A FURIA DI MANDARE IN LIBRERIA LIBRI INZEPPATI DI CAZZATE LE VENDITE CROLLANO: RISPETTO AL 2012, L’ANNO SCORSO SONO STATI VENDUTI 2,3 MILIONI DI LIBRI IN MENO – ANCHE GLI E-BOOK DELUDONO

Andrea Biondi per il "Sole 24 Ore"

L'editoria libraria si presenta al suo appuntamento clou, il Salone del libro di Torino in programma da oggi al 12 maggio con molte ammaccature. Anche nel 2013 - stando a una prima anticipazione di un'indagine Nielsen che l'Associazione italiana degli editori (Aie) presenterà a Torino venerdì 9 maggio nel corso del convegno "Cosa tiene accese le stelle? Editori e lettori dopo tre anni di segni meno" - il mercato ha registrato un segno meno.

Sia nei valori (-6,2%), sia nei volumi (-2,3%) le vendite di libri nel mercato trade (librerie, librerie online, grande distribuzione) esprimono una difficoltà del mercato. Gli editori stanno tentando di porre rimedio riorganizzandosi, ma anche con un progetto di promozione della lettura che, a quanto risulta al Sole 24 Ore, dall'Aie verrà proposto al Governo e che dovrebbe vedere la luce nel 2015.

«Siamo ancora in una fase di discussione», precisa il presidente Aie, Marco Polillo il quale, pur non negando il momento di difficoltà, guarda agli aspetti positivi. «Ci sono comparti - dice - in forte crescita. Penso agli eBook oppure ai libri per bambini. La crisi ha influito sugli acquisti di libri, ma gli adulti non rinunciano a spendere per i bambini».

Il +3% nelle vendite di libri per bambini è un buon indicatore. Ma che non può compensare i 2,3 milioni di libri in meno acquistati dagli italiani lo scorso anno. Certo, per fotografare questo momento non si può non tenere conto degli spostamenti verso l'e-commerce per il libro digitale. La quota resta però modesta (3%) come i fatturati (30 milioni in tutto) non tali da compensare le perdite di vendite e nei canali fisici.

«Gli editori hanno senz'altro necessità di innovare e di sfruttare tutte le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie», afferma Laura Donnini, amministratore delegato Rcs Libri (Rizzoli, Bompiani, Fabbri, Bur, Marsilio, Adelphi). Rcs è il secondo editore italiano per quote di mercato nel trade (11,7% nel 2013 per 112milioni di euro di vendite), «con un dato che nei primi 4 mesi dell'anno è salito all'11,9% unitamente a una crescita del 10,4% nel venduto», secondo dati Gfk.

«Credo che in un mercato in cui il digitale cresce ma non raddoppia - aggiunge Donnini - occorrerà che gli editori tornino a fare il loro mestiere: meno titoli, ben pubblicati e al giusto prezzo». In questo quadro occorrerà poi «fare una revisione della legge Levi. C'è un'alea di interpretazione che ha causato problemi nelle promozioni, diventate troppo numerose e poco efficaci».

Sulla legge Levi è critico, ma per motivazioni opposte, Riccardo Cavallero, direttore generale Libri del gruppo Mondadori (Edizioni Mondadori, Giulio Einaudi; Piemme; Sperling & Kupfer), leader di mercato con 334 milioni di euro nel 2013 (27% di quota). «Con la legge Levi e il tetto agli sconti come alle promozioni è venuto a mancare l'apporto di un canale di distribuzione come quello dei supermercati».

Per Mondadori l'importante ora è «scommettere sul digitale» (e in effetti la casa editrice ha stretto una partnership con la sociatà produttrice dell'e-reader Kobo), ma anche «puntare sul servizio. È il servizio l'unico terreno sul quale si può giocare la partita in un momento, non dimentichiamolo, in cui dal 2011 a oggi sono spariti 200 milioni di euro di vendite».
Chi sul servizio ha puntato in maniera particolare è Feltrinelli (5% di quota di mercato), che il mese scorso ha aperto a Firenze il secondo negozio (dopo Milano) a insegna Red, acronimo di "read, eat, dream".

«Non penso ci sia una disaffezione per la lettura», precisa Stefano Sardo, direttore generale area business Gruppo Feltrinelli. Sugli eBook «c'è una difficoltà di computo visto che Amazon non fornisce dati ufficiali, ma considerando queste insieme a quelle cartacee le copie sono state superiori al 2012». Detto questo, «quel che noi facciamo è puntare sull'innovazione del modello, come dimostra Red, ma anche su una grande e sempre maggiore attenzione a prodotti e autori».

 

 

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