gino paoli

“NELLA STORIA DELLA MUSICA ITALIANA GINO PAOLI È UN MONUMENTO IMPRESCINDIBILE” MARCO MOLENDINI: “PERDONAMI GINO, SO CHE DETESTI I NECROLOGI, MA COME SI FA A RESISTERE? COME SI FA A NON PARLARE, ORA CHE HA SMESSO DI RESPIRARE E BRONTOLARE, DEL PIÙ NOBILE DEI CANTAUTORI, DI UN’ISTITUZIONE DELLA NOSTRA POP MUSIC, UNO CHE HA SCRITTO “IL CIELO IN UNA STANZA” (LA PIÙ BELLA CANZONE ITALIANA DI SEMPRE) E ”SAPORE DI SALE” (IL SUONO DELL'ESTATE)? - GINO CI AVEVA PROVATO A CHIUDERE LA SUA VITA QUANDO ERA ANCORA GIOVANE, SFRONTATO E NEL PIENO DEL SUCCESSO. INVECE È DIVENTATO A SUO DISPETTO IL GRAN VECCHIO DELLA CANZONE ITALIANA…” – VIDEO

 

 

Marco Molendini per Dagospia

 

marco molendini foto di bacco

Perdonami Gino, ma non ce la faccio. So che detesti i necrologi, ma come si fa a resistere? Anni fa avevi già assaggiato il sapore (di sale?) della morte, sparandoti al cuore: «È stato un gesto di libertà.

 

Mi girava così, non ho deciso io di nascere e volevo poter decidere quando morire. Avevo tutto, cos'altro potevo fare ancora? Ho preso 50 pasticche di Veronal e ho sparato. .. Se poi un gesto così non riesce, non resta che cominciare a crescere».

 

Non avevi ancora trent'anni. Molto tempo dopo mi dicesti, in un'intervista: «L'Unità uscì allora col mio coccodrillo, anche se non ero morto. Dopo averlo letto ho deciso che non ne voglio. L'ho detto a Paola, mia moglie: deve zittire tutti quelli che parleranno bene di me».

 

gino paoli 2

Ma come si fa? Come si fa a non parlare, ora che ha smesso di respirare e brontolare, del più nobile dei cantautori, di un’istituzione della nostra pop music, uno che ha scritto “Il cielo in una stanza” (la più bella canzone italiana di sempre) e ”Sapore di sale” (il suono dell'estate).

 

Gino ci aveva provato a chiudere la sua vita quando era ancora giovane, sfrontato e nel pieno del successo. Invece è diventato a suo dispetto il gran vecchio della canzone italiana. «Io mi sento un sopravvissuto» diceva, pensando agli amici di un tempo: Fabrizio, Luigi, Bruno e Umberto, i ragazzi della scuola genovese che aveva rivoluzionato la canzone italiana all'inizio degli anni Sessanta. «Non c’è più nessuno di loro», si rammaricava.

gino paoli tentato suicidio 1963

 

Ma non aveva alcuna tentazione di arrendersi: «Non avverto nessuna vecchiaia dentro di me. E non mi rassegno all’idea di non esserci più», protestava.

 

Col suo spirito guerriero non si sarebbe neppure rassegnato a smettere di cantare, se negli ultimi tempi non fosse stato il fisico con quei polmoni intossicati dal fumo a cui caparbiamente non voleva rinunciare sotto lo sguardo di rimprovero di Paola.

 

Aveva trovato, da ottantenne, il modo di allungare la carriera e ritrovare il gusto un po' amaro delle cose perdute fuori dagli obblighi del mestiere rispolverando l'antica passione per il jazz con un vero e proprio flirt artistico con un pianista squisito come Danilo Rea («fra poco mi sposerò con lui» scherzava) fra classici di ogni latitudine e anche quelli suoi.

 

 

ornella vanoni gino paoli

Era un modo per rivivere la sua lunga storia d'amore con la musica. Ricordare gli amici, Tenco su tutti, spirito ribelle come il suo con cui condivideva il fascino per gli scrittori americani come Steinbeck, per Simone De Beauvoir e Sartre, per James Dean e la gioventù bruciata: «Facevamo a chi arrivava prima a Roma in macchina o a chi resisteva di più con la sigaretta accesa. Era una sfida cosciente, non cattiva, da amici».

 

Si sono sfidati anche per le donne, come Stefania Sandrelli. «Era un figlio di puttana, ma nel caso di Stefania voleva dimostrarmi che aveva ragione, che non dovevo fare un figlio con lei».

 

gino paoli mina

Ribelli e spacconi. Gino voleva fare il pittore, Luigi il fisico. E intanto facevano le serate nelle scuole, con l'aggiunta di Bruno Lauzi ma con risultati disastrosi. “Non vi picchiamo perché siamo studenti come voi”, ci dissero dopo un concerto», il ricordo di Gino sorridendo della propria eterna sfrontatezza.

 

Poi arrivò Milano, arrivò la Gatta, arrivarono i soldi dalla Ricordi, la casa discografica: ”Mi feci pagare in contanti. Avevo l’impermeabile gonfio di quelle lenzuola che erano allora le 10 mila lire. Comprai mezzo chilo di tartufi che mangiai con tutta la terra e una Austin Hailey 3000 spider. Ci montai sopra ma non trovai mai la seconda. Sono arrivato in prima ad Alessandria con il motore fuso».

 

gino paoli danilo rea

E Gino respirò il successo a piani polmoni con l'esuberanza di quei felici anni Sessanta di cui, coi suoi amici genovesi, divenne la colonna sonora. Scriveva capolavori, uno dietro l'altro, canzoni semplici, basate su giri armonici ma dalle melodie vigorose e da un linguaggio diretto, senza la retorica della canzone classica: “Sassi”, “Il cielo in una stanza”, “Sapore di sale”, ”Che cosa c'è”.

 

Cantava dietro quegli occhialoni neri da jettatore, l'aria sempre ingrugnata, ma la sua musica aveva il gusto forte del tempo, mentre le sue storie sentimentali, Stefania Sandrelli, Ornella Vanoni facevano da accompagnamento sui rotocalchi.

 

gino paoli tenco

Poi, all'improvviso, il vento che cambia: «Nel '67, scrissi una canzone pensando: chissà se piacerà ai giovani. L'ho presa, l'ho gettata via e sono andato a fare il gestore di un casinò a Levanto. Non ha senso scrivere pensando di accontentare la gente». Ma la storia di Gino non si ferma, riprende a scrivere, ad avere successo, “Una lunga storia d'amore”, “Ti lascio una canzone”, “Eravamo quattro amici al bar”.

 

Si fa di nuovo largo in un mondo della musica che è cambiato. Il ruolo di Gino diventa quello di senatore della musica (dopo essere stato deputato del Pci in Parlamento), ruolo che vive con disinteresse perché non ama sentirsi un monumento. Ecco perché avrebbe voluto evitare la retorica dei necrologi. Ma come si fa a non celebrarlo? Nella storia della musica italiana Gino Paoli è un monumento imprescindibile.

AMANDA SANDRELLI GINO PAOLI STEFANIA SANDRELLI 1GINO PAOLI BRUNO LAUZI Beppe Grillo sul palco insieme a Gino Paoli gino paoli ornella vanoni anni 80IL PESTO DI GINO PAOLIgino paoli in kenyagino paoli anni 60GINO PAOLI CON LA MOGLIEgino paoligino paoligino paoli 1 (2)gino paoli e stefania sandrelligino paoli stefania sandrelli

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