dario jacopo fo

''A CHI DEVO PRATICARE UN RAPPORTO ORALE PER AVERE UN PROGRAMMA IN RAI?'' - JACOPO FO: ''ANDAI A PROPORRE IDEE A VIALE MAZZINI CON MIO PADRE E GIANMARCO MAZZI, UNO CHE HA FATTO SANREMO E PRODUCE CELENTANO. OTTENNI SOLO INDIFFERENZA. I DIRETTORI PENSANO SOLO AI POLITICI CHE LI PIAZZANO LÌ. ORA CON I 5 STELLE AL GOVERNO CHE COSA SUCCEDERÀ? SI CONTINUA CON GLI AMICI DEGLI AMICI E CON I RAPPORTI ORALI?

 

Jacopo Fo per www.ilfattoquotidiano.it

 

Chi decide chi fa una trasmissione? Chi decide chi interpreta una fiction, chi è un eccellente regista, sceneggiatore, scenografo, costumista? La Rai gestisce un fiume di denaro, centinaia di milioni di euro all’anno. Non è un mistero che fin’ora sono stati i politici a scegliere chi comanda in Rai.

 

JACOPO FO

E non c’è dubbio che a volte i politici richiedano di essere ricompensati con adeguati servizietti: un’intervista con la star di turno, un posto al sole per un parente. Vi ricordate quel Berlusconi che telefonava a quel direttore chiedendo che una sua amica venisse ingaggiata come protagonista di una fiction? Vi ricordate delle numerose inchieste su spese pazze e rimborsi gonfiati? E come mai la Rai ha una quantità di dipendenti allucinante?

 

Il mese scorso ho pensato di mettere una pezza allo sfacelo: proporre un micro cambiamento del sistema che potrebbe creare un effetto valanga e iniziare a modificare i giochi. Sono dell’idea che per ottenere grandi risultati bisogna iniziare portando a casa cambiamenti piccoli, facili da ottenere e veloci.

 

 

A volte basta un sassolino per far deragliare gli ingranaggi del delirio. L’idea è talmente banale…. Oggi non esiste nessun percorso che sia possibile seguire per far passare una proposta in Rai. Una via complementare alle scelte dei dirigenti.

JACOPO FO DARIO

 

Tanto per rendere l’idea dal 2009 al 2014 mio padre restò fuori dalla Rai semplicemente perché non si trovava un dirigente Rai che volesse sostenere la sua candidatura. Vennero persino bocciati alcuni spettacoli che non potevano certo dar fastidio per motivi politici, si parlava di grandi pittori italiani del Rinascimento!!! E parliamo di un Nobel. Fu solo la determinazione di Gianmarco Mazzi, la sua tigna, a riportare mio padre in prima serata televisiva con “Francesco, lu Santo Jullare”, che ebbe peraltro un notevole successo…

 

Che possibilità hanno oggi un ragazzo o una ragazza con grandi idee e nessun santo in paradiso? ZERO SOTTO ZERO! Allora perché non creiamo una percorso per l’accesso basato sul merito? Diamo al pubblico della Rai il potere di scegliere nuovi volti. Farlo è semplice: si dà modo di pubblicare sul portale della Rai un video.

 

Grazie alle portentose tecnologie moderne possiamo sapere subito, esattamente, quanti lo hanno guardato e per quanti minuti, e se un video ha successo gli autori si guadagnano il diritto a realizzare una serie pagata da Rai, che viene trasmessa sulle reti tematiche. Se qui ha un buon risultato di pubblico gli autori possono produrre una trasmissione più impegnativa che va su Rai 3 in terza serata, e così via fino ad arrivare alla prima serata di Rai 1. Scegliamo così il 20% delle trasmissioni e vedrete l’effetto della concorrenza vera nella tv di Stato.

JACOPO FO

 

 

Un’idea banale, qualunque persona che abbia a cuore il pluralismo, la meritocrazia e il potere al popolo dovrebbe condividerla! Quindi telefono a un direttore di rete per un appuntamento, prendo su la mia valigetta e chiedo proprio a Mazzi di accompagnarmi.

 

E vorrei chiarire che il fatto che io fossi insieme al grande Gianmarco Mazzi, nella mia testa, era veramente buona cosa. Infatti Mazzi è un signore competente, da tutti conosciuto come un genio della tv, mio padre lo considerava tale. È il direttore artistico a cui si rivolgono spesso Celentano, Zucchero, Vasco Rossi, Bocelli, Mina per grandi eventi ed è grazie a questa sua forza acquisita sul campo, gestendo spettacoli che hanno richiamato decine di migliaia se non centinaia di migliaia di spettatori e ascolti stellari, che si è guadagnato il rispetto in Rai e la possibilità di gestire con successo trasmissioni come Sanremo. Quindi parliamo di un professionista sul quale non si discute.

 

E poi non è neanche uno di sinistra, quindi andavamo a presentare una proposta super partes, fuori dagli schieramenti ideologici, io e lui insieme per dar peso a un’idea di buon senso.

 

Entriamo nello studio del direttore di rete (del quale non farò il nome perché la polemica personale non mi interessa) gli esponiamo il nostro progetto di creare un canale di accesso che affianchi le vie tradizionali, una versione minimalista dell’idea di fondo, perché a puntare troppo alto ci si fa male, e subitaneamente ci rendiamo conto che dopo due minuti, scoperto l’argomento del quale volevamo discorrere, non ci ascolta proprio, sta pensando ai fatti suoi, a quale linea editoriale imporre, a quali puzzle ispirarsi.

GIANMARCO MAZZI

 

Ci alziamo, salutiamo e ce ne andiamo. Non è la prima volta che incontro dirigenti Rai e che misuro l’immensità del loro disinteresse. Dal 2009 al 2014 ero io a girare per gli uffici Rai con i video degli spettacoli di mio padre sui pittori italiani…

 

Ma pensavo che stavo sul cazzo perché sono comunista (il che è un dramma se hai di fronte uno di sinistra). E quando mi presentavo con proposte di trasmissioni mie pensavo che in fondo era comprensibile perché televisivamente non sono nessuno.

E quando in passato ho provato a proporre la stessa idea di una via d’accesso alla Rai per non blasonati, pensavo che forse ero io, come proponente, che non ero credibile. Ma ora ho visto che neanche se ti presenti con uno che ha gestito grandi successi ti ascoltano. Allora posso dire con serenità: siete proprio tronfi e pieni del vostro potere e non vi viene neanche in mente che qualche cosa vi possa costringere a cambiare…

 

Gianmarco Mazzi

Adesso ci sono anche i 5 Stelle al governo… Che cosa succederà? Lo creiamo un sistema meritocratico di accesso alla Rai oppure si continua con gli amici degli amici e con i rapporti orali?

Ultimi Dagoreport

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO