quo vado checco zalone

IL 2016 IN PELLICOLA BY MARCO GIUSTI: “COSA DIRE DI UN ANNO CHE SI APRE CON I 65 MILIONI DI QUO VADO? DI CHECCO ZALONE-GENNARO NUNZIANTE, CON IL MERAVIGLIOSO 70MM A CINECITTÀ DI THE HATEFUL EIGHT DI TARANTINO E SI CHIUDE CON 5 O 6 SIMIL-CINEPANETTONI?”

Marco Giusti per Dagospia

 

quo vado checco zalonequo vado checco zalone

Cosa dire di un anno che si apre con i 65 milioni di Quo vado? di Checco Zalone-Gennaro Nunziante, con il meraviglioso 70mm a Cinecittà di The Hateful Eight di Quentin Tarantino, che saluta come un piccolo capolavoro Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, che sobbalza all’idea malandrina dei cellulari rivelatori di Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese,  che festeggia l’Orso d’Oro a Berlino per Fuocoammare di Gianfranco Rosi e poi si perde in una massa davvero impressionante di film non solo italiani più o meno inutili per chiudersi con qualcosa come cinque-sei simil-cinepanettoni… Azzerando così qualsiasi aspettaviva da parte del pubblico.

 

hateful eight in 70 mmhateful eight in 70 mm

E che non potrà quindi trovarci indifferenti, proprio in questi giorni, nel riproporre la grande battuta di Riccardo Garrone, “Anche questo Natale ce lo siamo levati dalle palle!”. E’ andata così, insomma, nel 2016 che si sta concludendo in mezzo a una triste pioggia di stelle-stellone-stelline scomparse.

 

hateful eight  in 70 mmhateful eight in 70 mm

Un elenco che va da Carrie Fisher-Debbie Reynolds a Silvana Pampanini e Osiride Pevarello passando per Gene Wilder, Franco Citti, al già citato Garrone. Gli incassi, per i nostri film, a parte quelli di Quo vado? e di Perfetti sconosciuti, sono qualcosa di disastroso. E non c’è uno Zalone fresco pronto a farne altri 40-50-60. C’è Mister Felicità di Alessandro Siani che non potrà e non vorrà essere la stessa cosa. Non c’è neanche un nuovo film di Tarantino pronto a farci sognare sparatorie sotto la neve.

VELOCE COME IL VENTOVELOCE COME IL VENTO

 

Però c’è la bella storia d’amore tra Ryan Gosling e Emma Stone in La La Land di Damian Chazelle per farci ballare. E vi ricordo che a Cannes non avevamo neanche un film italiano in concorso, anche se La pazza gioia di Paolo Virzì con Valeria Bruni Tedeschi come pazza dei bei tempi social-berlusconiani che furono, ha fatto una bella figura. E pure Fiore di Claudio Giovannesi. Abbiamo prodotto qualche buona opera prima, vero.

 

POVERI MA RICCHI POVERI MA RICCHI

Non penso solo a Jeeg Robot, che è un’opera prima, ma a Antonia di Ferdinando Fito Citomarino, a Il più grande sogno di Michele Vannucci, anche a Fraulein di Caterina Cantone con un grande Christian De Sica (perché non riproporlo in sala adesso dopo l’inutile uscita estiva?). Veloce come il vento di Matteo Rovere era una piccola rivelazione e mostrava uno Stefano Accorsi molto cresciuto. Indivisibili di Edoardo De Angelis era un film da mettere in concorso a Venezia, con una bella storia stravagante.

 

POVERI MA RICCHIPOVERI MA RICCHI

Di tante commedie più o meno fotocopia di commedie passate salverei quelle dei Vanzina, soprattutto l’ultima, Non si ruba a casa dei ladri, piena di battute (“A te la grande bellezza te fa na pippa!”. “Tié, a te e a De Laurentiis!”) ben scritta e ben diretta, credo una delle loro migliori degli ultimi anni. Ma a me facevano ridere pure Max Tortora e Paola Minaccioni in Miami Beach (“Sta Miami me pare Freggene!”), sempre dei Vanzina.

 

ben stiller owen wilson da valentino versione zoolander 2  8ben stiller owen wilson da valentino versione zoolander 2 8

Pure Fausto Brizzi, questo Natale, con Poveri ma ricchi, è riuscito a costruire un film divertente e ben funzionante, recuperando un Christian De Sica dal pelo rosso e una grandiosa Anna Mazzamauro, sguaiata e frenetica. E Boldi-Izzo-Salvi continuano a farci ridere anche nei film più assurdi, come Un Natale al Sud. Anzi. Ma La coppia dei campioni, con Boldi e Tortora, era uno spreco totale e non faceva neanche ridere.

 

Stracult lo è di certo, in qualche modo. Come lo sono Tommaso di Kim Rossi Stuart, col suo groviglio di api che prima o poi si dovrà aprire e i rapporti difficili del suo protagonista con le donne, o, per altri motivi, Ustica di Renzo Martinelli, con tanto di presentazione-spettacolo dello stesso regista che ha portato una simil carcassa dell’aereo Itavia fuori dalla Casa del Cinema. Se Ustica avrà magari almeno riportato i soldi a casa, così si spera, lo stesso non può dire di una serie di grandi disastri americani.

ben stiller owen wilson da valentino versione zoolander 2  6ben stiller owen wilson da valentino versione zoolander 2 6

 

Come Zoolander 2 di Ben Affleck, il sequel meno amato e peggio riuscito di sempre, malgrado i suoi duemila camei di grandi star e grandi stilisti, da Sting a Valentino. O come Ben-Hur del regista russo Tibur Bekmambetov, flop da 100 milioni di dollari, che si permette di riunire a Gerusalemme la corsa delle bighe di Circo Massimo e il Golgota con Gesù Cristo per non perdere tempo, mentre Morgan Freeman, neanche fosse “er cecato”, spiega che coi romani “basta fargli vedere i soldi e si può far tutto”.

 

super deadpoolsuper deadpool

E noi che ci aspettavamo un remake almeno un po’ fedele all’originale e  cerchiamo ancora di ricordarci i nomi dei cavalli bianchi di Ben-Hur. In Batman vs Superman di Zack Snyder, altri 250 milioni di dollari buttati, assistiamo a un duello senza fine fra i due supereroi che non viene neanche spiegato. A Batman je rode, vabbè, ma perché?

 

Deadpool di Tim Martin, però, meno costoso e più sperimentale, funziona bene e è divertente. Ci aspettavamo almeno qualcosa dal remake de I magnifici sette di Antoine Fuqua con Denzel Washington al suo primo western e rimaniamo non delusi. Di più. Aiuto! Per fortuna, tra Cannes e Venezia, qualche gran bel film si è visto.

sully di clint eastwoodsully di clint eastwood

 

Safari di Ulrich Seidl, per esempio, sulla follia criminale di molti cittadini austriaci pazzi per la caccia grossa. Austerlitz di Sergei Loznitsa, una specie di fotografia molto realistica degli europei che visitano un campo di concentramento oggi, vestiti tutti uguali, e tutti che riprendono e si autoriprendono con i cellulari.  Film che non sono usciti e non credo che usciranno l’anno prossimo. Uscirà a febbraio invece il bellissimo Toni Erdmann di Maron Ade, grande commedia sui mali del nuovo liberismo europeo, molto attuale, mentre è in sala Paterson di Jim Jarmusch con Adam Driver, per me il miglior film dell’anno.

sully  di clint eastwoodsully di clint eastwood

 

Agli italiani è molto piaciuto Sully di Clint Eastwood, grande film sull’eroismo di ogni giorno dei bravi cittadini che fanno il loro dovere e fanno bene il loro lavoro, totalmente anti-trumpiano, malgrado quel che ha detto e fatto in campagna elettorale il suo regista. Come è anti-trumpiano Rogue One di Gareth Edwards, coi suoi eroi multietnici guidati da una donna che lottano contro un Impero suprematista maschio. Personalmente ho molto amato anche Il libro della giungla di Jon Favreau con Bill Murray che fa Baloo e Christopher Walken che fa King Louis.

 

Come ho molto amato Westworld di Jonathan Nolan, che cerca di capovolgere continuamente i modelli narrativi tradizionali del cinema e delle serie tv al punto che non sai mai davvero chi sono i robot e chi sono quelli che scrivono le storie. Ho molto apprezzato la libertà narrativa di The Young Pope di Paolo Sorrentino, forse l’unico esempio di cinema internazionale che abbiamo prodotto quest’anno.

 

stefano sollimastefano sollima

E sono particolarmente contento che Stefano Sollima stia concludendo le riprese del suo primo film americano, Soldado, sequel di Sicario, prima di iniziare, in Autunno, la sua prima serie western, Colt. Per non dire del film americano di Virzì, The Leisure Seeker, con Helen Mirren e Donald Sutherlan, e dei ben due nuovi film di Luca Guadagnino, Call Me by Your Name, scritto da James Ivory, che dovrebbe essere presentato al Sundance, e il remake di Suspiria, con megacast femminiel, Dakota Johnson, Tilda Swinton, Chlore Grace Moretz, Mia Goth, Jessica Harper, Angela Winkler, che provocherà non pochi mal di pancia. E del Pinocchio di Matteo Garrone, che chissà quando vedremo. La strada, insomma, anche per i nostri registi, e ben segnata, è quella della fuga dalla commedia casalinga e del cinema internazionale. 

 

Ultimi Dagoreport

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…