolo che svetta sui vaporetti e sui ponti, non fu mai così poco profetico. Di toni minori non c'è stata traccia.

 

La squadra di Buttafuoco, intanto, redige la sua difesa. «Abbiamo fatto tutto a posto, nulla di ciò può preoccuparci». Entro l'11 maggio la Biennale invierà alla Commissione europea una lettera per presentare le proprie controdeduzioni e dimostrare di avere soltanto rispettato le regole. «Nessuno legge lo statuto».

 

padiglione russia biennale verbale ispettori mic

Nessuno ha invitato la Russia, insomma. A Ca' Giustinian con lo staff il presidente parla di «un clima di furore ideologico», alimentato ad arte. Con qualche svista clamorosa, come una lettera europea indirizzata alla curatrice Koyo Kouoh, come se fosse ancora viva. Ma anche di un conflitto tra un'entità pseudosovrana fondata sull'etica e una realtà fondata sullo iure. «Però nelle sedi giuridiche perdono». Ufficialmente, tutto procede come se niente fosse.

 

(...)

 

Sfileranno artisti e attivisti vicini ai popoli colonizzati dalla Federazione russa. Arriveranno anche le dissidenti antiputiniane Pussy Riot: la leader Nadya Tolokonnikova ha contattato via social il presidente del Consiglio veneto Luca Zaia. I colori della bandiera palestinese campeggiano già nella guardiola all'ingresso dei Giardini, dove ieri si aggirava Rirkrit Tiravanija, che sta preparando la sua performance, lì dove sorgerà il Padiglione del Qatar. E poi non dite che si tratta solo di una mostra.

 

 

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

 

2 - VERBALI DEGLI ISPETTORI A PALAZZO CHIGI "PADIGLIONE RUSSO CHIUSO AL PUBBLICO"

Serena Riformato per “la Repubblica” - Estratti

 

 

Oggi il fascicolo radioattivo della Biennale di Venezia arriverà sul tavolo di palazzo Chigi.

 

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli inoltrerà alla presidenza del Consiglio – che finora si è tenuta ben lontana dal garbuglio – il verbale stilato dagli ispettori del Collegio romano inviati a Ca' Giustinian il 29 e 30 aprile. In campo non ci sarebbero ipotesi radicali: lo stesso Giuli, in un'intervista a Repubblica, ha escluso la carta del commissariamento, possibile in punta di diritto solo per «gravi irregolarità nell'amministrazione» o leggi violate.

PADIGLIONE DELLA RUSSIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA

 

Nel resoconto della visita – anticipato da questo giornale – emerge la linea di difesa della fondazione guidata da Pietrangelo Buttafuoco sulla riapertura del padiglione russo. Gli emissari del Mic chiedono ai rappresentanti dell'istituzione culturale «se sia stata verificato (...) il rispetto del Regolamento europeo 833/2014». È la normativa sulle sanzioni che, in base all'accusa dell'Ue, la Biennale avrebbe violato. Un nodo soprattutto è sotto i riflettori: secondo le restrizioni, è vietato prestare «direttamente o indirettamente servizi di architettura e ingegneria, consulenza giuridica e informatica» a Mosca.

 

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

Per questo l'avvocata della Biennale Debora Rossi tiene a specificare che «non risulterebbe (…) che sia stato effettuato alcun intervento sul fabbricato» del Cremlino «né di manutenzione ordinaria né straordinaria». Persino un ingegnere che facesse un sopralluogo dell'infrastruttura del Cremlino, infatti, rischierebbe conseguenze legali. È la ragione per cui il padiglione russo rimarrà chiuso proprio dal 9 maggio, quando la rassegna sarà invece accessibile ai visitatori.

 

Più nello specifico: «Il vernissage, tra il 5 e l'8 maggio 2026, è un evento privato, su invito e non aperto al pubblico e, pertanto non si prevede la presentazione di "Scia per manifestazione pubblica"». Che si può ottenere solo dopo una serie di controlli. «La Federazione Russa – spiega infatti la legale della fondazione – in base alle sanzioni, non potrebbe ottenere le autorizzazioni per aprire il padiglione al pubblico».

giovanbattista fazzolari e giorgia meloni

 

Chi passeggerà nei Giardini napoleonici della Biennale potrà solo intravedere dall'esterno la performance The tree is rooted in the sky che i musicisti russi registreranno a partire da domani. L'avvocata Rossi ribadisce anche che la Russia «non è stata formalmente invitata» né «ha sottoscritto il documento disciplinante la procedura di partecipazione».

 

Le stesse argomentazioni saranno alla base della risposta che la Biennale manderà alla Commissione Ue entro l'11 maggio, quando scadranno i 30 giorni concessi dall'esecutivo europeo per replicare all'accusa di aver violato le sanzioni. I 2 milioni di fondi per il triennio 2025-2028, intanto, sono già considerati in bilico dalla squadra di Buttafuoco: il primo acconto «è stato prudenzialmente iscritto a fondo rischi» e la quota prevista nel bilancio 2026 è sub iudice del cda.

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