giorgia meloni giampaolo rossi antonino monteleone laura tecce antonio preziosi monica giandotti pierluigi diaco

PRIMA O POI, AFFONDE-RAI! - MENTRE IN CDA SI TRASTULLANO SUGLI ASCOLTI DECLINANTI DI “TG2 POST”, SI CHIUDONO GLI OCCHI SULLO STATO ALLA DERIVA DI RAI2 E DI RAI3 - UN DISASTRO CHE NON VIENE DAL CIELO. LA TRASFORMAZIONE DELLA PRODUZIONE DEI PROGRAMMI DALLE TRE RETI A DIECI DIREZIONI IN BASE AL "GENERE" (INTRATTENIMENTO, INFORMAZIONE, FICTION, ECC.), AVVIATA DA FUORTES NEL 2021 MA IMPLEMENTATA DALL’AD GIAMPAOLO ROSSI (CON LA NOMINA DELLA DIREZIONE DEL "COORDINAMENTO GENERI" AFFIDATA A STEFANO COLETTA), HA PORTATO ALLA PERDITA DI IDENTITÀ DI RAI2 E DI RAI3 MA ANCHE AL TRACOLLO DEGLI ASCOLTI (E DELLE PUBBLICITÀ) - LO SCIAGURATO SPACCHETTAMENTO HA PORTATO A UNA CENTRALIZZAZIONE DECISIONALE NELLE MANI DI ROSSI E A UN DOVIZIOSO AUMENTO DI POLTRONE E DI VICE-POLTRONE, CHE HA FATTO LA GIOIA DEI NUOVI ARRIVATI AL POTERE DI PALAZZO CHIGI - PURTROPPO IL SERVILISMO DI UNA RAI SOTTO IL TALLONE DELL'ARMATA BRANCA-MELONI NON PAGA. LE TRASMISSIONI CHE DOPO UNA MANCIATA DI PUNTATE FINISCONO NEL CESTINO ORMAI NON SI CONTANO PIÙ. TANTO CHE I DUE CANALI SONO STATI RIBATTEZZATI ‘’RAI2%’’ E ‘’RAI3%’’...

DAGOREPORT

Hans Blumenberg - Naufragio con spettatore

Per definire lo stato disastroso a cui è giunta la Rai, finita negli ultimi tre anni sotto il tallone dell’Armata Branca-Meloni, occorre rubare ad Hans Blumenberg il titolo di un suo celebre saggio letterario-filosofico sulla civiltà dell’Occidente, “Naufragio con spettatore”.

 

Una perfetta metafora per il più grande ente di informazione italiano (1.760 giornalisti), poiché è la concessionaria esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo e uno dei più grandi gruppi di comunicazione in Europa con 12.751 dipendenti assunti a tempo indeterminato. 

 

Così, mentre il Cda Rai si trastulla discutendo degli ascolti di “Tg2 Post” (martedì ha racimolato il 2.5% con 504.000 spettatori, preceduto dal disastroso traino del 3,3% del notiziario maldiretto da Antonio Preziosi - una volta il Tg2 sbandierava uno share del 10%), Rai2 e Rai3 sprofondano in uno stato comatoso: gran parte della loro programmazione non regge più, con ascolti che hanno raggiunto livelli improponibili al marketing pubblicitario. 

 

meloni viale mazzini rai

Una criticità che non viene dal cielo. La trasformazione del modello organizzativo è stata avviata nel 2021 dall'allora ad, Carlo Fuortes, e poi implementata con l'attuale amministratore delegato, Giampaolo Rossi (che ha aggiunto la poltrona di Direttore del Coordinamento Generi, affidata a Stefano Coletta).

 

La produzione dei programmi è stata spostata dalle tre reti a dieci direzioni in base al "genere" (intrattenimento, informazione, fiction, ecc.), portando non solo al tracollo degli ascolti dei programmi ma soprattutto alla totale perdita di identità di Rai2 e di Rai3.

 

In compenso lo sciagurato spacchettamento in dieci direzioni di "generi" ha fatto lievitare il potere di Rossi, che ha centralizzato a sé tutte le direzioni, e ha portato a un dovizioso aumento di poltrone e di vice-poltrone, per la gioia dei nuovi arrivati al potere di Palazzo Chigi, tant’è che non c’è più un posto libero nel garage di viale Mazzini,

 

GIAMPAOLO ROSSI

Ma, purtroppo, il servilismo politico di una Rai targata Meloni non paga. Le trasmissioni lanciate dal nuovo regime, che dopo una manciata di puntate finiscono nel cestino, ormai non si contano più.

 

Su Rai2 il flop più clamoroso fu il programma di Antonino Monteleone, il cui contratto è costato ai contribuenti 300mila euro, che raggiunse il record negativo in prima serata dello 0.99% con 169mila telespettatori.

 

Un numero impietoso che ha spedito in seconda serata l’ex Iena che, comunque, ha continuato imperterrito a collezionare flop da 2.3%.

 

linea di confine antonino monteleone 3

Ha fatto una brutta fine l’esperimento in prima serata di “BellaMa’”: l’inguardabile programma di Pierluigi Diaco ha trascinato il canale al 2.6% con 411mila spettatori. Il risultato? Chiusura anticipata e tanti saluti a Diaco rispedito nel pomeriggio dove comunque lo share non lo premia.

 

L’ultimo fallimento si chiama “Freeze” con Nicola Savino e Rocío Muñoz Morales, il format giapponese che ci ha riportato indietro di qualche decennio. Anche in questo caso il risultato non è stato quello sperato dalle lucidissime menti dei dirigenti Rai e il programma ha galleggiato fino a precipitare al 2.9%.

 

bellama di sera by pierluigi diaco 8

L’elenco è lungo, al limite della crudeltà. Ma vale la pena ricordare “Binario2” che, dopo l’addio di Fiorello alla mattina di Rai2, ha trascinato la rete al 2.3%.

 

Nel pomeriggio “La porta Magica” della sopravvalutata Andrea Delogu al 3.1% e “Obbligo o Verità” della spompata Alessia Marcuzzi in prima serata al 4.1%.

 

E ancora: il terribile ritorno di Luca Barbareschi con “Se mi lasci non vale”, la versione farlocca targata Rai di “Temptation Island” che all’esordio ha registrato l’1,82% di share con 321.000 spettatori.

 

MONICA GIANDOTTI

Infine, non possiamo dimenticare il flop con chiusura di “Underdog” di Laura Tecce. L’unico programma di Rai2 che ha riscosso l’applauso del pubblico è “Belve” della Fagnani.

 

E che dire di Rai3? Quello che resta, dopo il trasloco di Fazio su 9 e di Augias, Formigli, Floris su La7, con Serena Bortone, dopo il caso Scurati, confinata alla radio, è più deprimente di un piatto di verdure lesse.

 

In prima serata si scende anche sotto il 3% di share, tanto che il terzo canale è stato ribattezzato Rai3%.

 

LAURA TECCE

A tenerlo in piedi solo l’osteggiato “Report” (che prima o poi, finirà su La7 anche Ranucci), l'immortale "Blob" e gli altri programmi di approfondimento da “Chi l’ha visto?” dell'inossidabile Sciarelli a “Presadiretta” di Iacona che, come “Report”, è stato traslocato dal lunedì alla domenica a vedersela con gli avvenimenti sportivi, perdendo quasi 2 punti.

 

Anche messo in prime time del lunedì, “Lo Stato delle cose” di Massimo Giletti galleggia, non riuscendo mai ad arrivare allo share che aveva “Report” di lunedì.

 

Gli altri programmi, come quelli condotti da Salvo Sottile e Peter Gomez, raccolgono ascolti per niente esaltanti: “Farwest” si ferma al 3,7% mentre “La confessione” si deve accontentare del 4,3%.

 

freeze chi sta fermo vince 3

Dal 2024 va in onda, con una impietosa media del 2,4% di share nel 2025, “A casa di Maria Latella”. In compenso, l’intervistatrice cara a Giorgia Meloni gode di un munifico contratto biennale di conduzione, comprese le varie ed eventuali ospitate in altri programmi, per complessivi 730mila euro lordi.

 

Già nell’ottobre del 2024 Rai3 raccoglieva nella prima serata poco più del 5% di share (perdendo più di mezzo punto rispetto al 2023), mentre Rai2 affondava al 3,6%, sotto la soglia psicologica del 4%. E c’è da star certi che il peggio deve ancora venire...

giampaolo rossi - andrea delogu - la porta magica - foto lapresse

sigfrido ranucci (11)massimo giletti 1

tg2 antonio preziosi

GIAMPAOLO ROSSI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

luca barbareschi - se mi lasci non valechi l’ha visto? federica sciarelli 4

EDIFICIO RAI VIALE MAZZINI

laura tecce foto di baccoMONICA GIANDOTTI

EDIFICIO RAI VIALE MAZZINI

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…